Interviste

Perché si diventa grillini a NY

di Gianluca Taraborelli

Lunedì 8 ottobre. 11 del mattino. Mentre il carrozzone della Columbus Parade attraversa il cuore di Manhattan risalendo la Fifth Avenue, un pugno di manifestanti all'altezza della 53ma  si prepara a portare a compimento l'operazione "Quarta caravella"

Ad attendere il ministro della Giustizia Mastella, unico rappresentante del governo italiano presente alla parata, c'è un gruppo appartenente al Meet Up newyorchese di Beppe Grillo. Il ministro viene contestato vivacemente ed invitato a dimettersi al grido di "De Magistris, De Magistris", il nome del magistrato della Procura di Catanzaro di cui Mastella ha recentemente chiesto il trasferimento. Il resto è cronaca, potere di Youtube e del fattore V che non sembra volersi staccare dalle prime pagine dei giornali, in questa che probabilmente passerà alla storia come la più piccola e rumorosa contestazione nei confronti del ministro della Giustizia. Dove sarà in grado di arrivare l'onda lunga del V-Day e del movimento che fa riferimento al blog del comico genovese? Quali invece i punti deboli? Risponde Nicola Pierobon, 32 anni, padovano, laureato in Biologia con alle spalle un dottorato alla UMDNJ e membro attivo del Beppe Grillo Meet Up di New York.

Che scopi vi eravate proposti di raggiungere con l'"Operazione Quarta Caravella"?

"L'obiettivo era solo quello di manifestare il nostro dissenso nei confronti del ministro Mastella ed in particolare la sua recente scelta chiedere il trasferimento del Pm De Magistris dalla Procura di Catanzaro. Certo non ci aspettavamo di finire sulle pagine dei giornali di mezzo mondo. In fondo ci ha pensato il ministro a dare lo spunto per la notizia".

Mastella lamenta di aver dato la sua disponibilità per un incontro che poi voi avreste rifiutato.

"In realtà le cose sono andate diversamente. Circa un mese fa Fiorenzo, l'organizer del nostro gruppo aveva inviato una mail al vice-console chiedendo un coinvolgimento del nostro gruppo all'interno degli appuntamenti istituzionali di settembre e ottobre come la visita di D'Alema e Prodi alle Nazioni Unite o appunto il Columbus Day. Nessuno ha mai chiesto in maniera specifica un incontro con il ministro Mastella. Successivamente il consolato ci ha contattato facendoci sapere che il ministro sarebbe stato probabilmente disponibile nella mattinata di martedì. Purtroppo noi tutti lavoriamo e non è stato possibile combinare l'incontro".

Che cos'è un Meet Up, come funziona il meccanismo dei Network ed in che modo i gruppi interagiscono tra di loro?

"Il ‘Meet Up' non è nient'altro che un sito che consente facilmente a chiunque di mettere in piedi una comunità virtuale in pochi passi. Non è una cosa inventata da Beppe Grillo, ce ne sono a centinaia e di ogni tipo sparse in ogni parte del modo. Dagli appassionati di giardinaggio a quelli che si interessano di politica, società e ambiente come i gruppi che fanno riferimento al blog di Beppe Grillo. Il nostro Meet Up è stato aperto circa due anni fa da Fiorenzo; all'epoca c'erano più o meno cinque membri. Ora, dopo l'impennata che ha preceduto il V-day siamo in 250, ma i membri attivi sono circa una ventina. Molti si iscrivono e partecipano direttamente dall'Italia, altri vanno e vengono o magari si trovano solamente di passaggio negli States.

La situazione del nostro Meet Up è ancora più anomala; non trovandoci in Italia, molte delle attività più comuni tra i gruppi ci sono in qualche modo precluse. In generale ci interessiamo e discutiamo principalmente dei fatti di casa nostra. Gli incontri sono a cadenza mensile, di solito ci troviamo in un bar o casa di qualcuno ed anche se spesso finiamo col parlare di argomenti che hanno a che fare con i temi del blog, la discussione è totalmente libera. Non c'è nessun tipo di ordine del giorno imposto dall'alto".

Come è composto il Meet Up di New York? Che tipo di persone ti capita di incontrare?

"Tutto, letteralmente di tutto. Ci sono fotografi, ricercatori, architetti, studenti, generalmente gente che sta qui per necessità, moltissimi sono stati costretti a lasciare l'Italia per poter avere una vita dignitosa e poter lavorare nel settore in cui si sono specializzati. La cosa che ci accomuna è il disgusto per la situazione stagnante italiana e per l'arroganza della classe politica, ma più in generale è tutta gente che ama leggere e tenersi informata".

In Italia una grossa parte dei media e dell'opinione pubblica ha bollato l'iniziativa del V-day come populista e demagogica ed ora sono in molti ad interrogarsi sul futuro di questo movimento. Non credi che il successo della giornata dell'8 settembre sia arrivato in parte cavalcando l'insoddisfazione popolare? Sembra di rivivere il primo periodo della Lega Nord ai tempi di Tangentopoli...

"Mi sembra davvero ridicolo, come al solito si finisce col parlare del contorno, delle battute contro Prodi e la classe politica, quando invece sul palco a Bologna l'8 settembre sono state presentate delle proposte molto chiare, in molti sono intervenuti ed hanno dato il loro contributo, penso ad alcuni giornalisti, ai ragazzi di Locri, a Massimo Fini che ha fatto un intervento preziosissimo contro la democrazia rappresentativa. Ci sono delle proposte di legge, tre, molto chiare molto ben definite, sulle quali, non c'è accordo completo, nemmeno all'interno dei Meet Up, ma che sicuramente rappresentano un miglioramento della situazione attuale. Non esiste nessuna organizzazione a base nazionale, ogni gruppo si muove e decide per conto proprio, salvo poi utilizzare il network per scambiarsi informazione o aiutarsi a vicenda. Ti porto l'esperienza del Meet Up di New York, all'interno del quale io sono semplicemente un membro molto attivo a cui piace documentarsi ed approfondire. Tra di noi discutiamo di frequente e non sempre ci troviamo d'accordo su tutte le questioni".

In che direzione avete pensate di muovervi in futuro, c'è qualche iniziativa legata agli Stati Uniti che avete intenzione di seguire da vicino?

"Stiamo raccogliendo le firme per la Class Action, una vera Class Action. Quella  proposta dal ministro Bersani non è che una Class Action imbavagliata, ed anche qui negli Stati Uniti l'amministrazione Bush sembra gradualmente intenzionata a limitarne il potere

Un altro argomento molto dibattuto è quello della sovranità monetaria. Fin da piccolo mi sono sempre chiesto da dove derivasse il debito pubblico. Con gli anni ho scoperto che tutto è in mano ai banchieri e alle banche private che di fatto tengono in pugno gli stati nazionali. Per questo verso la metà di novembre andremo a visitare la città di Itaca nello stato di New York, dove da 20 anni parallelamente al dollaro utilizzano l' "Hour", una sorta di moneta complementare valida a tutti gli effetti all'interno della comunità di Itaca. La finalità è mantenere l'economia a livello locale, incrementare lo scambio e di far rimanere il denaro all'interno della comunità. Un'esperienza da poco intrapresa a Napoli con il fenomeno degli Scec e in arrivo anche a Vicenza".

Che rapporto avete con gli Stati Uniti e con gli italo americani? Avete rapporti o siete a conoscenza dell'attività dei deputati e dei senatori italiani eletti nei collegi del Nord America?

"Zero assoluto, io personalmente non so nemmeno chi siano. L'America è un paese molto vasto e sebbene io possa solo portare come esempio la mia esperienza qui nel nord-est del paese, la gente sembra molto meno informata ed interessata a quello che accade al di fuori del proprio orticello. Durante il nostro V-Day a Union Square, molti leggendo i volantini informativi sgranavano gli occhi per l'incredulità; l'Italia come al solito viene vista come il Belpaese, pochi sembrano avere realmente idea di quello che accade tutti i giorni in parlamento e nelle nostre città".

Dopo la forte esposizione mediatica e la proposta delle liste civiche sostenute da Grillo,  che strada pensi prenderanno i Meet Up?

"Per quanto riguarda il futuro dei Meet Up, questo è certamente un momento molto delicato, soprattutto dopo la proposta delle creazione delle liste civiche lanciata da Beppe Grillo. Non penso che tutti quelli che fanno parte dei MeetUp vogliano scendere in campo, anzi molti come me, vogliono semplicemente continuare ad informarsi cercando di sensibilizzare più cittadini possibile. Non è tanto poi l'interesse per le persone ed i singoli, è il sistema della democrazia rappresentativa che non funziona più. Se cambiamo le persone ma il metodo resta lo stesso, non c'è prospettiva, per questo continuiamo ad insistere su un modello di democrazia diretta a forte impronta locale".