Libera

Amori infedeli

di Elisabetta de Dominis

"Mi viene voglia di ignudermi e di fare l'amore con ognuno di voi, non con tutti voi. Ognuno è unico. Non dobbiamo scordarci questa unicità". Così Roberto Benigni giovedì sera su Rai Uno, in apertura di serata, dedicata alla lettura del V canto dell'Inferno di Dante. Dieci milioni di spettatori che erano lì incollati per ascoltare della satira politica intelligente e poi l'interpretazione appassionata dell'amore di Paolo e Francesca. C'è allora un pubblico televisivo meno becero di quello che si guarda il Grande Fratello, l'Isola dei Famosi e altri penosi reality show, dove le emozioni vengono attizzate per fomentare odio. E, soprattutto, c'è ancora qualcuno che crede - o a cui piace credere, e dunque sognare - all'amore unico e assoluto, all'amore per sempre, all'amore fino alla morte, al morire per amore.
"Amor che a nullo amato amar perdona", l'amore che non perdona a nessun amato d'amare, come dice Francesca, è il vero amore, quello con cui ti consegni nudo e indifeso all'altro. Senza calcoli, menzogne, sotterfugi e senza aspettarsi di essere ricambiati. Roba di altri secoli, da cui oggi stiamo alla larga. Per paura di soffrire. Oggi, invece, ci sono gli "Amori infedeli", come ha titolato il suo ultimo libro lo psichiatra e sessuologo Willy Pasini, specificando nel sottotitolo: "Psicologia del tradimento" (Mondadori). Il tradimento come evasione dalla noia di una vita di coppia, emozione del sotterfugio, voglia di apparire diverso da quello che si è nella quotidianità familiare, separazione del sesso dal cuore, ricerca del piacere, vendetta, bisogno di tenerezza.
Perché la fedeltà - spiega Pasini - è una conquista culturale, essendo noi, come la maggior parte dei mammiferi, poligami. Ma allora anche la passione lo è.
Eppure, mai come nella nostra epoca, l'amore è diventato un diritto. Solo che l'oggetto del nostro amore deve avere precisi attributi e il nostro amare si attiverà a determinate condizioni.
Ugualmente il tradimento è difficile introduca una storia di grande passione, ma è piuttosto un ‘tradimento omeopatico' consumato a piccole dosi, tanto da aiutare a tirare avanti una vita di coppia insopportabile. Gli individui tessono più legami contemporaneamente, non sanno e non vogliono scegliere, perché danno ai propri amanti lo stesso valore, quasi fossero intercambiabili. Al massimo, come i vestiti, uno per il giorno e uno per la notte. Ecco che l'infedeltà diventa ‘amore infedele'. Una volta una mia amica sposata, che aveva un amante fisso, mi disse: "Nell'infedeltà sono una donna fedele". Anzi, alcuni psicologi sdoganano questo nuovo tipo d'amore, spiegando che non si tratta di bigamia bensì di ‘polifedeltà' e che non ci si debba sentir colpevoli se si provano sentimenti diversi per diverse persone. Che colpa abbiamo se l'infedeltà è biologica? Se siamo simili nel comportamento agli animali?
Ben ha fatto Benigni a porre l'accento sull'unicità di un individuo che molti non sanno più apprezzare e non considerano un valore, in una società in cui essere uguali dà sicurezza d'identità e dove i gusti sono standardizzati.
Nel libro c'è anche un decalogo su come gestire la doppia vita per non essere scoperti e un decalogo per scoprire il fedifrago. Se fino agli anni '60 non era importante essere fedele ma sembrarlo, oggi c'è il ‘matrimonio con benefit', come è stato definito dal New York Times, ovvero un ‘contratto pretradimento', che trasforma le corna in reciproca complicità. Le coppie si siedono a tavolino e stabiliscono quello che si può e quello che non si può fare con un futuro amante. Del tipo: sopra la cintura sì, sotto no. A me, passerebbe la voglia... perché è come essere spiati dal buco della serratura.
Nonostante tutto, secondo un sondaggio le donne sono rimaste all'antica: l'82 per cento preferisce ancora fare la moglie piuttosto che l'amante. Ovviamente per i vantaggi economici che si possono trarre da una possibile separazione.
La conclusione di Willy Pasini è antica come il mondo: chi ama, rischia. Ma non si può amare, senza rischiare un giorno di essere traditi. E chi non ha il coraggio di rischiare non vive veramente.
Quanti morti viventi in giro.