Libera

Buon Natale, ma qui è già Carnevale

di Elisabetta de Dominis

Ha ragione Berlusconi: le assunzioni in Rai avvengono su raccomandazione. Inutile che i dipendenti Rai - ipocritamente - si scandalizzino. E' proprio il segreto di Pulcinella. Però non basta essere raccomandati, si deve avere la tessera, cioè essere iscritti ad un partito. Dopodichè bisogna sperare sia quello giusto, il che dipende da diversi fattori: primo la lottizzazione partitica, nel senso che i partiti fanno dei posti in Rai la spartizione dei pani e dei pesci, ma spesso i pani valgono più dei pesci. Per esempio essere in quota An, è meglio che far parte di un partitucolo di sinistra, benché il governo sia di sinistra. Mi spiego: il potere interno al carrozzone Rai è comunque in mano ai partiti più potenti, eppoi è meglio assumere uno di destra, perché prima o poi il governo Prodi cade e allora ci saranno le epurazioni.

Lo scrivo con cognizione di causa, essendoci passata. Ovviamente non sono entrata, nonostante fossi stata sollecitata a presentare il mio curriculum, visto che in provincia c'erano dei posti vacanti. L'assunzione avviene per titoli e ordine cronologico di presentazione, ma si fa presto ad occultare un curriculum o metterlo in fondo al pacco.

Perciò al contempo Berlusconi non c'ha ragione quando dice che "in Rai lavora solo chi è di sinistra". E se poi "lavora solo chi si prostituisce", mi chiedo come mai non lavorino le signorine che lui ha raccomandato, visto che sono le amanti di uomini che hanno il doppio della loro età e sono regolarmente accasati con un'altra. Sintomatica la frase: "Col provino alla Russo ci facciamo un alleato". Probabilmente quelle signorine hanno sbagliato cavallo: non basta che sia senatore o direttore di giornale e politicamente necessario a Berlusconi. E probabilmente Berlusca si confonde con le assunzioni in Mediaset o nel suo Giornale. Anche da lì sono passata e ho potuto vedere... Ma si sa il Nostro vede le ingiustizie degli altri in quanto il partito della giustizia è il suo.

Non a torto il Cavaliere si sente un papa o il papa. Perché si spartiscono equamente il potere temporale: dove non arriva uno arriva l'altro.  Al centro ci stanno sempre uomini di chiesa...

La cosa triste è che siamo alla vigilia di Natale in tutto il mondo, ma in Italia è già Carnevale. Sembra quasi che il Cavaliere si sia messo d'accordo con Prodi per nascondere agli italiani che alla fine dell'anno entreremo direttamente in Quaresima. Aumenterà un po' tutto, salvo il cibo che è già aumentato dopo lo sciopero dei trasporti. Sembra che la panacea per far sognare gli italiani sulle glorie passate sarà una bella fiction sul Barbarossa voluta dalla Lega, anch'essa raccomandata a Saccà da Berlusconi.

Un'esilarante commedia di Goldoni: Berlusconi è sior Pantalon, quello ricco, Pulcinella è Saccà, il suo servo sudista, e Arlecchino è Bossi, quello nordista. Solo che non c'è l'accorta servetta Colombina, ma tante scimmiette che fanno le principesse e sono delle miserabili senza arte né parte.  Purtroppo non siamo a teatro, ma sul filo del telefono che oggi, con le intercettazioni della magistratura, è come dire sul filo del rasoio, anche se la gola non la si taglia più a nessuno. E la vergogna non cala come un sipario, perché si è consumata per troppa usura.

Il Cavaliere è certo che "gli italiani nel mondo la prossima volta saranno nostri e non succederà più quello che è successo nel passato". Sì compra tutto, anche i voti. Ma spero che Gesù Bambino non sia Babbo Natale che ha bisogno di tanti soldi per farci i regali. Perciò scriverò a Gesù Bambino che non ci interessano regali, ma continui ad assicurarci la libertà. Buon Natale!