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Documentari&Dibattiti. Innamorati e respinti dalla Chiesa

di Gina Di Meo

Per un tranquillo vivere civile bisognerebbe tener presente un principio fondamentale: la libertà personale termina dove inizia quella altrui. Il che implica automaticamente il rispetto delle altre persone, a prescindere dal sesso, razza, posizione sociale. Troppo spesso però succede che il mondo venga diviso in "buoni" e "cattivi", tra i cattivi, ancora oggi, vengono messi gli omosessuali e la loro libertà personale viene continuamente minata dalla parte cosìddetta "buona" che fa fatica a restare nei limiti della propria libertà. Vincent Maniscalco e Edward DeBonis sono una coppia gay legalmente sposata che tuttavia prima di riuscire nell'intento ha dovuto lottare per cercare di abbattere quel muro insormontabile di pregiudizi nei confronti dei "cattivi". La loro storia è particolare non tanto perché sono una coppia gay legalmente sposata quanto perché hanno voluto a tutti i costi unirsi in matrimonio secondo rito cattolico. E questa storia è diventata, nel 2003, un docufilm, Saints and Sinners, diretto da Abigail Honor, giovane regista inglese trapiantata a Manhattan al suo debutto in questo genere.
Saints and Sinners è stato proiettato negli studi televisivi della Cuny Tv al Graduate Center nell'ambito della serie Documented Italians del Calandra Italian American Institute del Queens College. Questo sarebbe già di per sé un buon risultato perché, solo nel 2003, come hanno sottolineato sia il Professor Anthony Julian Tamburri, dean del Calandra, che il Dr. Joseph Sciorra, assistant director academic and cultural programs, "i tempi non erano ancora maturi" per affrontare pubblicamente determinati argomenti.
Vincent Maniscalco e Edward DeBinis erano presenti, con loro Abigail Honor e il Prof. Peter Savastano, Seaton Hall University and Drew University, che ha moderato il dibattito dopo il film.
Saints and Sinners non è una prima visione e all'epoca dell'uscita ha avuto la sua parte di recensioni, aggiungiamo che il film è in sé il trionfo dell'amore e le problematiche omosessuali vengono affrontate con una "dolcezza" unica. È bello vedere la quotidianità di Vinnie e Eddie, è bello (e fa invidia!) vedere la dedizione che hanno l'uno nei confronti dell'altro, è bello vedere quanto si amino e si rispettino. I loro sentimenti sono puri e allora chi deve stabilire che il volere a tutti i costi un'unione cattolica costituisca peccato? Vinnie, 46 anni ed Eddie, 52 anni, entrambi di origine italiana, siciliana (Sciacca) da una parte e irpina (Cervinara) dall'altra, come molti italo-americani, sono stati cresciuti secondo solidi principi cattolici e sono fortemente cattolici ed è per questo che hanno cercato di sposarsi in una chiesa cattolica. In realtà non ci sono riusciti, appunto perché proibito, ma lo hanno fatto in una chiesa episcopale con un prete gay cattolico, il reverendo Raymond LeFebvre e la loro unione non è stata legale fino a quando lo stato del Massachusetts, lo scorso anno, non ha legalizzato le unioni dello stesso sesso e loro si sono risposati.
Abigail Honor, come ha raccontato nel dibattito, ha voluto fare questo film per parlare del conflitto interno di due persone che sono gay e allo stesso tempo cattoliche. «Ho conosciuto Eddie e Vinnie - ha detto - dopo aver messo un annuncio nel Village tramite il qualche cercavo delle persone per un documentario. Dopo un po' ho ricevuto una telefonata da Eddie e subito ho capito che loro due erano esattamente ciò che stavo cercando. Erano le persone giuste per colmare il divario che si viene a creare tra una coppia gay, la propria famiglia e la comunità in cui sono vissuti».
Personalmente fa strano anche vedere che in un'epoca in cui, almeno in Italia, ci si batte per legalizzare le coppie di fatto e dove sempre più persone cercano di evitare le unioni religiose, Vinnie e Eddie vadano invece in direzione opposta.
«Prima di incontrare Vinnie - mi dice Eddie - mi ero allontanato dalla chiesa cattolica, ma poi ho capito che per lui era importante l'aspetto spirituale, i sacramenti e questo è stato il nostro modo per riconciliarci al cattolicesimo nonostante ci siano molte cose che non condividiamo. È anche vero che probabilmente la chiesa cattolica non riconoscerà mai il nostro matrimonio, però dobbiamo lo stesso lottare per questo».
Gli chiedo qual è stato il momento più difficile che hanno dovuto affrontare da quando sono sposati.
«Tempo fa - continua Eddie - Vinnie è stato ricoverato in gravi condizioni al pronto soccorso e io sono stato sbattuto fuori. È stato terribile perché nessuno mi diceva niente e non sapevo se era vivo o morto. E poi ci sono ancora tante difficoltà, come ad esempio il pagamento delle tasse, l'assicurazione, perché semplicemente le "persone non sanno"».
E mentre la famiglia DeBonis ha completamente accettato questa unione, non è successo lo stesso per alcuni membri della famiglia di Vincent, fra questi suo cognato, che ancora oggi rifiuta il contatto con loro mettendo anche in difficoltà la sorella di Vinnie.
Di quanto possono essere "potenti" certi pregiudizi si vede anche in alcune sequenze del film, come quando, nel giorno del matrimonio, al momento di prendere la comunione, c'è il timore di andare all'inferno se si riceve il sacramento da un prete gay. E poi ancora quasi il panico che si crea nella redazione del New York Times (Una cosa è veramente ufficiale solo se appare nel New York Times!, ndr) di fronte alla richiesta di pubblicare nella sezione "Styles" l'annuncio del matrimonio. Era un precedente che implicava numerose questioni: Un prete gay è un prete vero? Un'unione gay può essere considerata veramente un matrimonio? E può una coppia gay essere considerata cattolica?
Alla fine però Vinnie e Eddie hanno vinto e il loro annuncio è uscito sul New York Times, hanno ottenuto la loro "ufficialità".
Saints and Sinners, ha partecipato a numerosi festival, vincendo tra gli altri, il "Q Cinema Award" per il miglior Documentary Film alla sesta edizione del Fort Worth Lesbian and Gay Film Festival nel 2004.
Il documentario può essere acquistato sul sito www.amazon.com.