Cinema

'INCONTRO ALLA CASA ZERILLI MARIMO'-NYU. Visto negato al regista Melliti?

di Natasha Lardera

Anche quest'anno si è svolto l'appuntamento con i registi del NICE alla Casa Italliana Zerilli Marimò della NYU, presenti la direttrice Viviana del Bianco, la collaboratrice  Deborah Young (direttrice del Festival di Taormina), il regista del film Il Giorno più Bello, Massimo Cappelli, il regista del film Liscio, Claudio Antonini, ed il produttore de Io, l'Altro, Lorenzo Von Lorch.
Era una tavola rotonda con sicuri talenti dove però si sentiva la mancanza di una star famosa (era stato annunciato Fabio Volo ma poi non si è sentito più nulla).
"Abbiamo rinunciato alle grosse star," dichiara Viviana De Bianco, "perchè volevamo dare più spazio ai nuovi registi, e li volevamo tutti qua, anche i registi dei corti, ma ci sono sempre problemi di fondi." Si finisce sempre a parlare di soldi a quest'incontro importante, nonostante la promessa di non farlo perché è una nota troppo dolente ed è meglio mantenere un velo positivo sulla serata.
Si parla allora di festival, non solo del NICE ma dei festival in generale come vetrine importanti per far conoscere la propria opera al pubblico ma anche agli addetti ai lavori con la speranza di trovare distribuzione. "Liscio ha girato molto nel circolo dei festival. E' appena stato presentato alla Festa del Cinema di Roma," spiega Antonini, "ed è stata un'ottima vetrina, così il film, che ha nel ruolo principale Laura Morante, verrà distribuito in Francia in primavera. Sono state comprate 30 copie, il che non è male, mi ritengo molto soddisfatto." Magari senza questa opportunità il film avrebbe avuto più problemi a trovare distribuzione all'estero, nonostante la sua ottima qualità. "I festival in Italia stanno diventando sempre più importanti," dichiara la Young che è appunto impegnata anche al festival del cinema di Taormina, "La Festa di Roma, per esempio, ha una sezione speciale che aiuta i registi nuovi a realizzare il secondo film; il primo di solito è un miracolo, ma il secondo è sempre difficile da realizzare."
"Si però," aggiunge Cappelli, "mi sembra che i festival in Italia siano diventati solo delle passerelle per le star hollywoodiane; se ne parla in televisione o nei giornali solo se c'è Tom Cruise. E' il cinema il vero protagonista di tutto, e di cinema bisogna parlare, anche di quello indipendente."
Non che al NICE le star manchino, ma si presentano in modo più delicato, più velato. Raoul Bova appare come attore ne Io,l'altro ma anche come produttore,e, "onestamente," dichiara il produttore Lorenzo Von Lorch, "senza di lui realizzare un film con soli due attori su una barca sarebbe stato molto difficile. La sua presenza è stata una garanzia."
Si sentiva fortemente la mancanza del regista del film, Mohsen Melliti, assente per motivi a dir poco "ridicoli." Eh si, ridicoli, ma spieghiamo subito perchè. Melliti è un esiliato politico; nato a Tunisi, vive in Italia da anni. Gli è stato  vietato il visto per venire a NY dal console americano a Roma per paura che si facesse abbagliare dalle possibilità di lavorare nel paese del cinema... insomma per paura che arrivasse qua e non tornasse più in Europa. Io,l'altro parla delle ripercussioni del 11 settembre, l'ironia del caso vuole che lui, proprio come Yousef, il personaggio del suo film, ne risenta degli effetti.
Un tema quindi molto attuale quello del suo film, un tema diverso da quelli generalmente trattati dal cinema italiano. "Tarantino ha dichiarato che il cinema italiano è morto," dichiara Viviana, "ma non è vero, e questo, il diciasettesimo anno del NICE ce lo dimostra. Ci sono tanti film, tanti giovani registi che nonostante i molti ostacoli riescono a fare un cinema nuovo, diverso, innovativo e semplicemente unico."

www.nicefestival.org