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Aboliamo la pastasciutta

di Natasha Lardera

"Aboliamo la pastasciutta! Assurda religione gastronomica italiana," questo predicavano i futuristi di uno dei capisaldi della cucina italiana. "La pasta è nutrivamente inferiore del 40% alla carne, al pesce, ai legumi, lega coi suoi grovigli gli italiani di oggi ai lenti telai di Penelope e ai sonnolenti velieri, in cerca di vento." Sono queste le spiegazioni che ci da il Manifesto della Cucina Futurista di Marinetti e Fillia pubblicato il 28 dicembre del 1930 sulla Gazzetta del Popolo di Torino. Manifesto che ci è stato spiegato da Pietro Frassica della Princeton University alla Casa Italiana Zerilli Marimò durante la presentazione del libro "La Cucina Futurista" (Viennepierre edizioni 2007), non un semplice libro di cucina ma di filosofia, un pensiero che afferma che l'umanità si deve alimentare con nuovissime vivande in cui l'esperienza, l'intelligenza e la fantasia sostituiscano la quantità, la banalità, la ripetizione. Si parla di una cucina originale e artistica, provocatoria...proiettata verso il futuro. Eh si, i Futuristi si sono occupati anche di gastronomia "e non poteva essere altrimenti," scrive la giornalista Lydia Pavan, "dal momento che il loro progetto di rivoluzione ‘antipassatista' era globale, ovvero riguardava ogni aspetto della società, ogni comportamento dell'individuo; per tale motivo non potevano trascurare l'homo edens, quell'uomo che nell'atto del mangiare, del nutrirsi, dello scegliere un determinato cibo, un determinato modo di stare a tavola, rivela al mondo una parte di sé, facendo intuire la sua estrazione, la sua cultura, le sue ambizioni, lo stile dei suoi gusti."

Il manifesto fu tuttavia accolto con pareri altamente discordanti, e forse il nucleo più difficile da digerire riguarda la famosa crociata contro la pasta asciutta. Per Marinetti si trattava infatti di un cibo difficilmente digeribile che gli italiani portavano come una pesante eredità del loro passato. Diceva, "la pasta contrasta collo spirito vivace e coll'anima appassionata generosa intuitive dei napoletani...ne derivano fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica, e neutralismo."
E quali sono le alternative? Non mancano assolutamente, i piatti sono tanti, dai nomi più strani (Antipasto Intuitivo? Alga Spuma Tirrena? Pollo Fiat?).

Ci sono persino delle regole per il pranzo perfetto; innanzitutto a tavola deve regnare l'armonia, tra colori e sapori, e i piatti devono presentare una certa originalità che stimoli la fantasia del cretore e dell' assaggiatore. Cosa che certamente non mancava nel Carneplastico di Fillia, una grande polpetta cilindrica di carne di vitello arrostita riempita di undici qualità diverse di verdure cotte, che simboleggiavano i diversi paesaggi italiani. Alla base un anello di salsiccia che poggiava su tre sfere dorate di carne di pollo, un vero e proprio prodigio di equilibrio e di inventiva plastico-scultorea. Inoltre, il numero undici è un' emblematica cifra futurista, corrispondente alle undici lettere che compongono il nome di F. T. Marinetti.
A tavola bisogna abolire forchetta e coltello, specialmente per quei piatti che possono dare un piacere tattile. Anche l'aroma deve favorire un certo piacere, piacere che viene dato anche dalla musica e dalla poesia che però non devono distrarre. A tavola è vietato parlare di politica e regnano, insieme all'allegria, vino, birra, e spumanti d'Italia.

Questa è una cucina che con la sua particolarità fa da fondamenta alla nuouvelle cuisine più raffinata dei nostri tempi, specialmente quella molecolare di chef come Ferran Adrià, il padre/guru della cucina molecolare, una ricerca gastronomica che tocca i livelli dell'arte e dell'invenzione scientifica, dove a volte le ricette puntano più all'effetto estetico. Questa è una cucina che presenta gli Spaghetti d'Autore, uno spaghetto lungo due metri fatto non di pasta ma interamente di parmigiano, o della Mummia di Salmone, dove il pesce è cosparso di pepe ma avvolto in zucchero filato. Certo entrare in un ristorante e ordinare un Lampone a Spirale è ben diverso dall' ordinare un piatto di Spaghetti alla Carbonara, ma il mondo è bello perchè è vario.