Cinema

De Santis, quel genio bloccato

di Natasha Lardera

E' un vero peccato, che un regista importante come Giuseppe De Santis sia passato in sordina in questo modo. Tiffany sembra attirare più ammiratori, e la Fifth Avenue si è trasformata in una massa di gente alla ricerca del regalo di natale perfetto. Le porte del MoMA rimangono così semi-deserte. Ebbene si, una delle principali figure del neorealismo italiano, è stata onorata in una rassegna a lui dedicata al Roy e Niuta Theater del MoMA, iniziata il 13 dicembre e che terminerà il 30. Non molti lo sanno. La rassegna Giuseppe De Santis, porta sullo schermo sei film dell'autore, tutti restaurati, e un documentario in prima mondiale di Carlo Lizzani sul lavoro del regista di film amati da tutti, come il famoso Riso Amaro. Ma venerdì sera alla presentazione del documentario c'era poca gente, pochi fortunati che hanno potuto vedere un documentario ricco di informazioni sul regista e la sua arte.

"Il documentario per me è un film," ha dichiarato Lizzani in passato, "Non ci sono distinzioni. Come nella letteratura c'è la saggistica...non è che la letteratura è solo scrivere un romanzo, questo è un equivoco in cui si continua ad inceppare." Con questo in mente, mi sono recata alla serata.

A presentare il film di Lizzani erano presenti il curatore Antonio Monda, Marco Grossi, lo scrittore del volume in vendita al bookshop del museo intitolato Giuseppe De Santis: The Transfiguration of Reality, e la moglie del regista Gordana De Santis, che però non ha voluto fare nessun tipo di dichiarazione. Sono quindi stati presentati sia libro che film, elementi di un progetto voluto dal MoMa da anni.

Il libro, proprio come il documentario, è un collage di testimonianze, di parole ed immagini, che pezzo dopo pezzo ricostruiscono un gran regista, di cui si sa poco. "De Santis," spiega Grossi, "era stimato da tutti. Era un uomo dedicato alla sua arte nel tutto e per tutto. Pensate che dopo la sua morte sono state ritrovate ben trenta sceneggiature mai realizzate. E lui stesso ha dichiarato di voler essere ricordato per i film che non ha fatto perchè non gli è stato permesso più che per quelli che ha fatto. E' spesso stato vittima di censure sia politiche che produttive."

Nel libro, infatti è incluso anche il soggetto inedito di un film mai realizzato intitolato I Fatti di Andria, scritto nel 1977/78 per la televisione ed il grande schermo."

E nel documentario vediamo De Santis, con i capelli grigi ed uno sguardo intenso, ripetere proprio questa frase, e pregare il pubblico di considerarlo per ciò che non ha fatto. Oltre alle sue testimoninaze dirette troviamo nel film quelle di parenti, moglie e figlia, amici e collaboratori. La più toccante, a mio parere, quella del regista del film, Lizzani, che esordisce dicendo, "A lui devo tantissimo, anzi tutto."

Lizzani è quell'uomo che imparò il mestiere del cinema da lui, crebbe come personalità importante nel cinema italiano e ora gli porta omaggio con un gesto d'amore profondo, pieno di rispetto e, senza trope moine, pieno di ammirazione.

Il ritratto che ne esce è quello di un uomo "testardo che difendeva a denti stretti tutte le sue idee," dice le moglie nel documentario, "che metteva le donne, donne bellissime e fortemente erotiche, al centro delle sue storie, e la cosa non era comune," spiega Scola, che amava gli attori ai quali descriveva ogni scena passo per passo, e che ha sempre avuto uno stile moderno che combinava la spettacolarità di Hollywood con i temi sociali del cinema sovietico. Un uomo e un regista che molte più persone dovrebbero conoscere.

 

Programmazione

Riso Amaro, con Vittorio Gassman e Silvana Mangano.

Appassionante e complesso melodramma a sfondo sociale, dove la pianura del vercellese diventa teatro di lotte politiche e duelli personali dal sapore western.

29 dicembre, 2.00

Caccia Tragica, con Enrico tacchetti e Andrea Cecchi.

Storia di una rapina e delle sue consequenze.

30 dicembre, 4.30

Giuseppe de Santis, world premiere.

Documentario sul regista fatto di interviste e clips cinematografiche.

29 dicembre 4.30

Roma ore 11, con Raf Vallone e Lucia Bosè

Da un fatto di cronaca nasce una ricca galleria di personaggi femminili.

28 dicembre, 6.00

Giorni di Gloria, con Mario Serandrei e Marcello Pagliero

24 marzo, 1944, più di 335 prigionieri italiani vengono uccisi a causa di un attacco anti nazista. 27 dicembre 6.00

Non c è pace tra gli ulivi, con Raf Vallone e Lucia Bosè

Girato nelle campagne del basso Lazio, l'occupazione delle terre da parte dei contadini poveri.

16 dicembre, 1.00 - 28 dicembre 8.30

Giorni d'amore, con Marcello Mastroianni e Marina Vlady

L' amore vero viene messo in discussione da problemi ecoomici e di pregiudizio

16 dicembre 3.30 - 27 dicembre 8.00

 

Per ulteriori informazioni, www.moma.org