Arte

Mostre. Tony Zanardi tra New York e la Russia

di Samira Leglib

Il fiume Hudson a New York, la laguna di Venezia, il Volga in Russia, che parallelo esiste tra questi paesaggi così geograficamente lontani tra loro? Se lo sarà sicuramente chiesto Tony Zanardi, artista-girovago nato a Padova e attualmente residente in Russia, il quale, a giudicare dalle sue opere, deve anche averlo trovato quel parallelo perché in esse, insieme al colore, anche le città, i fiumi, i riflessi sull'acqua si sfumano in un unico segno.
"Visitations", la mostra inaugurata questa settimana presso il palazzo delle Nazioni Unite, è una selezione di lavori eseguiti nell'arco di due anni. Espressamente dedicata e mirata ad essere esposta negli Stati Uniti, tra una visione dell'Empire State Building e l'imprinting della Cupola del Guggenheim, Tony Zanardi racconta il suo "Sogno Americano": quello di un ragazzo cresciuto in Italia negli anni '50 con lo spirito perso oltre i confini territoriali e l'orecchio teso agli ideali di libertà, gioventù, successo che prendevano forma negli idoli mediatici del tempo. E allora ecco sfumare sulla tela John Lennon e Yoko Ono, James Dean, Marlon Brando.
Alla serata, molte le personalità intervenute, dal Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Renato Miracco e al vice-presidente del Circolo Culturale Italiano, Micheal Cassandra che hanno promosso l'evento e presentato l'artista al pubblico presente, al Console Generale Francesco Maria Talò. Zanardi si limita a ringraziare e ad augurare che i suoi lavori possano piacere. Lo scopriamo di poche parole sebbene in italiano, conosce anche il russo ma per l'inglese c'è sua figlia Eva a tradurre. Diversi gli invitati ed in breve la piccola lobby delle UN si raccoglie intorno all'artista, per congratularsi, per fare domande, per ricevere il catalogo della mostra autografato. E così a noi tocca fare un po' di fila, ma è interessante accorgersi come a tu per tu, Tony Zanardi sia generoso di parole e di sorrisi. Il giorno seguente lo aspetta un volo per la Russia e distrattamente, in attesa del nostro turno, origliamo la risposta data a Raffaello Siniscalco, giornalista Rai, che chiede «Perché la Russia?», alla quale l'artista replica:«Perché sono innamorato dei posti in cui si può sempre vedere l'orizzonte».
Poi tocca a noi ed è proprio dalla scelta di vivere in Russia che vogliamo partire, una scelta un po' in controtendenza se solo pensiamo al richiamo del Sogno Americano che ha accompagnato Zanardi fin dall'adolescenza. «Sono sempre stato affascinato anche da queste terre ma venti anni fa c'era ancora il regime sovietico e io da buon artista ho sempre odiato i comunisti. Ho quindi aspettato che cadesse il regime e che si calmassero un po' i disordini. Ho tenuto una personale anche al Museo Pushkin di Mosca nel dicembre scorso, ma devo confessare che i miei lavori non sono stati capiti».
Sincero e schietto nelle affermazioni ci regala anche una punta d'ironia quando gli viene chiesto quale sia il filo conduttore che maggiormente lega questi paesaggi: «Sono legati tra di loro dall'emozione che scaturisce da un'atmosfera, nella mia arte sono sempre andato alla ricerca di una similitudine tra le cose e sono convinto che ci sia...ad esempio tra New York e Mosca la similitudine sta nel traffico!»
E' però evidente nei suoi lavori anche un altro elemento comune, l'acqua: «Acqua è la vita stessa, tutto nasce dall'acqua ma allo stesso tempo l'acqua sarà anche l'elemento che farà scomparire tutto». E non possiamo non alzare d'istinto lo sguardo all'opera intitolata "Acqua Alta" in cui nel bagliore tremulo della laguna, Venezia se ne sta' serenissima in attesa del suo destino.

"Visitations" di Tony Zanardi: 3-14 dicembre 2007 United nations Building, Secretariat South Lobby.