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Concerti/Jazz. Accattone col duo Gatto-Rea

di Natasha Lardera

A luci soffuse due grandi musicisti del jazz mondiale, Danilo Rea al pianoforte e Roberto Gatto alla batteria, appaiono sul palcoscenico del Walter Reade al Lincoln Center. Il pubblico trattiene il respiro mentre da dietro le quinte la voce a noi tutti familiare di Valerio Mastandrea pronuncia la frase chiave della rappresentazione: "In questo mondo colpevole, Che solo compra e disprezza, Il più colpevole sono io, Inaridito dall'amarezza."
"Accattone in Jazz", spettacolo portato a New York dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali, l'Associazione Culturale Kairos Italy Theater di Laura Caparrotti, la Film Society del Lincoln Center e l' Istituto Italiano di Cultura, ha concluso, il 4 dicembre, la rassegna dedicata all'opera del controverso regista e intitolata "Pier Paolo Pasolini, Poet of Ashes".
Danilo Rea e Roberto Gatto hanno unito le note imprevedibili del loro stile musicale ai testi di "Accattone", letti con trasporto dall'attore romano, una vera e propria fusione di parole e musica. "Lo spettacolo si basa largamente sull'improvvisazione nell'unire musica e testi," ha dichiarato Danilo Rea, "e questa è decisamente stata una delle rappresentazioni più riuscite perchè si è creata con il pubblico un'atmosfera molto intima. In passato abbiamo lavorato in situazioni molto diverse, persino all'aperto."
Lo spettacolo ha esordito il 27 agosto 2003 in occasione del Roccella Jazz Festival, grazie ad un incontro tra Mastandrea ed il direttore del festival Stefano Benni che hanno riadattato la sceneggiatura a quattro mani, e poi è stato messo in scena durante varie serate tra cui quella dedicata alla rassegna "Sceneggiature", presso l'Ambra Jovinelli nel novembre 2005. Questa è la prima volta che questo spettacolo, uno show con un testo recitato in dialetto romano ma sottotitolato in inglese, un inglese colloquiale e ricco di errori per rimanere fedele al linguaggio di Accattone, Balilla, Cipolla e gli altri, varca i confini nazionali. E non è stato accolto a braccia aperte solo da un pubblico italiano, ma soprattutto da un pubblico locale, appassionato sia di cinema che di musica jazz.
"Ancora una volta abbiamo dimostrato che rappresentare in lingua originale non è una cosa temeraria, ma funziona," ha dichiarato Laura Caparrotti della Kairos Italy Theater, "In questo caso particolare la sfida è stata teatralizzare una sceneggiatura. Questo ha reso omaggio alle parole, che sono la chiave della storia, che sono state avvolte dal grande jazz di due maestri."
"Leggendo la sceneggiatura di Accattone ho scoperto un Pasolini che non conoscevo ancora e al quale mi sono abbandonato completamente," ha dichiarato Mastandrea, abbandonato non solo al testo ma anche all'improvvisazione, nel solco della tradizione jazzistica.
"Per quanto riguarda il jazz è importante dimostrare che non c'è un jazz italiano ma un jazz mondiale che non è legato al paese di origine di un musicista" ha dichiarato Roberto Gatto dopo i due sold out della sera precedente al Dizzy's Coca Cola Club presso il Jazz al Lincoln Center, prestigiosa istituzione newyorkese tutta dedicata al jazz voluta e diretta da Wynton Marsalis.
E' stato bello essere trasportati nel mondo di Accattone, un mondo di parole dure e suoni imprevedibili, un mondo che questa rappresentazine ci ha fatto assaggiare ma, come per tutte le cose buone, con la voglia di averne ancora.