Mostre

La fotografa dell'opera verdiana

di Gina Di Meo

Immagini straordinarie, difficilmente descrivibili con le parole. La mostra fotografica di Graziella Vigo "Verdi On Stage", che sarà aperta al pubblico dal 19 novembre al 29 febbraio alla Public Library for the performing arts (40 Lincoln Center Plaza), e presentata in anteprima alla stampa, sfugge a qualsiasi definizione fotografica perché ogni singolo scatto sembra un quadro, tante opere d'arte paragonabili a dipinti del Caravaggio o di Rubens.

"Verdi On Stage" è un omaggio al Teatro alla Scala, a Riccardo Muti e naturalmente a Giuseppe Verdi, al quale il teatro milanese, nel 2001, in occasione del centenario della sua morte, decise di fare omaggio mettendo in scena, una dopo l'altra per un anno e mezzo le sue opere principali: Macbeth, Rigoletto, Otello, Falstaff in due edizioni, Il Trovatore, La Traviata e Un Ballo in maschera.
Graziella è stata lì per tutto questo tempo con la sua fedele macchina fotografica, un occhio discreto e vigile, alle prove, gli spettacoli con il pubblico in sala, «A patto che - ha raccontato - tu ti renda invisibile, mi disse Muti. E mi sono resa invisibile, infatti, i cantanti che ho fotografato hanno espressioni bellissime proprio perché non sapevano di essere nel mirino del mio obiettivo. Tutti gli scatti, inoltre, non sono mai stati fatti nel momento in cui cantano perché è come se la faccia si disfacesse, non è bella da fotografare».
È come se la fotografa avesse dato un volto alla musica, cogliendo particolari che nessuno vede mai in scena. Un lavoro lungo e faticoso, che richiede pazienza perché si deve aspettare il momento giusto, la luce giusta e la musica giusta perché - come ha spiegato «La gente va a teatro e paga un sacco di soldi e non vuole essere disturbata, quindi, lo scatto non può avvenire nel momento in cui la musica è bassa perché la macchina farebbe rumore».

Dal 2001 Graziella ha scattato migliaia di foto, "un armadio" - come ci ha detto scherzando - ne sono state scelte 110 e poi stampate su una speciale tela fotografica, creata da Agfa, quasi identica al canovaccio dei quadri dei pittori, con una stampa ad inchiostri speciali molto resistenti nel tempo, e su materiale trasparente con effetto opaline, retroilluminato, ed infine montate su telaio
Prima di arrivare a New York la mostra è stata allestita a Milano e a Parma e ne è nato anche un volume fotografico di grande formato pubblicato da Electa, con la prefazione di Natalia Aspesi. Graziella Vigo è nata a Milano dove ha iniziato a lavorare come giornalista di moda, prima per l'editore Rusconi, poi da Rizzoli, dove è stata dieci anni nella redazione di Annabella. Poi si è trasferita a New York per due anni, per completare la sua formazione ed ha studiato alla School of Visual Arts and the International Center of Photography. Nel 1981 è tornata a Milano ed ha aperto un suo studio fotografico, continuando a collaborare con numerose testate nazionali ed internazionali, tra le quali Vogue, Uomo Vogue, Harper's Bazaar, Anna, Gioia, Grazia, Donna, Il Corriere della Sera, Manner Vogue, Daily News Record, Children's Businnes , Burda e Sette. Ha curato, inoltre, numerose mostre e libri, con una particolare attenzione alla ritrattistica dei personaggi che orbitano attorno al mondo della moda.

Nel 2006 Graziella ha ricevuto dal Comune di Milano l'Ambrogino d'oro con la seguente motivazione: "Per aver saputo magistralmente interpretare, con le sue preziose immagini, la magia del maestro Verdi".
L'artista è stata anche ospite dell'Istituto Italiano di Cultura, accolta dal direttore Renato Miracco. Tra il pubblico numeroso, Joseph Oughouchian, della Amber Capital, uno degli sponsor, Jacqueline Davis, direttrice della New York Public Library for Performing Arts, la baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò.
Orari di apertura al pubblico: lunedì e giovedì dalle 12 pm alle 8pm, martedì, mercoledì e venerdì dalle 11am alle 6pm, sabato dalle 10am alle 6pm. Info www.nypl.org.