Arte

Ruggero Vanni. L'irresistibile creatività dell'astrattismo

di Michelina Zambella

"Padre, perchè siedi li, in quella poltrona e dai le spalle alla finestra e alla sua magnifica veduta?" chiede il figlio. "Osserva: la veduta è sempre la stessa, questo quadro invece ogni giorno assume forme diverse. Questo si che è uno spettacolo"- risponde il padre. Non si tratta della scena di un film, ma di atti di vita reale.
Nel cuore di Little Italy, all'angolo tra Mulberry Street e Grand Street, risiede il laboratorio di quel quadro. Un caldo e accogliente loft, al secondo piano, dove il pittore Ruggero Vanni vive da sette anni, con la moglie Valentina e il piccolo Filippo. Figlio d'arte, nel senso letterale del termine, Ruggero trascorre la sua infanzia tra Roma e Parigi, e passa la maggior parte del tempo nello studio di suo padre, il primo Vanni pittore: "Quando si usciva, si andava a visitare musei o studi di amici".
I frequenti viaggi in Grecia, per mare soprattutto, gli hanno conferito un gran senso di continuità tra natura e pittura, senza preoccuparsi - dice- se l'una o l'altra fosse rappresentativa o astratta. La raffigurazione di una tazza di caffè rimarrà sempre tale, perchè è oggettivamente una tazza di caffè. L'astrattismo invece è spiegabile come l'esplosione della creatività dell'artista che stimola al contempo anche l'immaginazione dell'osservatore. Esposti lì, l'uno accanto all'altro, in un gioco di luci e di vuoti che ti prende, ti avvolge, ti riporta alla sensazione di quel padre seduto in poltrona che osserva la mutevole sfaccettatura del quadro che ora, a distanza di pochi minuti, pare dirti qualcosa di diverso. Astratti dipinti riflettono una tecnica di pittura che si divide in due fasi, tumultuosa la prima e di velatura la seconda, simile a quella di Tiziano Tintoretto, tecnica che fa la differenza dei suoi dipinti.
Igneo glacialis, conflictio confluens: alcuni dei titoli in latino che rispecchiano l'essenza stessa del quadro. Anch'essi allusivi, imprecisi e per questo soggetti a diverse chiavi di lettura: un cielo, un mare in tempesta, un uragano, le fiamme, il caldo, il cielo, senso di gravità...sono queste le diverse interpretazioni che si attribuiscono ogni qualvolta lo sguardo si distacca dal quadro per poi ritornarvi tardivamente.
Studiando e vivendo a New York, il contatto col lavoro di artisti americani inevitabilmente si riflette nel suo stile: "Dipingere a NY ha motivato l'uso di elementi figurativi classici (principalmente il ricorso all'arte veneziana) che, senza il confronto costante con questa realtà, rischierebbero di essere anacronistici". La Grande Mela sembra essere il luogo in cui la produzione e l'apprezzamento di essa diano i risultati migliori, come Ruggero ci spiega, dove è possibile mettere a confronto esperienze culturali diverse e tecnologie cui il pittore ricorre per meglio esprimere sé stesso.
Esperti d'arte e amici ma anche turisti incuriositi dal website del pittore (www.rvanni.com) si ritrovano li, due volte l'anno. Si intrattengono in piacevoli dissertazioni artistiche e non solo, sorseggiando un bicchiere di vino ed abbandonandosi al complesso gioco di creatività che scatta nella mente di adulti e piccini di fronte alla contemplazione di un quadro che, semplicisticamente, definiamo astratto.