Cinema

Che musica tra madre e figlio

di Samira Laglib

Ha preso il via questa settimana la settima edizione del NICE (New Italian Cinema Event),rassegna cinematografica che presenta quasi in concomitanza sia a New York che a San Francisco opere prime o seconde di registi Italiani. Alla prima serata sono intervenuti Viviana del Bianco, organizzatrice della manifestazione e del nuovo direttore dell'Istituto Italiano di Cultura...
Le "danze" aperte forse non a caso dal film di Claudio Antonini "Liscio"(the ball) sugli schermi del Tribeca Cinema hanno visto e soprattutto ascoltato una splendida Laura Morante che per la prima volta si sdoppia nel ruolo di attrice e di cantante. "Per lei era un salto nel buio", risponde il regista durante il Q&A al termine della proiezione: "Non aveva mai cantato usando la sua vera voce". Una sfida riuscita, cosi come il suo personaggio, una mamma single che davanti al ruolo di madre pone l'egoistica ricerca di una soddisfazione personale, in questo caso, l'affermazione come cantante. Tra gli obiettivi che ha inseguito Antonini, vi era, come lui stesso ha tenuto a precisare, la realizzazione di un film che scorre sulle note di una musica a volte gioiosa a volte amara mentre narra i dispiaceri che anche un ragazzino di undici anni può avere. "Cinquanta anni fa una mamma che non mette il figlio al primo posto sarebbe stata emerginata e si sarebbe parlato di tragedia. Ma oggi dobbiamo ricordarci che, nonostante l'elevato numero di divorzi, i bambini soffrono ancora della mancanza di una famiglia con un padre e una madre che scelgono di adempiere, giorno dopo giorno il loro ruolo di genitori".
Le musiche, sottili, discrete, ma presenti durante tutto l'arco del film, sono quelle di tre jazzisti Italiani che stanno riscuotendo buon successo anche all'estero: Gianluigi Trovesi, Gianni Coscia e Riccardo Tersi. La loro melodia si riassume in una frase: "L'importante è che sia una musica onesta".
Dopo la proiezione, tutti gli spettatori erano attesi al party che proseguiva la serata e noi, tra un presente e l'altro che si soffermava a congratularsi con il regista, siamo riusciti a ritagliarci un angolino di attenzione per scambiare festosamente due chiacchiere. Inevitabile riferire i complimenti, dopo che alla regia, alla scelta della protagonista, Laura Morante, molto amata in Italia e, stando alle reazioni e al susseguirsi di domande su di lei, anche all'estero. Allora Antonini ci rivela un segreto: "Oltre a essere un'ottima attrice e cantante come abbiamo appena visto, è anche una grande sceneggiatrice. Infatti, ha sempre collaborato alla sceneggiatura di tutti i suoi film, in particolare a questo. Si è subito inamorata del personaggio che inizialmente, se vogliamo dirla tutta, non era cosi. Io cercavo una donna molto più smaliziata e padrona del palcoscenico, anche un tantino più discinta. E' stata lei poi che ha preferito addolcirne i tratti nonostante, in alcune scene, lo spinge al limite dell'immaturità mettendo addirittura il figlio in competizione con i suoi amanti occasionali. Abbiamo quindi lavorato insieme alla sceneggiatura passo dopo passo ma non ha voluto poi essere inserita tra gli sceneggiatori. Se ne è pentita in un secondo momento ma a quel punto è arrivato da me un sonoro:Eh,no!"
E il bambino? Gli chiediamo. Un sorprendente Umberto Morelli che comunica attraverso gli sguardi, attraverso il corpo, una maturità che disorienta. E' così anche nella vita reale? "Si, allora era poco più di un bambino e sembrava un ragazzo, ora è un ragazzo e diresti che è un adulto" Ma è felice? Mi viene istintivo ribattere. "No, come tutti gli adolescenti d'altra parte" risponde il regista.
Il film, che ruota, ora lo possiamo dire con certezza, tutto sul questo ruolo inverso tra madre e figlio, si costruisce inquadratura dopo inquadratura lasciando allo spettatore briciole di pane disseminate sin dall'inizio per capire che è nella sfida con se stessi e non nella perfezione dei punti di partenza che si diventa persone migliori. Come nella tenerezza di Raul che tiene al riparo sua madre dal dolore del lutto, come un "ti voglio bene" detto al momento giusto e non solo perché ce lo aspettiamo.
"E' rimasto un finale aperto", ci saluta Antonini, "perché se c'è una cosa che si può dire è che la mamma capisce qualcosa del figlio e il figlio della madre. L'amore di una madre è e resta comunque qualcosa di indistruttibile. Se c'è un messaggio è che ognuno deve fare la propria vita, perché, qualunque cosa sia, se si lotta per ottenerla si diventa una persona migliore. La musica è un'altra cosa, quella è veramente molto più semplice dei sentimenti".
"Liscio"  si potrà vedere anche  oggi, domenica 11 novembre, alle 7 pm al Tribeca Cinemas (54 Varick St., tel. 212  941 2001). Per l'orario e i giorni di programmazione degli altri  film del Nice www.tribecacinemas.com e www.nicefestival.org.