Il chitarrista Marco Cappelli all'IIC di New York. Il mare nella canzone italiana

di Gianluca Taraborelli

Che ci fa un chitarrista di estrazione accademica, con un presente diviso tra la musica contemporanea e l'improvvisazione d'avanguardia alle prese con Paolo Conte, Fabrizio De Andrè e i maestri della canzone pop italiana? Tutta colpa della Settimana della Lingua italiana, quest'anno dedicata al tema del mare, da sempre uno degli argomenti più trasversali e cari ai musicisti di casa nostra. Marco Cappelli, chitarrista napoletano con base a New York, si presenta all'Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue mercoledì 24 ottobre con alle spalle una solida reputazione costruita passando con disinvoltura dall'esecuzione della scrittura musicale più rigorosa alla pratica dell'improvvisazione. Dopo gli studi accademici al Conservatorio di S. Cecilia di Roma e successivamente alla Musik Akademie di Basilea, Marco Cappelli ha collezionato un curriculum di grande rilievo collaborando con musicisti del calibro di Anthony Coleman, Michel Godard, Kato Hideki, Claudio Lugo, Junghae Lee, Butch Morris, Franco Piersanti, Jim Pugliese, Enrico Rava, Marc Ribot, Elliott Sharp, Giovanni Sollima, Giorgio Tedde, Bruno Tommaso, Cristina Zavalloni. In parallelo alla partecipazione a progetti di ambiente avanguardistico, Capelli ha proseguito con intensità anche l'attività concertistica, che lo ha visto regolarmente protagonista sia in stagioni concertistiche di musica classica (Teatro Massimo di Palermo, Associazione A. Scarlatti di Napoli, Ravenna Festival) e contemporanea (Festival Traiettorie di Parma, Cinque passi nel '900 al Teatro Lirico di Cagliari, Italian Academy at Columbia University New York) che da festival di jazz e di improvvisazione (Saalfelden Jazz Festival, Pomigliano Jazz, Grim di Marsiglia, Barnsdall Theatre di Los Angeles, Tonic di New York). Accanto a Cappelli sul palco dell'Istituto Italiano di Cultura troviamo il percussionista venezuelano Neil Ochoa (David Byrne, Ricky Martin, Los Amigo Invisibiles) il contrabbassista Tim Kiah (Sotto Voce, Debbie Harry, Lanny Kravitz) e la cantante e attrice Cristina Barzi.
Si parte con il mantra azzurro di Lucio Dalla "Come è profondo il Mare" poi Paolo Conte e la sua "Onda su Onda", dove i pregi della sezione ritmica cominciano ad affiorare sensibilmente. Tocca a Cristina Barzi donare un tocco di sensualità alla malinconica "Estate" di Bruno Martino, mentre la chitarra di Cappelli sembra cominciare a dare segni di prurito, trattenendo a fatica il desiderio di smontare e sezionare i pezzi nella chiave a lui più congeniale. Accade qualche minuto più tardi, nel mezzo di una versione divertita di "Legata ad un granello di sabbia", dove l'estro più free di Cappelli trasforma il finale della hit di Nico Fidenco in uno scontro di dissonanze e feedback. Restano ancora "La Canzone del Sole" (Lucio Battisti), "Il Pescatore"(Fabrizio de Andrè), "Il Mare" (Pino Daniele), il tradizionale "Michelemmà" (Anonimo Napoletano), "Il Marinaio" (Angelo Branduardi), ed una versione ipnotica de "La Città", adattamento di un testo di Claudio Angelini dedicato alla amata/odiata Napoli.
L'International Week della lingua italiana proseguirà lunedì 29 ottobre con la presentazione de "La Casta" il caso editoriale dell'estate con la partecipazione del co-autore Gian Antonio Stella e venerdì 2 novembre alle 18 con "The Sea of the Terze pagine" dibattito che vedrà la presenza di Gloria Satta (Il Messaggero), Luigi Saitta (TG1) e Riccardo Chiaberge (Il Sole 24 ore).
* Progetto Eusic