Che si dice in Italia

Dante? Fighissimo!

di Gabriella Patti

Che bello! Dante - sì, "quel" Dante: il Sommo Poeta - resterà sempre attuale. Non stupitevi di questo mio entusiasmo. Nè del fatto che, per una volta, vi parlerò di uno spettacolo. Non dovete nemmeno pensare che stia andando fuori tema rispetto al titolo di questo appuntamento settimanale. Perché l'autore della Divina Commedia è stato uno dei protagonisti della settimana italiana. Certo, ce ne sono stati tanti altri. Dai politici ai protagonisti di fatti di cronaca nera, dai manager in carriera ai soliti calciatori. Ma, secondo me, stavolta la scena l'ha rubata lui, l'Alighieri. E, a dispetto dei secoli, lo ha fatto in maniera modernissima: con uno show in musica.
Da settimane in quasi tutte le strade di Roma vedevo i cartelloni che pubblicizzavano lo spettacolo. Era un po' diffidente, lo ammetto. Gli organizzatori assicuravano che si sarebbe trattato di un "imponente kolossal musicale capace di trasportare lo spettatore in un fantastico viaggio nel mondo dantesco grazie alla forza evocativa della musica". In più promettevano: "Cantanti, attori, ballerini e acrobati all'opera tra suoni, visioni ed emozioni: per portarti dall'Inferno al Paradiso". La cosa mi insospettiva. Sbagliavo. Per farla breve: ho avuto la ventura di assistere alla prima mondiale di "La Divina Commedia. L'opera". E mi è piaciuta moltissimo. Perché? Potrei raccontarvi su come le creature fantastiche create da Carlo Rambaldi (il tre volte premio Oscar per gli effetti speciali, il papà di E.T. per intenderci) riescano sul serio a trasportare lo spettatore da un girone infernale all'altro. O di come l'attore Vittorio Matteucci sia capace, con una grande interpretazione, di farci percorrere assieme a lui la strada verso il perfezionamento che ognuno di noi dovrebbe intraprendere per trovare un senso alla propria vita. Una strada che, alla fine, porta alla sorgente stessa dell'Amore. O, ancora, potrei raccontarvi delle musiche create da monsignor Marco Frisina, direttore della Cappella Musicale Lateranense (qui: un unico appunto, ma solo perché sono incontentabile e mi diverto sempre a cercare il pelo nell'uovo. Perché, un po' banalmente, jazz e rock vengono usati e visti come musica per l'Inferno, mentre solo le tradizionali partiture classiche vengono considerate degna "musica da Paradiso"?).
Ma non sono una critica professionista, né musicale né teatrale. Preferisco perciò riferirvi la reazione di due piccoli spettatori seduti dietro di me. Maschio e femmina, avranno avuto all'incirca undici anni. Sbuffanti e annoiati prima che cominciasse lo spettacolo, contenti e con gli occhi pieni di meraviglia alla fine. Interrogati su ciò che pensavano dell'opera che avevano appena visto, hanno risposto con un termine tipico della loro età: "Fighissimo!!". Il Sommo Poeta probabilmente non si sarebbe espresso così. Ma avrebbe sorriso. Perché, non esiste valutazione migliore che un ragazzo possa dare!