Che si dice in Italia

Dalai Lama ignorato, una vergogna istituzionale

DI Gabriella Patti

La paura, dice la "smorfia" napoletana, fa Novanta. Ma, se di mezzo ci sono i soldi e grossi business - e soprattutto la paura di perderli - la paura può anche raddoppiare e fare Centottanta. Fregandoesene delle cattive figure. Mi spiego. In questi giorni è in visita in Italia il Dalai Lama, ovvero il leader spirituale buddista nonché capo del governo tibetano in esilio. Figura notissima in tutto il mondo, volto da saggio simpatico con grossi occhiali, vestito dell'immancabile saio arancione, il Dalai Lama è anche il simbolo della lotta non violenta all'oppressione arrogante. Da oltre mezzo secolo il suo Paese è stato annesso con prepotenza dalla Cina. Pechino non molla, nonostante le proteste dei monaci buddisti e della popolazione locale - dichiaratamente a favore di un ritorno all'indipendenza - anche perché i tibetani nulla hanno che vedere, come storia e come razza, con i cinesi. Ma perché vi racconto questo? Per il semplice motivo che la Cina sta cercando di imporre al mondo intero l'isolamento del Dalai Lama. E siccome la sua economia e il suo potere sono in crescita vertiginosa, ecco che i governi occidentali e cosiddetti democratici si barcamenano, fanno le piroette diplomatiche. Risultato, per quanto riguarda la visita in corso in Italia: i giornali e le televisioni stanno dando grande risalto alla presenza del Dalai Lama. Un "bravo", per esempio, a Gianni Riotta direttore del Tg1 della Rai. Ma nessuna delle istituzioni ufficiali lo riceve. Si teme la ritorsione di Pechino. E siccome in questo momento molti sono gli affari internazionali ai quali siamo interessati e sui quali la Cina può mettere il veto, ecco che né il progressista Presidente della Camera Fausto Bertinotti né il sindaco berlusconiano di Milano Letizia Moratti, che sta aspettando la conferma che la sua città venga scelta come sede della possima lucrosa Expò e teme il veto cinese né - ahimè! - nemmeno il Papa (perché il Vaticano ha in ballo la delicata questione del riconoscimento dei vescovi cinesi) hanno "trovato il tempo" per ricevere ufficialmente il Dalai Lama. Vergogna.
MA CHI DICE CHE L'ITALIA è tecnologicamente in ritardo? Ecco due notizie che dimostrano il contrario. All'università romana La Sapienza due studenti di architettura si sono laureati con una tesi davvero rivoluzionaria. Non per il contenuto - Il futuro di Second Life - ma per le modalità. A discuterla, infatti, non sono stati loro due, bensì i loro "avatar", cioè i loro alter ego creati su Second Life . I due giovani - Matteo Loddo e Alessandro Ciaralli - assolutamente invisibili hanno comunicato con la commissione d'esame usando la voce emessa dagli alter ego virtuali. La seconda notizia parte da una polemica politica. A Milano un consigliere circoscrizionale di Alleanza Nazionale, il partito di Gianfrando Fini, si è messo provocatoriamente in vendita per protestare "contro il mercato dei politici" e, in particolare, contro la fuga degli ex missini verso il nuovo movimento La Destra messo in piedi da Francesco Storace. Per farlo, il giovane consigliere - che si chiama Davide de Corzent - ha scelto un meccanismo davero innovativo: si è messo all'asta su Ebay, il mercato globale online. A dire il vero, per ora non è che abbia riscosso un grande successo: l'unica offerta pervenuta è stata di ... 99 centesimi di euro. Ma è l'idea quella che conta.