Interviste

Il sindaco Massimo Bitonci. Mura invalicabili per il clandestino

di Valeria Sabatini

Stiamo davvero alle proposte razziste? Possibile che una mattina, ci siamo svegliati con la voglia di cacciare lo straniero?

Un paio di settimane fa, il nostro presidente del consiglio Romano Prodi, mentre era a Napoli per incontrare il premier spagnolo Zapatero, ha commentato le ordinanze anti clandestini dopo gli ultimi fatti di cronaca nera dicendo, in linee generali, che la situazione è stata enormemente ingrandita.

Sarà, però chissà perché proprio la Reggio Emilia del professore che di certo leghista non è, dal mese di dicembre con un'ordinanza comunale, vieta dopo le 17.30 la vendita di alcolici da asporto nell'area intorno alla stazione abitata oramai in prevalenza da magrebini.

La gente si è stancata di non potersi più sentire tranquilla. Poi sono arrivati i sindaci del Lombardo-Veneto, quelli della Lega soprattutto, ma anche An, con ordinanze e iniziative contro l'immigrazione incontrollata. Come sempre succede in Italia, è venuto giù di tutto.

Accuse di razzismo, intolleranza, scarsa memoria e solidarietà visto che proprio il Veneto è la regione settentrionale che più ha conosciuto il fenomeno dell'emigrazione lo scorso secolo, di conseguenza ora non si può non accogliere chi sceglie l'Italia come terra promessa. Siamo l'America, una spanna dopo Lampedusa o appena oltre le Alpi per chi arriva dall'est.

Che sta succedendo? Siamo alla cacciata dello straniero? Massimo Bitonci, giovane sindaco di Cittadella, 20mila abitanti a nord di Padova, è stato il primo a mettere mano ad un'ordinanza per evitare ingressi incontrollati tra le mura restaurate e bellissime di questo borgo. Qui il terziario e i servizi hanno fatto il benessere dei cittadini, le partite iva aperte sono 2500, tra le più alte d'Italia e le entrate comunali del 2006 ammontano a quasi 25 milioni di Euro. Vuoi portare la residenza a Cittadella? Bene dimostrami che hai almeno un reddito annuo di 5.061 Euro e una casa decorosa in cui poter vivere. Questo dice Bitonci agli extracomunitari che vogliono trasferirsi a Cittadella. A ruota altri primi cittadini del nord-est hanno cominciato a rispondere alle paure della gente. Giuseppe Prevedini, sindaco di Caravaggio nel bergamasco, vieta le nozze agli irregolari. Roberto Vendrasco, alla guida di una maggioranza civica di centrodestra, chiede che prima di tutte le sedute del consiglio comunale venga intonato l'inno di Mameli. La più polemica, l'invito scoràto di Luca Claudio, An, sindaco di Montegrotto Terme che sui pannelli luminosi della sua città, quelli che si usano per le informazioni comunali, è riuscito a diffondere il messaggio: "Cittadini emigrate, vivrete meglio da immigrati in un'altra nazione che da cittadini nel vostro paese".

Sindaco Bitonci, lei è stato il primo ad adottare un'ordinanza contro gli illegali. Ma come le è venuta in mente un'idea del genere?

"Ma guardi, io ho adottato dei sistemi di controllo fin da quando sono stato eletto sindaco proprio per cercare di controllare la popolazione extracomunitaria che decide di stabilirsi qui. Abbiamo per esempio disposto il divieto di accampamento sia temporaneo che permanente dei campi nomadi. Dopo l'ingresso della Romania tra i paesi comunitari gli arrivi sono aumentati notevolmente tanto che qui rappresentano la comunità più numerosa, seguita dai marocchini e cinesi anche se per questi ultimi è sempre difficile avere stime corrette. Prima dell'ingresso della Romania avevamo due o tre richieste di residenza la settimana, poi ci siamo accorti che sono aumentate nel giro di pochissimo. Noi vogliamo evitare fenomeni di accattonaggio e criminalità e poi sono gli stessi cittadini che lo chiedono, si ha paura ad uscire. È un dato di fatto che l'80% delle persone che finiscono in galera sono romeni. L'ordinanza emanata un mese fa dove si chiede di dimostrare un reddito minimo non contrasta affatto con il decreto legislativo in tema di immigrazione visto che è testualmente riportato che si possono prevedere limitazioni al diritto di ingresso e di soggiorno per motivo di ordine pubblico. Siamo stati i primi a voler legare il discorso dell'alloggio ad una sistemazione abitativa vera e propria, decente, non come è accaduto fino ad ora che l'immigrato che non sapeva dove andare quando chiedeva la residenza qui dava indirizzi non veri. Addirittura c'è chi da come propria residenza la sede del comune".

Com'è la situazione degli alloggi a Cittadella?

"Diciamo che ci sono abbastanza abitazioni, su questo non ci sono preoccupazioni, il cittadino extracomunitario deve dimostrare di avere i mezzi per sostenere se stesso. Stiamo valutando l'idea di preparare un vademecum per chiunque arrivi a Cittadella, in modo che sappia quali sono le norme, cosa deve rispettare, come orientarsi tra i nostri servizi".

Ma non pensa che se una cosa del genere l'avessero fatta con noi italiani quando emigravamo, molti non avrebbero avuto un'opportunità?

"Quello che ha significato l'emigrazione io lo conosco bene. La famiglia di mia mamma, i Bonello, ha vissuto l'esperienza dell'emigrazione e quindi so cosa hanno passato, ma non si può giustificare come avviene da noi l'immigrazione solo perché quando partivano gli italiani da alcune regioni si esportava anche la malavita. Proprio su questo argomento ho avuto di recente un interessante incontro con il giornalista Gian Antonio Stella, abbiamo parlato della differenza di trattamento che hanno subito gli immigrati italiani".

E allora?

"Abbiamo subito ben peggiori trattamenti: sa che in Belgio gli operai italiani venivano pagati un terzo di quanto prendevano i belgi? E poi le case non esistevano. Quando un extracomunitario entra in Italia e trova lavoro non subisce queste discriminazioni, ha gli stessi diritti di un lavoratore italiano".

Sindaco ma sono così tanti gli extracomunitari a Cittadella?

"Circa duemila".

Non mi sembra un numero che possa creare preoccupazioni.

"Vogliamo solo prevenire situazioni più difficili. Noi non pensavamo ad una cosa del genere - aggiunge il presidente del consiglio comunale Maurizio Balsamo - non vogliamo creare tensioni né esasperare questa situazione, il fatto è che chi commette un crimine non paga, non esiste una certezza della pena".

Però in molti casi gli extracomunitari vanno a coprire quei posti di lavoro che oggi gli italiani rifiutano. Qui non serve la manodopera?

"Sì, però quella richiesta qui è manodopera specializzata sia per il settore edile che metalmeccanico".

 

C'è da dire però che in molti nel centro-destra hanno mantenuto una posizione più defilata, come i sindaci dell'Udc che hanno deciso di adottare una "direttiva" tutta loro che definiscono solidale e che punta più al controllo dei requisiti igienico-sanitari delle abitazioni.

Ciononostante la protesta verso gli irregolari sembra prendere mano anche nelle grandi città. A Milano la Lega ha minacciato di non approvare il bilancio comunale se non verrà approvata un'ordinanza come quella di Cittadella.

Quest'ordinanza, sindaco, le è costata un avviso di garanzia per usurpazione di funzioni pubbliche.

"Veramente proprio questa mattina (10 dicembre ndr) ho ricevuto una telefonata dal comandante dei carabinieri che mi avvertiva che è stato archiviato tutto, anzi sto aspettando di ricevere la comunicazione. Adesso che abbiamo superato l'ostacolo di questo avviso di garanzia possiamo andare avanti, perché è la gente che ce lo chiede. Il ministro Ferrero mi ha dato del razzista senza neanche leggere la mia ordinanza, poi quando lo ha fatto ha dovuto ammettere che mi sono mosso dentro la legge. A quel punto sa cosa ha detto? Che avrebbe modificato il decreto legislativo per permettere a tutti l'ingresso senza che ci fossero articoli di ostacolo. Anche il ministro Amato ha fatto retromarcia ammettendo che il problema esiste. Noi non vogliamo essere né razzisti né impedire alle persone di venire qui, e guardi che la gente lo ha capito. Ora le mostro quante e-mail, lettere, bigliettini di solidarietà sto ricevendo da tutta Italia, non solo dal Nord ma da tutta Italia".

Massimo Bitonci rientra nel suo ufficio con un faldone di lettere, alcune scritte a mano, altre semplici bigliettini di ringraziamento, guardo gli indirizzi, molte arrivano da cittadini che vivono al sud.

Beh, queste devono essere settimane piuttosto piene...

"Chi ci scrive vuole farci sapere di essere d'accordo con noi, sono persone di tutta Italia ed anche di italiani che vivono all'estero, guardi questa e-mail, è di una marocchino che vive in Italia e si dice solidale con me. Evidentemente un problema di sicurezza c'è e riguarda un po' tutte le città. Qualche giorno fa perfino il sindaco di Grazianise vicino Caserta mi ha scritto dicendo di essere pronto a partecipare ad un'eventuale manifestazione con il gonfalone della sua città. Qui non si tratta della Lega perché in molti sentono il disagio dell'insicurezza".

E dopo il Nord-Est Massimo Bigonci vuole portare le sue ragioni al parlamento europeo. "Borghezio, (parlamentare della Lega ndr) ha chiesto un'audizione davanti al parlamento europeo dove andremo a spiegare le ragioni di questi provvedimenti".

 

Chissà, forse nel frattempo potremmo vedere come anche il governo proverà a rispondere ai cittadini del lombardo-veneto, e non solo.