Libera

La fiducia nelle mutande

di Elisabetta De Dominis

Ha voluto dimostrare a tutti che è una donna anche se sembra un uomo e porta il cilicio, la senatrice Paola Binetti, non votando l'emendamento che prevedeva la punibilità per chi fa discriminazioni razziali per motivi etnici, religiosi o sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. In sostanza la senatrice del Pd non ha dato la fiducia al governo di cui fa parte. Tanto che il prodiano Andrea Papini ha chiesto la sua espulsione. Resterà lettera morta. Come al solito. Da noi più ti comporti indegnamente, più sei degno di partecipare al governo o ai talk show.
L'emendamento, che recepisce la direttiva europea di Amsterdam, era stato firmato da tutti i gruppi della sinistra. Del resto, chi ancora istiga alla violenza contro i gay o i transessuali? Qualche leghista, che lo fa più che altro per dimostrare la propria virilità. Similmente la Binetti, che rivela di temere il riconoscimento di un terzo sesso, nel quale potrebbe essere annoverata... Perché se l'abito fa il monaco, figurarsi l'aspetto e la pratica del cilicio di matrice masochista, che attiene alla sfera delle devianze sessuali. Ecco che la lingua batte dove il dente duole, anche se lei dice che accordare la fiducia a "questo testo pericolosissimo" le avrebbe fatto male alla coscienza. Bisogna vedere dove ce l'ha, con il cilicio che la macera magari è cariata.
Sì, sono una lingua biforcuta ma, scusate, con tutti i problemi che ha il governo, che non va né avanti né indietro visto i campioni di cui dispone, bisogna pure tollerare di trovarsi in balia di una che ha seri problemi psicologici e oltretutto è psicoterapeuta? Allora, forse è meglio resti al governo, così devia solo quello, ché male psicologico non gli fa essendo un soggetto astratto, piuttosto che dei singoli individui. E tutto sempre in nome di nostro Signore, il quale meno male che è risorto, sennò con dei seguaci simili si rivolterebbe nella tomba.
Insisto: se una fa uso del cilicio, ovviamente vuole punirsi di qualcosa e gode della sua sofferenza. Perciò non si può pretendere che sia permissiva con i gay e i transessuali. O forse la dottoressa senatrice sa che il cilicio è curativo in questi casi? Sarebbe una bella scoperta, benché spaventosa.
Si rammaricò tanto dopo aver rivelato quale fosse il suo indumento intimo, dicendo di averla pagata a caro prezzo. Ormai molti credono che basti fare outing per venir considerati normali, anzi addirittura più interessanti dei normali. Se ne infischiano del detto: "Il pericolo è il mio mestiere" e poi si meravigliano se rischiano la faccia, che spesso riguarda le loro mutande.
Bertinotti invece che indossa solo cachemire sopra e sotto (non ho testimonianze riguardo al sotto, ma è l'unica delusione che un comunista convertito come lui al lusso non ci darebbe mai) probabilmente ci tiene a distinguersi e non vuole più far parte del governo dei pannoloni (che per il quotidiano Libero sono i senatori a vita). Tra cui c'è Cossiga, che ha invece votato la fiducia, salvando il governo.
Siamo, dunque, alla fiducia nelle mutande in ogni senso. E la cosa non fa senso: ci si abitua a tutto. O quasi... Non resta che augurarsi mutande più giovani, magari femminili, per il prossimo governo. Degli slip, diciamo, e qualche perizoma. Le cosce in vista della Brambilla avevano fatto ben sperare. Poi gliele hanno fatte coprire per decenza. Ipocriti. Tutto si può dire di Berlusconi, ma non che non si intenda di donne e annoveri nel suo partito delle mutandone.
Mutatis mutandis (che in latino significa: mutate le cose da mutare), speriamo che il prossimo governo non sia solo un cambio di mutande.