Italiani in America

Dal Texas, un cardinale per Benedetto XVI

di Generoso D'Agnese

58 anni e un futuro prossimo da cardinale. E' un successo colorato di tricolore quello che porta il nome di Daniel N.Di Nardo tra i massimi "principi" della chiesa,  ma porta in sé anche la stella solitaria del Texas, stato nel quale il prelato ha officiato in questi ultimi anni. A Galveston e Houston, nomi affascinanti della frontiera americana, Daniele Di Nardo è arrivato nel 2004, ultima tappa di un percorso ecclesiastico iniziato a Pittsburgh in Pennsylvania e passato attraverso vari incarichi oscillanti tra gli Stati Uniti e l'Italia. Ora siederà tra i vertici della Chiesa cattolica e il prossimo 24 novembre, in Vaticano, indossando la berretta rossa che verrà imposta da Papa Benedetto XVI. E trasformando Houston in una sede cardinalizia.
Daniel Di Nardo è nato in una città che vanta altri famosi Natali. Steubenville, Ohio, infatti ha visto nascere anche Dean Martini ed entrambi vantano un'ascendenza abruzzese.  Papà Nicholas era partito da Lanciano, antico centro della terra frentana e sede del "Miracolo eucaristico" (una delle testimonianze più particolari della storia della chiesa cattolica) e sposatosi con Jane Green divenne padre di Mary Anne,Margaret, di Thomas di Daniel e di Margaret (gemella di Daniel). Il neocardinale nacque il 23 maggio del 1949 e subito dopo seguì la famiglia  nel trasferimento a Pittsburgh. Diplomatosi nella scuola Sant'Anna di Castle Shannon nel 1963, scelse di seguire la propria vocazione nella "Bishop Latin School", una scuola gestita da gesuiti nella città di Pittsburgh. Entrato nel seminario di St. Paul della Duquesne University nel 1969 vinse una borsa di studio per i corsi di Filosofia presso l'Università cattolica americana, laureandosi in seguito proprio in questa materia. Proseguì i suoi studi teologici nel collegio Nordamericano di Roma e si laureò successivamente nell'Università Gregoriana.
"Non mi meraviglierei se un giorno diventasse il primo papa americano" - ha commentato il presidente del Comites di Houston, prof. Nicola Perone, attivissimo organizzatore della vita sociale italiana e conterraneo del neo cardinale, sottolineando la grande energia spirituale del prelato.
"Dialogando con lui, la prima impressione che si riceve è quella di un religioso umile, incurante del prestigio che gli deriva dalla sua carica, dinamico ed entusiasta della sua terra d'origine."
Daniel Di Nardo è stato ordinato sacerdote il 16 luglio del 1977 e la sua prima diocesi risponde al nome di chiesa di S.Pio a Pittsburgh, chiesa nella quale assunse il ruolo di parroco vicario. Nel 1981 è stato nominato assistente cancelliere della Diocesi di Pittsburgh oltre che professore part-time del Seminario di St. Paul. Conobbe ufficialmente Roma e il Vaticano  nel 1984. Per sei anni ha infatti operato nella Congregazione per i vescovi, prima di tornare negli Stati Uniti.  Durante questi anni, Di Nardo ha avuto anche l'incarico di direttore di Villa Stritch, la casa dei preti diocesani americani a Roma.
La nomina  a vescovo è avvenuta nel 1997 a Sioux City nello Iowa. Nella città della tribù simbolo dei Nativi americani, il prelato di origini italiane ha operato con grande energia fino al 2004, anno in cui gli è stato chiesto di operare come coadiutore nella diocesi di Galveston-Houston, un'area che conta 1 milione e mezzo di cattolici, grazie alla massiccia immigrazione degli ultimi dieci anni.
La nomina di Segretario assistente per l'Educazione nella diocesi di Pittsburgh è arrivata nel 1991, consentendo all'italo-americano di svolgere anche il ruolo di Co-amministratore della chiesa della Madonna del Castello a Swissvale.
Divenuto nel 1994, pastore dlla chiesa di San Paolo e San Giovanni di Franklin Park e Marhalla Township (Pennsylvania) Daniel Di Nardo ha ricevuto successivamente la nomina di arcivescovo (2006) trascorrendo l'ultimo anno senza cambiare minimanente il proprio stile di vita, seppur circondato da un alone di sgomento generale per lo scandalo degli abusi sessuali.
"Sono sinceramente grato al Santo Padre - ha commentato il neocardinale - per la grande fiducia dimostrata nei miei confronti e spero di poter ricambiare questa fiducia. La nomina mi ha colto di sorpresa ma cercherò in ogni modo di dimostrare la mia lealtà, la mia obbedienze e la comunione totale nei confronti degli impegni che mi saranno affidati."