Cinema/TV

La varietà italiana attraverso le lenti del poliziesco

di Natasha Lardera

Giorgio Faletti, Carlo Lucarelli, Giancarlo Cataldo, Diego De Silva, e Marcello Fois, sono tutti eredi del grande Edgar Alla Poe, storico ideatore del genere poliziesco che, nel 1841, pubblicò lo sconvolgente I Delitti della Via Morgue, un racconto in cui, mediante l'indagine e non la semplce osservazione, fu per la prima volta proposto al lettore un intreccio complesso, caratterizzato dalla rapidità d'azione e da frequenti colpi di scena. Personaggio principale e risolutore dell'enigma Auguste Dupin, un investigatore visto come un eroe, capace di ricostruire scrupolosamente i nessi causali tra i vari fatti di una vicenda criminale.
Faletti, Lucarelli, Cataldo, De Silva, e Fois, sono stati in questi giorni protagonsiti della serie Crimini, progetto Rai curato da Giancarlo De Cataldo che coinvolge otto grandi scrittori che, in 8 film di 100 minuti l'uno, indipendenti tra loro, hanno proposto un quadro delle differenti realtà locali italiane.
Il matrimonio tra la televisione ed il genere poliziesco è uno strumento più che efficace per analizzare apertamente l'Italia di oggi. Ad ogni scrittore, infatti, è stato chiesto di raccontare la sua realtà territoriale, sia essa una grande città così come un piccolo paesino. L'Italia risulta quindi essere un paese ricco di contraddizioni e di misteri, in cui il lieto fine non è mai assicurato. E così ci troviamo a Roma, una Roma un po' paurosa, la Roma de Il bambino e la Befana, film dei Fratelli Manetti basato su uno scritto di De Cataldo, dove le signore vestite da Befana, nascoste tra la folla di turisti, "rubano" i bambini, o all'Isola d'Elba, il paradiso in apparenza calmo ma ricco di misteri descritto da Giorgio Faletti nel film diretto da Monica Stambrini Terapia d'Urto. La serie copre tutto il territorio italiano per grandi aree geografiche (Nord, Emilia Romagna, Centro, Sud e Sardegna).
Ambiente, vittima, assassino, sospettati e detective:  lo scrittore Americano Wystan Hugh Auden  riconosce in questi cinque elementi gli ingredienti costitutivi del poliziesco, che in modo più o meno creativo vengono manipolati e presentati in maniera sempre più innovativa con il passare del tempo. Tra gli schemi narrativi più diffusi sono il racconto-enigma, che si sviluppa a partire da un delitto già avvenuto, cioè dall'effetto, per risalire alla causa, ossia al movente del crimine. Prendiamo quindi come esempio Terapia d'Urto, dove Roberto, interpretato da un sempre convincente Rolando Ravello, è un giovane che vive chiuso in casa per un grave problema di panico. Alla morte della madre, scopre l'esistenza di un fratello mai conosciuto e morto in circostanze misteriose. Quindi Roberto si imbarca in un difficile viaggio nella sua terra d'origine. E qui troviamo una delle innovazioni di cui parlavamo prima, oltre al fatto che il film inizia con un delitto già commesso, e la figura del detective si fa ancora più interessante perchè ad esserlo è una persona comune non un poliziotto o comunque qualcuno che lo fa per professione. In questo caso Roberto.
In termini generali nei polizieschi gli autori anglosassoni mettono in risalto l'indagine quale tema conduttore, a differenza delle opere dei francesi che, solitamente, danno maggiore importanza all'enigma. Negli italiani abbiamo un po' di tutto ed è questo a renderci unici. "Ma," tiene a precisare Faletti, "le storie non hanno confini, non sono legate ai paesi di provenienza. Terapia d'Urto, per esempio è basato su una storia vera, una storia raccontatami da un giudice Americano su una vicenda Americana. Io l'ho trasportata sull'Isola d'Elba, un posto che aveva le caratteristiche di cui avevo bisogno per raccontarla."
Rapidamente, film dei Fratelli Manetti, basato su uno scritto di Carlo Luccarelli, e Il Bambino e la Befana, sono caratterizzati da un ritmo veloce, atipico per la televisione italiana. Il primo si svolge in 4 giorni, il secondo in uno solo. Mentre Terapia d'Urto ha una storia più lenta e, sotto un aspetto sia narrativo che tecnico di montaggio, tradizionale. In tutti  e tre le opere ci sono intrecci strani, la suspance, l'ironia, i colpi di scena, e la dura consapevolezza che, in fondo, quello che lo spettatore vede non è semplice fiction ma qualcosa che potrebbe succedere a chiunque. Crimini non ha tenuto solo l'Italia incollata davanti al televisore con il fiato in sospeso,  i risultati Auditel di Terapia d'Urto sono stati superiori a quelli ottenuti, nella stessa settimana, sulla stessa rete e allo stesso orario, da un telefilm di successo come Desperate Housewives, fermatosi poco oltre i due milioni di telespettatori, ma anche l'audience Americana che, affascinata da queste storie, tutte realizzate con maestria in ogni aspetto, ne vuole sempre di più.