Libri

"Casa nostra" di Caroline Seller Manzo. La conquista della sicilitudine

di Stanton H. Burnett

Caroline Seller Manzo.
Casa Nostra: A Home in Sicily.
Harper Collins, New York, 2007

Nascosto nel ventre anglosassone vi è un sospetto di inferiorità, quell'impressione strisciante che i popoli latino-europei posseggano il segreto del "saper vivere" che sfugge ai nordici. Ciò va oltre l'impressione che il mare e le terre dell'Europa mediterranea siano splendidi, il cibo seducente e i reperti archeologici pieni di nobiltà. Si tratta piuttosto della convinzione che il latino europeo abbia una relazione con ciò che lo circonda che gli permetta di oltrepassare la routine e disinibirsi a tal punto da raggiungere un'ebbrezza esistenziale particolare. L'abilità di combinare l'euforia della vita con la vita stessa.
Di conseguenza un considerevole numero di inglesi e americani ha cercato di tuffarsi in questo Eden con la speranza di trasformarsi, almeno parzialmente, in francesi, italiani o greci. Hanno scovato un angolo nella Francia meridionale o in Toscana e hanno tentato, dopo avervi costruito un nido, di scoprire quel famoso segreto della vita, per osmosi, attraverso un avido apprendimento, persino investendo. (La delusione è abbondante, dalla rivendita, senza guadagno, delle fattorie umbre alla perdita dello splendente Zorba che demolisce le speranze commerciali del giovane inglese). Considerandosi come gli unici capaci di cimentarsi in un tale affare, non riescono infine a condurlo con calma, perché troppo impegnati a controllare che la famiglia, gli amici e l'intero mondo apprezzi il loro modo di osare e invidi il loro successo, ammesso che di successo si possa parlare.
Il risultato è stata un'industria (in senso letterale) di libri che descrivono la costruzione di una casa nel sud della Francia, la conversione di una stalla in Toscana, lo sforzo di diventare proprietario di una casa nel Peloponneso. Determinati a divertirci, gli autori ci mostrano un esercito di truffaldini agenti immobiliari, idraulici incapaci, vicini dal cuore d'oro, eccentrici giardinieri. Gli anneddoti sono cristallini, colorati, e non sempre molto credibili. L'anima del posto raramente sembra esprimersi. I forestieri rimangono forestieri e cercano di raccontarci storie poco credibili solo perchè noi siamo più stranieri di loro.
Ma ora, finalmente, abbiamo una storia vera.
Caroline Seller, come era allora, una giovane viaggiatrice inglese con forte energia e talento letterario, è veramente riuscita ad entrare nel mondo della Sicilia occidentale sposando uno dei tre figli di una importante, ma non più ricca, famiglia di Mazara del Vallo, sulla lontana estremità occidentale dell'isola. Dopo la morte del padre e i precedenti tentativi falliti della madre di ritrovare la prosperità nella produzione del vino, i tre fratelli si sono trovati ad affrontare la responsabilità di una magnifica e romantica villa dalle origini medioevali che ormai è quasi sull'orlo della rovina, con solo piccole parti in condizione di abitabilità. Ciascuno dei figli aveva intrapreso la propria strada e tutti e tre possedevano idee abbastanza diverse sull'opportunità di restaurare la villa, se ne valesse la pena veramente, a prescindere dal fatto di volerla abitare o meno.
Nei piani alti della villa (dal momento che il pianterreno è rovinato), e al centro del libro, troviamo la suocera dell'autrice, Maria, un personaggio che nessun lettore potrà più dimenticare, più grande di qualsiasi altro descritto in questo racconto, ma nello stesso tempo un personaggio assolutamente credibile. E' la prima donna a guidare una automobile in città, che si atteggia ad affascinante regina - la Harper Collins ci regala una edizione del libro come si merita, con foto bellissime -, la vediamo da giovanissima in camicia nera di Mussolini, capo orgoglioso della sventurata azienda vinicola, unica donna che regolarmente irrompe nei circoli maschili della cittadina, Maria è una matriarca in grande stile. Ma soprattutto, allarmando non poco la nuora inglese, Maria è l'amante dell'avvicinarsi, la maga dello stare insieme. Non tollerando di stare da sola nemmeno un minuto, il suo programma di visite, di ricevimenti, shopping, divertimento e di raccolta di gruppi di persone si basa sulla convinzione che tutti gli altri sentano lo stesso riguardo allo star soli.
Per Caroline Seller Manzo, questo sarà l'inizio di un processo simile alle altre immense sfide che dovrà affrontare per il restauro della villa. Lei accuratamente analizza la differenza tra il bisogno tutto inglese di quel po' di "privacy" (una parola che infatti non trova equivalente nel vocabolario italiano) e il fallimento siciliano di non riuscire a capire questo bisogno oltre un giudizio di "demenzialità".
Diversamente dal leggero intrattenimento servito dagli altri libri degli "avventurieri" nordici, questo copre un'intera generazione di vite vere, con un effetto eccezionale. Allora si nota (l'autrice non ha bisogno di richiamarne l'attenzione) che la seconda parte del libro è piena di feste e cene, estenuanti nella mole (una cena per 50 persone può essere considerata intima) e improvvisazione, ma le lamentele dell'autrice ormai sono terminate. Caroline ha chiaramente raggiunto ciò che tutti gli scrittori della serie "ehi, guardatemi!" non sono riusciti a fare: è riuscita cioè a diventare non una siciliana, ma una donna ormai a posto con la sua sicilitudine. Ed è riuscita, attraverso un'eccitante accumulo di dettagli non-romanzati, a portarci con lei su una lunga strada.
Il tollerante buon umore della Manzo attraversa scene che non si trovano in altri libri. La descrizione del suo arrivo a Mazara è toccante. Stanca, ancora poco esperta con la lingua italiana, è incapace di rispondere decentemente alla calda accoglienza che riceve, ed è persino incerta sul significato di tale accoglienza. Marcello, il suo futuro marito, non è venuto con lei e lei non ha la più pallida idea di cosa lui abbia detto di lei nella lettera inviata alla sua famiglia. E' lei l'amica occasionale, la proclamata futura moglie o la donna la cui romantica relazione con Marcello è vaga come la sua futura relazione con la famiglia?
Una generazione più tardi, lei lotta per spianare la strada alle sue figlie affinchè trovino la loro accoglienza nei mondi che la madre ha connesso.
Ovviamente non poteva mancare il cibo. Tutti cercano il pomodoro migliore per fare la gran salsa ad agosto o gli ingredienti per la pasta siciliana. Questi brani del libro portano sulla stessa strada che Henry Adams ha guidato a Chartres. E c'è il sole, descritto da un'autrice col cuore di una donna romantica del 19 secolo e dalla sensibilità moderna di chi conosce il cancro. E, ovviamente, c'è la mafia (stiamo parlando dell'estremità occidentale della Sicilia). La famiglia ha dovuto avere a che fare con quel lato oscuro dell'isola, ma non abbastanza da far mantenere a questo lettore il suo iniziale convincimento che il titolo del libro fosse un gioco di parole.
Diversamente dagli altri autori della serie di libri descritti prima, Caroline Sellers Manzo non ci chiede mai di ammirarla. Ma, alla fine, in ciò che la matriarca Maria e questa speranzosa donna inglese insieme riescono a fare deve essere considerato allo stesso modo di come si giudica l'importanza di Mrs. Dalloway. Alcune persone sono cruciali nel far stare insieme altre, aiutano sia a salvare le ville siciliane che il benessere di coloro che gli stanno intorno, e a noi osservatori ci donano gioia solo nell'ammirarle. Il trionfo dell'autrice è il trionfo della sicilitudine, ma anche il suo personale trionfo.

L'originale inglese di questa recensione si può leggere su www.i-italy.org