Libera

Meglio Rossi che Cordero

di Elisabetta De Dominis

Ma che bella notizia! Luca Cordero di Montezemolo aumenta la paga dei dipendenti della Fiat di ben 30 euro, come premio perché è passata da 427 milioni a 745 milioni di fatturato e per la prima volta nessuna attività del gruppo è in rosso. Ma non si vergogna? Trenta miseri euro in più il mese, un'elemosina da parte di uno che guadagna 7 milioni e mezzo di euro l'anno! Uno che, oltre ad essere presidente di Confindustria e Fiat, detiene la maggioranza della Charme, che annovera tra i suoi marchi Frau, Cassina, Cappellini, Thonet, Ballantyne, Grifram, Nemo... La Charme è una finanziaria che fattura 238 milioni di euro ed ha sede - chissà perchè - in Lussemburgo.
Probabilmente è stato ispirato dal gesto dell'imprenditore Enzo Rossi di Campofilone (che non fa parte del cognome...), il quale però ha aumentato la paga ai suoi dipendenti di ben 200 euro netti a fronte di un fatturato di un milione e mezzo di euro, raggiunto da un paio d'anni facendo pasta all'uovo dal 1997. Ma no, non pensiamo male: Montezemolo non lo sapeva di certo di essere stato preceduto nel gesto dal signor Rossi molto più povero ma generoso di lui. Preso com'è da tutte quelle aziende che segue volando di qua e di là,  non ha certo tempo di leggere fatti di cronaca che non lo riguardano...
Invece dovrebbe riguardargli come vive l'operaio italiano che non arriva alla fine del mese e può a malapena comprarsi a rate una utilitaria Fiat, permettendogli di acquisire i marchi di lusso sopracitati e di fare la bella vita. C'è troppa sperequazione della ricchezza nella nostra società e siamo arrivati al punto che i ricchi si sentono intelligenti e disprezzano i poveri che considerano stupidi. Intelligenti, perché hanno aumentato i prezzi dei prodotti e dei servizi in maniera fraudolenta. Tutto costa troppo rispetto alle paghe di chi fa un lavoro dipendente che sono rimaste pressoché inalterate dall'introduzione dell'euro, senza parlare del precariato. E' di questi giorni la notizia che pane e dolci sono rincarati anche del 40 per cento a fronte di un basso costo della materia prima, per non parlare di frutta e verdura i cui prezzi sono in mano alla grande distribuzione la quale affama i piccoli produttori. I liberi professionisti ma pure gli artigiani fanno le parcelle a loro discrezione, salvo poi farti lo sconto se gli paghi in nero tutto o quasi, e l'elenco sarebbe lungo.
Tutti si sentono "fighi" perchè frodano il fisco per comprarsi lo yacht, ecc. e sfruttano i dipendenti corrispondendogli paghe da fame, mentre le loro mogli trattano i domestici come servi della gleba. Siamo nell'epoca del disprezzo sociale verso chi non ha titolo - leggi: fatturato adeguato - per appartenere alla Casta dei Potenti, che non è solo quella politica che esercita il potere, ma soprattutto quella imprenditoriale e professionale che il potere se lo compra, come insegnano Berlusconi e Montezemolo. Di fronte a tale becera ostentazione di superiorità sociale mi si rivoltano le budella e mi sento comunista, anzi mi sento pronta a fare una rivoluzione. E davvero, se non si faranno dei forti cambiamenti nelle politiche sociali, se non ci sarà una nuova ridistribuzione della ricchezza e un sistema tributario più semplice ed equo, nuove rivoluzioni potrebbero sorgere dal basso.
Come ha rilevato il signor Rossi: "Stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte e i mezzadri dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro e allora bisogna rimediare. Per un mese ho provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo venti giorni ho finito i soldi. Un anno intero senza soldi per 120 giorni non è solo povertà, è disperazione. E mi sono vergognato, perché non sono riuscito a fare nemmeno per un mese la vita che le mie operaie sono costrette a fare da sempre. E' giusto dunque togliere ai ricchi per dare ai poveri. Non sono marxista, ma un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno nemmeno fare l'opposizione". Ma, signor Rossi, quelli non vogliono stare all'opposizione: vogliono il potere, costi quel che costi. Si mormora che il Cavaliere abbia esteso la campagna acquisti anche presso i senatori della minoranza italiana all'estero.