Il Principe Totò alla NYU

di F. B.

La macchina da presa si alza lentamente sul volto di Antonio De Curtis, in arte Totò. Dolly morbidissimo, campo lungo, zero stacchi di montaggio. Ecco, quello che la Casa Italiana Zerilli-Marimò proietta dal 25 ottobre al 20 novembre - grazie anche alla coordinazione di Laura Caparrotti che con Kairos Italy Theater cura l'evento -  è un unico, vibrante piano sequenza. Se volete spiegare a un cinefilo di New York che cos'è il cinema italiano, consigliategli questa retrospettiva dedicata allo scugnizzo del rione Sanità, morto nel 1967, e presentata in concomitanza con 41mo Parallelo Film Festival.
Essere chiari senza risultare troppo espliciti era la grande arte di Totò, che in una celebre intervista dichiarò: "Sono ormai all'età in cui si tirano le somme, e io non ho fatto ancora nulla, sarei potuto diventare un grande attore, e invece su 100 e più film che ho girato, ne sono degni non più di cinque, ma anche fossi diventato un grande attore cosa sarebbe cambiato, noi attori siamo solo venditori di chiacchiere, un falegname vale certo più di noi, almeno il tavolino che fabbrica, resta nel tempo, dopo di lui, noi attori se abbiamo successo, duriamo massimo una generazione". E di generazioni ne sono passate dagli anni Quaranta!
La maratona in nome del grande attore, compositore e poeta italiano è partita giovedì 25 ottobre con I pompieri di Viggiù (1949), diretto da Mario Mattoli e L'imperatore di Capri, stessa annata, diretto da Luigi Comencini. Il primo film è stato anche citato in una scena di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. L'antico Cinema Paradiso, infatti, prende fuoco proprio mentre i personaggi principali stanno proiettando il film sulla piazza principale del paese.
Tra gli altri cult della filmografia di Totò, per celebrare il quaratennale della scomparsa, sarà possibile assistere a Siamo uomini o caporali? (1955), Un turco napoletano (1953) e Destinazione Piovarolo (1955).
Nell'ambito della kermesse in pieno stile revival, domani lunedì sarà la giornata di consacrazione più incisiva, con la visione di Un principe chiamato Totò, documentario scritto da Diana de Curtis (nipote dell'artista) e Barbara Calabresi per la regia di Fabrizio Berruti. Una chicca in cartellone fra gli eventi speciali della Festa del Cinema di Roma 2007. Nel film collidono ricordi, aneddoti e testimonianze (oltre alle sequenze celebri tratte dai suoi film) e materiale inedito messo a disposizione dalla famiglia. Alessandra Vitali (Repubblica), in un articolo pubblicato il 20 ottobre, ha messo in luce alcuni aspetti che, nel ritratto documentaristico, emergono con naturalezza: dalla paura di essere dimenticato dopo la morte all'ansia di riscatto dalle delusioni della gioventù. Il ricordo è, appunto, l'elemento chiave dell'operazione. Un principe chiamato Totò trova il suo incipit proprio nelle immagini del suo funerale, e quindi della bara che esce dalla Basilica del Carmine Maggiore a Napoli. Un ritratto del Totò privato, piu' umano che caratterista. "Gli spettatori scoprono gli aspetti segreti dell'uomo - hanno spiegato le autrici - e dell'artista immortale, è un'occasione unica per dare voce a lui e ascoltare le voci che hanno riempito la sua vita. Un atto d'amore verso Totò, i suoi amici, i suoi cari".  
In sala, tra letture di poesie ed esibizioni, sarà presente anche Fahrid Murray Abraham, attore premio Oscar per il film Amadeus di Milos Forman (ma era anche il trafficante di droga di Scarface) e noto in Italia per aver interpretato i ruoli dell'Innominato ne I Promessi Sposi di Salvatore Nocita e di Jacopo nel film Marco Polo. Quando il cinema è svelamento nel tempo...
Una curiosità: sul sito della Casa Italiana Zerilli-Marimò è possibile ascoltare un'intervista alla figlia dell'artista, Liliana de Curtis, che, in occasione della rassegna, ricorda la forza visionaria e umana del papà ("ha fatto dei film nonostante la cecità e nessuno se ne è accorto: questa è la mia vita, diceva, è così che voglio essere ricordato"), ringrazia New York per il suo entusiasmo e lancia un monito ai giovani: "Ascoltate i vostri genitori!".