Cinema/TV

Quando si scrive di "Crimini"

di Gina Di Meo

Nel mezzo del camin del nostro dibattito... ci siamo ritrovati di fronte alla rottura di due tabù. Senza scomodare oltre Dante, nel dibattito che si è tenuto alla Casa Italiana "Writing for the screen", nell'ambito della rassegna "Crimini", prodotta da Rai Fiction e Rodeo Drive, sono stati messi in chiaro due punti. Il primo è che il pubblico della televisione di Stato è anziano (non ce ne abbiano a male!) e che Crimini punta ad un target diverso, un pubblico che non ha bisogno di figure rassicuranti come quella di un maresciallo infallibile che risolve tutti i casi. Per quanto riguarda il secondo punto, invece, dibattendo sul se agli scrittori piace o non piace, appunto writing for the screen, perché può limitare la loro libertà, ecco che la bocca della verità di Peter Cameron, anche lui scrittore, esordisce dicendo: "Se decido di scrivere per lo schermo lo faccio per soldi!".
Dopo questa premessa, facciamo un passo indietro e procediamo con ordine spiegando cosa è successo. Al dibattito, introdotto da Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana Zerilli-Marimò della Nyu, e moderato dal giornalista Antonio Monda, hanno partecipato gli scrittori della serie Crimini: Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva, Giorgio Faletti, Marcello Fois, Carlo Lucarelli e due scrittori americani Joshua Ferris e Peter Cameron.
Il fischio d'inizio è stato dato da Monda che ha chiesto com'è nata l'idea di questa serie che ha reclutato alcuni scrittori famosi italiani e gli ha chiesto di scrivere per lo schermo. «Tutto è nato durante una cena - ha spiegato Giancarlo De Cataldo, autore de "Il bambino e la befana" - mentre discutevamo dell'idea di scrivere storie brevi da parte di scrittori per raccontare l'Italia di oggi. Poi la Rodeo Drive ha rilanciato e ci ha detto: "Perché non farne veri e propri film?". Questa idea di mettere insieme cinema e letteratura è piaciuta alla Rai e così è nata la serie Crimini. Si tratta di un tipo di fiction che rompe gli schemi perché spezza la catena di "fidelizzazione", di personaggi affezionati a cui è abituato il pubblico e di cui ha bisogno».
«Voi smentite, quindi - ha commentato Monda - la frase di Pietro Germi il quale sosteneva che in Italia non si fanno polizieschi perché nessuno ha paura della polizia». Sul fatto che questo genere possa rappresentare un limite per gli scrittori, tutti i presenti sono stati concordi nel dire che non è affatto limitativo, anzi - come ha detto Faletti, autore di "Terapia d'urto": «è estremamente agile, e si presta alle evoluzioni tecnologiche».
Il vero nocciolo della questione è venuto fuori quando è stato toccato l'argomento dello scrivere su commissione perché è lì che può nascere la vera limitazione per gli scrittori. Premesso che non tutti gli scrittori amano scrivere per la televisione perché bisogna "adeguarsi", si può trovare un compromesso se la libertà dell'autore non viene eccessivamente messa a rischio. «A volte - ha detto Lucarelli, autore di "Rapidamente" - scrivere su commissione può essere uno spunto per andare in direzioni che altrimenti non si sarebbero mai prese. È importante sì trovare una linea di compromesso, ma deve essere accettabile senza scendere a livelli troppo bassi». Gli fa eco De Silva, autore de "Il covo di Teresa": «Accetto che mi siano date indicazioni su un tema, sui tempi, ma nessuno mi deve dire come fare il mio lavoro».
Tutti concordi anche sul fatto che gli scrittori americani che scrivono per lo schermo hanno molta più libertà dei loro colleghi italiani. Un esempio concreto è stato dato da Lucarelli che: «quando si scrive uno script in cui è coinvolta la polizia o la guardia di finanza, se ci sono cose che a loro non piacciono non ti danno i mezzi gratis per girare le scene. Il che si traduce in un aumento dei costi di produzione e nella maggior parte dei casi, o si lascia perdere il progetto oppure ci si deve adattare».
La serie Crimini è stata presentata durante una conferenza stampa nella sede di Rai Corporation ed alla quale hanno partecipato Fabrizio Maffei, presidente di Rai Corporation, gli autori Marcello Fois, Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva, il direttore della comunicazione Rai, Gianluca Veronesi, il responsabile della comunicazione prodotti Rai Fiction, Luca Milano, Marco Poccioni per la Rodeo Drive. Assente Agostino Saccà per motivi di salute.
«Due mesi fa - ha detto Maffei - eravamo qui per parlare della settimana della fiction ed in quel caso abbiamo fatto un tuffo nel passato scoprendo personalità che hanno fatto la storia del nostro paese. Oggi, con Crimini, facciamo un tuffo nel presente, in cinque città italiane, e attraverso il genere poliziesco, il giallo, con opere scritte da importanti autori italiani contemporanei, si racconta l'Italia di oggi».
La serie Crimini è diventata anche un'antologia che in Italia ha avuto un grande successo di vendite.
Noi plaudiamo all'iniziativa ma come abbiamo già sottolineato per la conferenza stampa della settimana della fiction lo scorso settembre, anche questa volta era assente la stampa americana. Un particolare non di poco conto perché vuol dire che nessun giornale di lingua inglese ha parlato di Crimini.