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DONNELL LIBRARY CENTER /MOSKVA-PALERMO. In comune...musica, arte, poesia

di Michelina Zambella

Sebbene sembri inesistente un legame c'é. Da un lato, la più grande isola del Mediterraneo, calda, dai caratteri scuri e arabeggianti nella fisionomia dei suoi abitanti e nelle costruzioni, sole, mare ed Etna; dall'altro, un paese che, seppur dominato da coste ed isole, richiama alla mente una carnagione chiara, fisico slanciato, il freddo e la neve dei paesi nord-orientali. Cosa avranno mai in comune Mosca e Palermo? Se guardiamo alla successione nel tempo, possiamo chiederci se le chiese ortodosse di Bisanzio e di Mosca siano una naturale evoluzione del cristianesimo palestinese delle origini o non ne costituiscano un vero e proprio stravolgimento. Davanti ad un Patriarca orientale che incede maestosamente, preceduto e seguito da sacerdoti adornati d'oro e d'argento, tra i fumi dell'incenso e i profumi della mirra, non è del tutto evidente il rapporto con il Predicatore di Galilea. Eppure, il suono stridente della ligua, la passione per la musica e la pittura, rappresentano un punto di incontro, al pari della sostituzione nell'immaginario collettivo della Piovra (metafora zoologica e mediatica della mafia siciliana) con la mafia russa.

"La Sicilia... Donna anche lei: misteriosa, implacabile, vendicativa e bellissima". È il ritratto che Leonardo Sciascia ne dà ne Il giorno della Civetta. La terra della "luce e del lutto", un luogo di contraddizioni di estremi che si uniscono, aggiunge Gesualdo Bufalino. Così nell'immaginario il siciliano appare come un uomo solare e accogliente ma anche losco e sospettoso, convinto che il suo modo d'essere sia il migliore e il più giusto, con un alto senso della famiglia e dell'onore, con forte rispetto per la donna e per la femminilità, ma anche attaccato alla propria terra. "Gente acuta e sospettosa, nata per le controversie"diceva Cicerone . Una terra e un luogo antropologicamente complesso e nello stesso tempo affascinante da scoprire nel cinema, nella letteratura e nelle arti in genere, con tradizioni popolari, tanto particolari quanto pittoresche, che, unite al mito e all'approccio alla vita del siciliano, ha creato nel corso dei secoli uno stereotipo che è stato tradotto in parole dal termine "sicilianità". L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni. Descrizione che si adatta perfettamente a quella della Russia, anch'essa multiforme e poliedrica.

La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se la grandissima parte della popolazione locale parla anche il siciliano (u sicilianu), " la lingua, non il dialetto, che ha preceduto il toscano illustre" precisa Gaetano Cipolla all'evento "Mosca-Palermo" tenutosi martedi 20 novembre al Donnell Library Center Auditorium di NYC. Cipolla, siciliano, é Professore di italiano alla St. John's University, nonché presidente di Casa Sicilia in NY, editore associato del Giornale di traduzione italiana ed editore di Arba Sicula, il giornale bilingue (siciliano/inglese) della letteratura e del folklore siciliano, e Sicilia Parra, newsletter semiannuale. Insieme a Stanley H. Barkan, editore di Cross-cultural Review Series of World literature and art in sound, print and motion, apre l'evento di poesia, musica e arte russo, siciliano e inglese "Moskva- Palermo, con letture in memoria di Nat Scammacca. Un eroe siculo-americano della Seconda Guerra Mondiale, un pilota assieme al suo gemello Saverio, che rimpatriato in Sicilia diventa il portavoce di "Antigruppo Siciliano", un movimento letterario che si batte per la libertà di parola e di espressione contro la Mafia, la chiesa e il governo italiano. Tra letture tenute in siciliano da Barkan, Cipolla, Nino Provenzano e Aldo Tambellini, e in russo da Aleksey Dayen e Vladimir Zakharov, poi tradotte in inglese per il pubblico americano presente, si ammira la bellezza vocale, e non solo, di Michela Musolino. Nata nel New Jersey, Michela é appassionata di musica siciliana che propone al pubblico, con una teatralità e gestualità tipica della sicilianità, con canzoni come "Amurri, Amurri": il canto di una siciliana innamorata che vive le gelosie di un'amore a distanza, un tema tipico nella tradizione sicula. Si conclude così, tra una poesia e un canto, la mostra di riviste, libri e quadri, di artisti russi e siciliani, attivi nel proporre "la cultura come mezzo di superamento di qualsiasi immagine pregiudiziale di città così belle ma ancora sottovalutate”.