MARCO MONTEFIORI INTRODUCE UNA TRADIZIONE ITALIANA. Un aperitivo domenica sera al Village?

di Samira Leglib

Tempo fà mi è stato chiesto: «Cos'è che manca a New York e che potresti invece importare dall'Italia?» Sul momento, probabilmente ancora presa dall'overload di input di questa megapoli, confesso di non aver saputo cosa rispondere. In questa città puoi trovare una fetta di tutto e un sapore di ogni dove. Ma..c'è un ma. Perché qualcosa effettivamente non a ancora preso piede e se, secondo consecutio temporum, dopo il Boom della pizza diffusasi forse con maggior successo che in Patria segue ora un discreto approccio della Piadina Romagnola, alla cultura dello "stare a tavola" e del buon ristorante italiano (che a parer mio sta staccando di una buona clientela il cugino francese.. ma forse è solo un'impressione) non può che seguire quello che ormai in Italia, soprattutto nel Settentrione, è un vero e proprio rito: l'aperitivo.

Ora anche questo "ma" potrà essere aggiornato perché d'ora in avanti gli amanti dell'aperitivo passati e futuri potranno ritrovarsi ogni domenica in un appuntamento itinerante per i locali di New York.

L'idea è venuta a Marco Montefiori, milanese da circa un anno residente a New York, che spiega così da dove nasce l'iniziativa:«L'aperitivo è una tradizione tipica del Nord-Italia che ho constatato mancare a New York e in una città dove l'Italian Style ha dimostrato di funzionare sono certo che un appuntamento settimanale per incontrarsi e stare con gli amici verrà apprezzato» Va bene la compagnia, ma per quanto riguarda pane e companatico? Gli chiediamo. «Al bar vengono serviti i classici drinks che puoi trovare nei locali italiani, buon vino e birra. Mentre il buffet, che secondo la tradizione dell'aperitivo viene offerto, è ricco di piatti tipici quali bruschette, pizzette, arancini di riso, sottaceti».

E' vero che l'aperitivo come lo conosciamo e apprezziamo noi in Italia non è ancora diffuso in America, ma questa è la nazione dell'Happy Hour, dove sta la differenza? «Semplice, l'aperitivo è più onesto». Risponde sicuro Montefiori. «L'Happy Hour è un modo per far bere di più la gente, una birra la paghi 3 o 4 dollari ed in poco tempo non sei più sobrio. L'aperitivo segue invece la filosofia dello star bene, il drink resta a prezzo pieno ed è il cibo a diventare un surplus».

Noi c'eravamo al primo appuntamento e devo dire che è stato un po' come entrare in un locale di Corso Como: luci basse, atmosfera accogliente, buffet invitante e piatti ricolmi a fare la spola tra il bancone e i tavoli.."bella gente" direbbe qualcuno dalle mie parti. La maggior parte riconoscibilmente italiana, vuoi per gli outfits che ci distinguono così palesemente, vuoi per il chiacchiericcio in lingua madre che la musica non ha saputo né voluto tacere. Chiediamo allora a Montefiori: ma questo appuntamento è rivolto in particolar modo agli italiani? «No, tutt'altro! Mi aspettavo di ricevere in questa prima serata un'adesione primariamente italiana ma il mio obiettivo è quello di arrivare a una percentuale equa del 50% per le presenze italiane. Non voglio che diventi un ambiente ghettizzato, lo scopo principale è quello di diffondere l'aperitivo all'interno di un clima che rispecchi anche quello di New York». A noi non resta, quindi, che darvi appuntamento a questa sera e..un brindisi alla vostra!

 

 

(L'Angolo Cafè, angolo tra Houston e Thompson, Domenica 23 Dicembre 6-10pm)