DANZA/ Partita la tournée di sole tappe italiane. I magnifici dieci di Ezralow
I ballerini della Compagnia di Daniel Ezralow, coi loro corpi saturi di peso, più umani della poesia, hanno preso possesso della scena italiana, incorniciando l'amore universale in coreografici volteggi di suono e di senso.
E, davvero, per amare "Why be extraordinary when you can be yourself?" non c'è bisogno di essere ballerini, basta essere uomini.
Dopo le audizioni dello scorso ottobre, da Milano a New York, per arruolare l'esercito zen di Ezralow, la tournée 2007/2008 è ufficialmente iniziata (solo tappe italiane).
Dieci - ma sul palco sembrano di più - danzatori pop: energici, rabbiosi, calmi, erotici, depressi. Non a caso, la chiamano "real people dance". Perché il coreografo americano ha in mente una sola cosa, al di là della narrativa dei legamenti e del ritmo musicale. Ha in mente l'unicità. XY. E ne fa una questione d'amore, più che di mera equazione cromosomica.
Schiodarsi dallo show da tinello, è la sfida che Daniel Ezralow vince ogni volta che attacca hit come "Beautiful day" (U2) o "Thank you" (Alanis Morissette) all'interno della danza che, ovunque, è quotidiana.
Ezralow è stato tra i fondatori dei Momix, uno dei più grandi gruppi di danza contemporanea, e con New York ha un legame simbiotico, a partire da Broadway. L'Italia del cinema, Marco Bellocchio in testa, l'ha voluto come collaboratore. Issey Miyake e Koji Tatsuno, Roberto Cavalli, Hugo Boss, Sting e U2, lo hanno tenuto fuori dalla danza per più di dieci anni.
"Why" rappresenta il ritorno più sentito di Ezralow. Il coreografo vuole che si sappia che l'amore per se stessi è l'arma più innocua e disarmante che c'è.
Lo spettacolo (che girerà l'Italia fino a marzo, tra seminari e masterclass tenuti dai ballerini) nasce anche dall'esperienza di Ezralow ad "Amici", il talent-show di Maria de Filippi.
Nella scuola per artisti, che in Italia ha una messa in onda giornaliera e un serale da super-ascolti, Ezralow è stato docente di improvvisazione. Dalla scuola, ha selezionato tre danzatori per il suo show, gli unici tre italiani. Gli altri sono stati scelti a New York e Los Angeles.
Guardare giovani artisti, italiani e americani, esibirsi assieme sullo stesso palco, è un'emozione fortissima. Un'emozione che gli italiani d'America apprezzerebbero commossi: per la speranza che trasmette. Essere se stessi, in un'unica radice.





