Pirandello con vip al Guggenheim

di Michele Ortanetti

La "One Night Only" dell'artista del video Francesco Vezzoli
irandello inghiottito nel vortice dello star system. E lo star system intrappolato e frullato nella spirale del Guggenheim Museum. È questa la miscela esplosiva che hanno potuto registrare e fissare per sempre gli occhi di una decina di telecamere. Tutte quelle volute e dirette là dall'artista del video Francesco Vezzoli per la sua One Night Only, primo tassello della biennale coprodotta da Performa e Gagosian Gallery. E' stato chiaro fin dall'inizio che quello tenutosi sabato 27 ottobre, fosse l'evento del momento sull'Isola. Le porte del museo si sono aperte solo alle 10 della sera. Ma già dalle 9 una folla vestitissima e ingioiellatissima si accalcava ai cordoni disposti sul marciapiedi, nella speranza di strappare un pass per la serata.
Ancora non era chiaro ma così pareva, avrebbe detto Pirandello: anche la ressa e la voglia disperata di entrare per assistere all'evento facevano già parte dello spettacolo. Una concitazione comprensibile e senz'altro prevista da Vezzoli. Anche perché non capita spesso di riuscire ad assistere, nell'ordine, a Abigail Breslin, Ellen Burstyn, Marcus Carl Franklin, Natalie Portman (baffi finti e vestito Prada), Peter Sarsgaard, David Strathairn, Elaine Stritch, Dianne Wiest. Tutti là, in cerchio, ad arrovellarsi sull'identità della signora Ponza. Personaggio eletto da Pirandello a emblema della sfuggevolezza della verità. Per tutti diversa, anche quella sera. E per tutti bellissima, visto che per l'occasione è stata Cate Blanchett a vestire i panni della Signora. Che poi si fa presto a dire panni. In realtà il costume della Blanchett, in pelle nera con veletta, crinoline e tulle, era a tutti gli effetti un inconfondibile pezzo unico, griffato John Galliano. Così vestita, lei è apparsa in cima alla spirale della galleria. E con un contorno di fulmini e lampi da teatro è scesa fino al centro del palco allestito nella rotonda. Lì ha declamato il suo I am whoever you believe to be. Are you happy now? Lasciando di stucco tutti i suoi colleghi, per copione, e ammutolito tutto il pubblico per l'entrata al limite dell'apparizione soprannaturale. A quel punto non c'era piú dubbio e anche le persone assiepate sul parapetto che si avvita lungo la galleria, si sono rese conto di essere state a suo modo incastrate in un'opera d'arte. Infatti durante tutta l'esecuzione, le telecamere apparentemente puntate sul cast stellare hanno frugato in lungo e in largo fra la platea e tutto il resto degli invitati. Che affacciati naso all'ingiú assistevano alla reading (nella versione adattata da Andrew Upton e Mara Chiaretti) occhieggiando qua e là nella speranza di scorgere Miuccia Prada con il marito Patrizio Bertelli seduti accanto a Uma Thurman. A sua volta vicina a Lou Reed, che era vicino a Laurie Anderson e Mary Kate Olsen. Con all'estrema destra Salman Rushdie che accompagnava una signorina perfettamente in linea con l'evento, bella molto e misteriosa altrettanto.
Unica icona in bella vista, Anita Ekberg, regina 76enne del cinema. Sottolineata senza pietà da una selva di fari, se ne è stata tutto il tempo adagiata su una bocca oversize rosso fuoco (il Mae West Sofa, di salvador Dalì). L'Iceberg, questo il nick che lei si porta dietro in America, ha assistito in silenzio alla performance standosene un gradino sopra tutti, sorseggiando acqua e sistemandosi continuamente una voluminosa chioma bionda, improbabile anche per una teenager.  Per Vezzoli usare la Ekberg è stato un po' come mettere la sua firma su una opera d'arte. O meglio su una messa in scena totale, fatta dallo spettacolo dello spettacolo, che ha utilizzato il premio Nobel Pirandello come vassoio d'argento su cui servire una selezione di celebrities molto conosciute a un pubblico di semisconosciuti. Per poi filmare tutto il gioco di sguardi incrociati e dita puntate, dall'inizio alla fine. Dove per inizio si intende l'attesa al freddo sul marciapiedi e per fine la fila al guardaroba.