Che si dice in Italia

Pausini, orgoglio latino

di Gabriella Patti

Non seguo molto le vicende della musica leggera. Per fare una doverosa segnalazione mi soccorre Giuseppe Di Piazza, fresco direttore del Magazine del Corriere della Sera (a proposito, complimenti: ha rivitalizzato in maniera egregia questo settimanale che languiva, peccato che fuori d'Italia non si possa vedere altrimenti mi dareste ragione). In un breve editoriale intitolato La regione del cuore rende merito all'Emilia Romagna parlando della cantante Laura Pausini che "zitta zitta ha sbancato per la seconda volta i Grammy, cioè gli Oscar mondiali della musica". Il suo ultimo dico "di pura musica italiana, da Battisti a Raf, da Renato Zero a Cocciante" è stato giudicato il miglior album "latino". Grazie a "quella sua tenerissima sonorità romagnola". Laura ha dedicato il premio a Luciano Pavarotti, che era emiliano. Insomma: "una grande regionalità" commenta Di Piazza, ricordando che emiliano era anche Enzo Biagi, scomparso da poco lasciando un grande vuoto (c'è qualcuno che riuscirà a raccogliere il testimone del grande giornalista nella battaglia sempre più difficile della libertà di stampa?).

SEMPRE PER PARLARE DI REGIONI avreste mai abbinato la mediterranea e sanguigna Sicilia al golf, un gioco calmo e anglosassasone che più anglossassone non si può? Invece dall'Etna a Cefalù pare che siano in costruzione numerosi "green". Obiettivo, legittimo per carità: attirare il turismo a cinque stelle. Ma ci si mette di mezzo la politica, ovviamente. A Palermo, per ripicche tutte interne al governo regionale di centro destra, è nei guai la giunta guidata da Salvatore Cuffaro, il controverso presidente che gli amici chiamano Totò. La polemica è esplosa per la licenza negata a un campo a 18 buche che il magnate anglo italiano Sir Rocco Forte vorrebbe far sorgere a Sciacca. Si tratterebbe di una "vendetta" non diretta a Cuffaro ma all'attuale presidente dell'assemblea regionale Gianfranco Micciché. Rischia di saltare un investimento da 113 milioni di euro perché il verde prato scivolerebbe verso il mare con un paio di buche da realizzare entro i 150 metri dalla costa, una zona cioè "inedificabile" per legge. "Le buche non si possono equiparare a palazzi abusivi" protestano i fautori della leggina bocciata. Che ironizzano affermando che "in Sicilia molti parlano di golf ma fanno altri giochi".

FRATELLI COLTELLI si potrebbe dire dopo la stoccata di Paolo Cacciari, deputato comunista e fratello di Massimo, sindaco di Venezia. Nella città lagunare è pronto al via il ponte Calatrava sul Canal Grande. I media hanno dato grande risalto all'avvenimento, i critici d'arte a gli archietti hanno scritto chilometri di commenti. Invece Paolo, lapidario, ha liquidato la vicenda con una secca frase: "Il ponte? Esteticamente è riuscito molto bene. Ma funzionalmente non serve a nulla". Fratelli coltelli, appunto.