Che si dice in Italia

L’inedito di Liala

di Gabriella Patti

Qualcuno di voi è sufficientemente adulto, per non dire anziano, da ricordarsi i romanzi di Liala? Erano quei libri che, dagli inizi a metà del Novecento, si chiamavano "rosa", perché parlavano soprattutto di amori romantici con piloti e avventuieri ed erano indirizzati soprattutto alle donne. Liala, nome d'arte di Amalia Liana Negretti Odescalchi, una raffinata e discerta signora morta nel 1995 all'età di 98 anni, era la maestra dei sentimenti che, come diceva, "non passano mai". I critici snob storcevano il naso e sorridevano non considerando i suoi romanzi delle vere opere letterarie. Ma Liala ebbe l'indubbio merito di portare in libreria tante donne che, altrimenti, non ci avrebbero mai messo piede. Un'epoca finita, si dirà. Vero. Ma, all'improvviso, ecco una notizia.
Negli scaffali arriva un libro inedito della scrittrice. Era inedito anche perché la scrittrice non aveva fatto in tempo a finirlo. Ci ha pensato Mariù Safier, giornalista televisiva, una signora a sua volta tranquilla ed elegante come Liala. Il libro si intitola Con Beryl, perdutamente (edizioni Sonzogno). Parla, nemmeno a dirlo, del pilot Beryl, altro aviatore nella vita di Liala come l'adorato Vittorio Centurione Scotto scomparso tragicamente nel 1926. Nel 1976 Liala l'aveva lasciato incompiuto in un cassetto. "E' stata sua figlia Primavera a contattarmi e a chiedermi di completarlo" racconta Mariù Safier. Cogliendo i tempi cambiati, Liala aveva immaginato che Beryl fosse un aviatore nero che si innamora di una bionda diciottenne. Il finale se lo è inventato la Safier. Che non lo racconta ma avverte: "L'happy end non è scontato". Quasi quasi mi ha incuriosito.
RAPPORTI ITALIA-USA non proprio tranquilli di questi tempi. Irrita la sentenza, peraltro interamente italiana, che blocca definitivamente la possibilità di processare il soldato americano Mario Lozano. Evita l'aula del tribunale il militare che uccise il poliziotto italiano Mario Calipari crivellando la vettura che stava portando verso la salvezza la giornalista Giuliana Sgrena, rapita in Iraq. Ma ci sono altri contenziosi. E questi sono "a vantaggio" nostro. A ricordarcelo è il vulcanico critico Vittorio Sgarbi. La vicenda è quella delle opere d'arte "rubate" per la cui restituzione il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli è riuscito a ottenere l'impegno del Getty Museu. "Pochi credevano che si potesse avere soddisfazione in tempi così brevi" commenta Sgarbi. "La resa del Getty, dopo anni di arrogante indisponibilità, va considerata il maggior successo di Rutelli dal suo insediamento al ministero".
CHE COSA E' SERVITO l'indulto se fra un anno le carceri saranno di nuovo piene come prima del provvedimento di clemenza? Ce lo chiediamo in tanti, a ogni notizia che riferisce di atti criminosi compiuti da delinquenti appena rimessi in libertà. E se lo chiede anche uno che se ne intende, l'attuale parlamentare ed ex Procuratore di Milano Gerardo D'Ambrosio. A questi ritmi tra qualche mese la popolazione carceraria supererà di nuovo la soglia delle 60mila unità, come prima dell'indulto. E, nel frattempo, nulla di ciò che era stato promesso è stato fatto. Per l'edilizia carceraria sono state stanziate somme ridicole. E non è stato approvato nemmeno il disegno di legge che impedirebbe il carcere, a spese del contribuente, di ben 12mila extracomunitari che non hanno consumato delitti ma sono soltanto rei di lavorare in nero e non avere rispettato i provvedimenti di espulsione.