SPECIALE/ISTRUZIONE. Touro University, operazione Italia

di Manuela Boldrini

Poco più di un anno fa, il Financial Times inseriva impietosamente la prima università italiana solamente al 100° posto nella classifica degli atenei più prestigiosi del mondo. Il numero di ricercatori stranieri disposti a venire in Italia per fare ricerca è insignificante, mentre resta eclatante il numero dei cervelli in fuga verso i paesi scientificamente più avanzati. Ma qualcosa potrebbe cambiare e forse molto presto. Ma cominciamo dall'inizio.

Era il 1971 quando Bernard Lander, rabbino e docente di sociologia presso la Columbia University, diede inizio alla sua sfida. Lander non era nuovo alle imprese difficili. Era stato redattore della prima legislazione per i diritti civili dello Stato di New York, e in seguito è stato consulente di tre presidenti degli Stati Uniti per la "War Against Poverty". Fu proprio da qui che deve essergli arrivata l'intuizione. Lander, infatti, era sempre stato convinto che la povertà si combatta con il fornire ai giovani una professione spendibile sul mercato. Nondimeno aveva sempre sostenuto che la migliore risposta al progetto nazista di distruzione del popolo ebraico sia l'offerta, da parte dello stesso popolo, di un progetto culturale e sociale. Facile come fare due più due: è bastato sommare questi due convincimenti e, detto fatto, ecco la sfida. Una sfida che in poco tempo ha portato a risultati quasi inconcepibili.

Un'università ebraica con sede a New York, che oggi conta una media di 27.000 studenti ogni anno, distribuiti nella maggior parte degli Stati Uniti, oltreché nelle sedi di Mosca, Berlino, Gerusalemme e Parigi, per un totale di ventinove campus universitari.
Poteva mancare una sede in Italia, la culla della cultura mondiale? Lander deve aver pensato di no e questa sua creatura arrivata in ritardo è forse la più amata delle altre "sorelle" europee. "Sono convinto che tutti gli ebrei europei, e quindi anch'io, in qualche modo provengano da Roma", afferma sicuro Lander, "e ho voluto tributare un omaggio riverente a questa città, tornandovi con questo progetto, con il cuore e la mente".

Ma come e quando è nato il progetto?
"L'embrione vero e proprio è germogliato in Israele nel 2004", racconta rav Scialom Bahbout, che della Touro University Rome sarà il rettore, "mentre mi trovavo a Gerusalemme. Avevo messo a punto il progetto dell'apertura in Italia di un'università in cui, accanto a una ‘scuola' di eccellenza in alcuni campi, vi fosse anche una facoltà di studi ebraici dove gli studenti potessero dialogare e confrontarsi con il mondo contemporaneo. Si trattava di mettere in campo delle risorse, sia economiche che umane, con la presenza imprescindibile di docenti provenienti da altri paesi, gli Stati Uniti e Israele in testa, ma anche da paesi europei come la Francia".
Un'impresa quasi impossibile, verrebbe da dire.
"Se non impossibile, sicuramente difficile da realizzare. Ma l'incontro con Bernard Lander, che del Touro College è il presidente oltreché il fondatore, ha dato un notevole input a quello che fino a quel momento era un sogno. Venuto a sapere del mio progetto, mi propose di realizzarlo insieme e per conto della sua università".
Quando aprirà i battenti il nuovo ateneo?
"La Touro University Rome inizierà le iscrizioni nel marzo 2008, per dare il via finalmente ai corsi in ottobre dello stesso anno. La prima facoltà sarà quella di Economia e gestione aziendale, cui saranno affiancate Fisioterapia e Psicologia, oltre naturalmente a corsi di studi ebraici. Le lezioni saranno in lingua inglese e a tal fine vi saranno dei corsi propedeutici all'ingresso all'università. E' appena il caso di aggiungere che la Touro sarà aperta a studenti di ogni credo religioso e di ogni paese".
La scelta delle facoltà e della lingua d'insegnamento sembrano suggerire un'apertura piuttosto vasta...
"Questo è il grande punto di forza della Touro University. Insegnamenti e lingua garantiranno una professione spendibile in ogni parte del mondo. In tal modo, gli studenti italiani non saranno costretti a penose migrazioni all'estero per conseguire un titolo di studio di prestigio che abbia un riconoscimento legale anche in Italia. Tengo a sottolineare che la scelta dei corsi che saranno istituiti in futuro seguirà criteri di mercato, vale a dire che si insegneranno materie di cui necessita il mondo del lavoro, garantendo in questo modo una professione ai giovani".
Perché la scelta di docenti stranieri, oltre a quelli italiani?
"A parte un normale criterio di selezione, c'è la convinzione che l'università debba e possa diventare un luogo di dialogo tra culture diverse, rispondendo alla necessità e all'urgenza di questo particolare momento storico. Le faccio un esempio: il preside della facoltà di Studi ebraici sarà Maurice Romani, tra i più grandi conoscitori del mondo ebraico nei paesi islamici, nonché rinomato studioso ebreo del Corano. Questo la dice lunga sullo sviluppo che potrà assumere la Touro in Italia e in Europa.

Dove sarà la sede della Touro University italiana?
"A Zagarolo, a una trentina di chilometri da Roma. Infatti la Provincia di Roma e il Comune di Zagarolo hanno aderito al progetto fornendo la sede, che sarà un prestigioso edificio del Cinquecento, Palazzo Rospigliosi. E' già in costruzione un campus, che, oltre a fornire alloggi per studenti e docenti, ospiterà anche impianti sportivi. Come si può facilmente capire, la Touro sarà un'università privata che pertanto utilizzerà fondi privati. Ma il fatto di nascere grazie alla collaborazione con enti pubblici, avrà un respiro e una portata pubblici".

Quali sono le opportunità peculiari che verranno offerte agli studenti?
"Oltre al fatto di possedere un titolo accademico basato su parametri di eccellenza, che permetta loro di dialogare con il mondo e li colleghi operativamente con tutti i paesi europei e americani, è da porre l'accento sulla possibilità, per gli iscritti, di frequentare uno o più semestri in una delle sedi estere della Touro. In ultimo ma non ultimo, un titolo che gode del riconoscimento non solo americano ma anche italiano ed europeo".

Anche se si tratta di un'università privata?
"In base alla convenzione di Lisbona del 2004, la Touro University pur rimanendo un'università privata, è ammessa all'accreditamento, purché svolga programmi identici a quelli della casa madre. Lo stesso ministro dell'Università e della Ricerca scientifica, l'onorevole Fabio Mussi, ci ha fornito ampie rassicurazioni in tal senso, asserendo che, visti i requisiti, non si possa non conferire l'accreditamento, anche tenendo conto del fatto che non andrebbe in alcun modo a incidere sul bilancio dello Stato italiano".

Un "non possumus non" che farebbe ben sperare che il Ministero non si comporti da semplice cassetta delle lettere. A che punto è la questione dell'accreditamento?
"In realtà, nonostante le assicurazioni, siamo ancora in stand by, anche se è da registrare l'"anomalia" del riconoscimento a livello tedesco della Touro University di Berlino. E visto che, volenti o nolenti facciamo parte dell'Unione Europea, un mancato accreditamento per parte italiana genererebbe un notevole caos. In Italia le Commissioni ministeriali hanno espresso un primo parere in parte positivo e ci è stato richiesto un supplemento di documentazione che noi abbiamo tempestivamente fornito da tempo, senza aver avuto alcuna risposta. Ma io sono ottimista e non ho alcun motivo per non credere alle parole del ministro".


Su certi ritardi il senatore Randazzo attacca il ministro dell'Università Mussi che replica

Ma quale può essere la ragione per la quale il riconoscimento della Touro University Rome, così come quello di altre prestigiose università straniere, rimane lettera morta? Lo abbiamo chiesto a due senatori che, in seno alla stessa coalizione cui appartiene il ministro dell'Università Fabio Mussi, rappresentano gli italiani all'estero. Abbiamo anche dato l'opportunità al ministro Mussi di replicare.
Il senatore Nino Randazzo è stato eletto nella circoscrizione che abbraccia l'Asia, l'Africa, l'Oceania e l'Antartide. Randazzo è originario della provincia di Messina. Senatore Randazzo, a suo parere perché il riconoscimento della Touro University Rome stenta ad arrivare?
"E' difficile dirlo. Posso avere una teoria. Secondo me, questo avviene perché c'è una ragione ideologica alla base. Il ministro dell'Università è Fabio Mussi, un uomo di sinistra, un uomo creato dalla vecchia scuola del Partito Comunista che, già a priori, non contempla l'iniziativa privata. La sopporta, ma in tutte le maniere cerca di porre un bastone tra le ruote di chi si muove verso studi terziari privati. E questo nonostante vi siano dei grandi esempi di eccellenza accademica. Ecco, Mussi e gli uomini con la stessa sua formazione tendono a non favorire questi esempi. Secondo loro, tutto deve essere in mano allo Stato. Cosa che non è. Ma in questo Governo vi sono ancora persone di estrema sinistra che la pensano così e che ovviamente spingono il loro carro ideologico. Speriamo che questa situazione cambi. Sono mie teorie, ripeto, posso anche sbagliarmi. Ma c'è il fatto che sono rimasti ministri che non soltanto vengono da una formazione ideologica di sinistra, comunista vera e propria, ma che sono usciti fuori dalla maggioranza del centrosinistra. Mussi non fa più parte dell'Ulivo, perché non è d'accordo sul Partito Democratico e ne è uscito per distinguersi. Per questi eredi del Partito Comunista ci sarà spazio per altri dieci o quindici anni, ma sono destinati a scomparire. Ma è chiaro che da parte loro non c'è la volontà di favorire un certo tipo di iniziativa culturale".
Il senatore Renato Turano è il rappresentante per gli italiani che risiedono nell'America settentrionale e centrale. E' originario di Castrolibero, in provincia di Cosenza.
Cosa pensa il senatore Turano del mancato riconoscimento a università straniere che possano garantire una permanenza degli studenti italiani in patria unitamente alla possibilità di un titolo straniero di prestigio?
"Penso che non ci sia, in Italia, una cultura dell'università che possa produrre risultati apprezzabili sul mercato. Bisogna cambiare questa mentalità, io e i miei colleghi d'oltreoceano ci stiamo provando. Veda, l'Italia ha 56 milioni di abitanti, mentre gli italiani all'estero sono 64 milioni. Pensi alle opportunità cui si addiverrebbe se si riuscissero a potenziare le università italiane, con scambi di studenti nell'ambito degli stessi programmi. Consideri i riscontri che si avrebbero nella vita intera di un Paese".
 Il ministro Fabio Mussi, ha tenuto a precisare che il mancato riconoscimento della Touro University in Italia non dipende da lui. In Italia, ha dichiarato il ministro, vi sono ben tre commissioni valutative che, per quanto concerne la Touro, hanno espresso pareri contrastanti. Mussi, d'altronde, non esclude che le cose possano cambiare.  "Quanto alle dichiarazioni del senatore Randazz", ha poi replicato il ministro, "la sua teoria avviene esattamente perché c'è una ragione ideologica alla base: la sua. L'università privata è pienamente valorizzata e riceve sostanziosi sostegni statali. Quando si è trattato di tagliare - come è avvenuto nella Finanziaria dello scorso anno, con cui il centrosinistra ha dovuto riparare i danni (...) di signori non creati dalla "scuola del Partito Comunista" - il sottoscritto si è opposto a toccare anche un solo euro dalla quota del Fondo di finanziamento ordinario che va alle private. Quando si apre bocca, è sempre meglio avere una qualche idea, magari vaga, di che cosa si parla", ha concluso il ministro.