Libera
Cinque "attrici" in cerca di Cavaliere
Qualcosa non quadra. Berlusconi che raccomanda cinque aspiranti attrici in Rai, quando avrebbe potuto sistemarle a Mediaset? Probabilmente perché i suoi dirigenti non le volevano: non sono delle bellezze rare, ma ragazze come tante, un po' rifatte per cercar di diventare ricche e famose senza fatica.
La via più breve, sembra, sia affidarsi al buon cuore del Cavaliere. Non passa giorno che qualcuna non tenti di sedurlo e ne rimanga sedotta. Dopodichè lui non abbandona sul lastrico chi lo ama. S'inventa perfino un nuovo partito per dare un tetto a queste poverette, perché l'altro né è già zeppo e zuppo visto che ad affondarlo hanno avuto la loro parte. Sì, forse è meglio che facciano le attrici e basta, dato che recitare da politiche consumate è più difficile: ci vuole una certa cultura. E come si fa quando una nel curriculum vanta, come lingue parlate, il dialetto romanesco? Va bene giusto per le fiction. Tanto sono donne che vanno avanti a finzioni tutta la vita. Fanno le gatte, fanno le fighe fino a convincersi di esserlo davvero. E soprattutto come fingono di saper lavorare, fingono di amare. Ad augusta per angusta. Raggiungono gli onori attraverso le bassezze. L'importante, per loro, non è il mezzo ma il fine.
Per carità, mica sono tutte amanti del Cavaliere: neanche se stesse sveglio di notte e avesse cinquant'anni di meno avrebbe il tempo di soddisfarle tutte. Che avete capito? Le raccomandate del Cavaliere sono spesso a lor volta delle raccomandate di qualche amico, che le trova bellissime. Ma si sa: le doti non sono sempre tutte alla luce del sole. E gli uomini, passata la mezza età, perdono la testa per la carne fresca. Come Fini. Ma ce ne sono tanti altri che non solo abbandonano moglie e figli per una pollastra e la mantengono di barba e cappello (il che comprende anche un giovane amante), ma pure pagano profumatamente affinché si realizzi come modella o attrice. Un industriale ha versato centomila euro a un giornale per fare un calendario alla sua bella. Un altro, che ormai l'aveva impalmata, scopertosi cornuto, è in una causa decennale perché la non più dolce metà pretende un vitalizio di 40 mila euro il mese.
Insomma, ma cosa insegnano oggi alle elementari? Visti i risultati morali e la cultura letteraria raggiunti, sembra che il sussidiario adottato s'intitoli: ‘Così fan tutte' e sia un compendio di riviste di gossip.
Infatti in prima media hanno le idee già chiarissime: intraprendere la carriera televisiva, attraverso le dovute raccomandazioni o, ove non ci siano, far da sé (...); indi cercare di farsi mettere incinta da un calciatore, un industriale, un faccendiere, un politico, per esempio un senatore; l'età non conta, tanto ci si separa presto. E allora sì che, finalmente sistemate -pensano - inizia la vera vita. Solo che hanno fatto i conti senza l'oste, il quale nella fattispecie è il tempo che passa inesorabilmente per tutte. Alla soglia degli anta, se vogliono un bel giovane, e solitamente lo vogliono per rifarsi dello schifoso che hanno avuto prima, devono a loro volta pagare o spingerlo nella carriera dello schermo-scherno.
Non so se siete riusciti a leggere fin qua: che squallore! Altro che la storia di Cenerentola. Per quanto anche lì la sistemazione è assicurata. Sembra che sistemarsi sia il fine. Me lo ripeteva, fino alla nausea pure la mamma.
Forse sono troppo caustica: queste donne si sono innamorate a prima vista. Ma del potere. Mia mamma s'innamorò a dieci anni di Mussolini che le fece una carezza mentre marciava da "piccola italiana". Ed è rimasta fascista tutta la vita, nonostante quello che il fascismo ha arrecato alla sua famiglia.
Figurarsi il delirio che suscita oggi Berlusconi, l'uomo con più potere in Italia, il fondatore del Popolo della libertà. Come chiameremo queste starlette, che stanno avendo il loro attimo di popolarità: "popolane libere"? Che fiction.
E cosa sono per il nostro Zeus 275 mila euro, che avrebbe versato al direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, per sistemarle nel firmamento televisivo in cambio di appoggi politici, magari in Senato, al fine di far cadere il governo? Emulo del dio greco che trasformava le amate sue e di altri in costellazioni, se avesse pagato solo 55 mila euro per ognuna delle cinque avrebbe fatto un affare. Resta da capire, per la Procura di Napoli, se qualche senatore abbia scaricato la sua popolana, rendendole la libertà.





