Attualità

La corsa americana per il Pd

di Gina Di Meo

E' giunta l'ora del Partito Democratico della Sinistra. Oggi, nel giorno delle primarie, si tirano le somme su chi sarà alla guida del nuovo partito, attraverso l'elezione dei membri dell'assemblea costituente e del segretario nazionale.

Sarà una votazione anche da grandi numeri, 35mila candidati tra nazionali e regionali distribuiti su 1.888 liste nazionali alle quali si aggiungono le 1.656 regionali. 187 i candidati all'estero distribuiti in dodici liste e suddivisi nelle quattro grandi circoscrizioni, Usa, America centrale e del sud, Europa, Africa-Asia-Oceania. 70mila i volontari coinvolti, tra scrutatori e rappresentanti di lista per un totale di oltre 11mila seggi, 1500 in più rispetto alle primarie dell'Unione, distribuiti in circa 7mila comuni. Si vota nella sola giornata di oggi fino alle 8pm e ci saranno due schede, quella azzurra elegge il segretario nazionale e i 2.400 membri dell'assemblea costituente nazionale del Pd, quella grigia i venti segretari regionali e le rispettive assemblee. Le liste sono bloccate e l'elettore dovrà solo fare una X su quella prescelta: non dovrà cioè scrivere né nomi né altro. Lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura dei seggi.

Per quanto riguarda le circoscrizioni estero, le operazioni di voto hanno del "rivoluzionario", perché per la prima volta sarà possibile votare tramite computer, e gli orari di voto rispetteranno i fusi orari. Gli elettori potranno votare collegandosi al sito www.partitodemocratico.it e dopo aver introdotto il pin segreto che gli è stato inviato dopo la registrazione (i cui termini scadevano lo scorso giovedì, ndr), avrà a disposizione una scheda elettronica su cui poter votare. L'operazione di voto potrà cominciare e concludersi solo con telefonate di conferma. I primi a votare saranno gli italiani che vivono in Asia, Cina, Giappone; gli ultimi voti, tre le due e le quattro del mattino dopo, arriveranno da New York e San Francisco. Sono 69 i posti nell'assemblea costituente per i delegati stranieri. Oltre al voto via internet, sono stati allestiti anche 200 seggi per il voto tradizionale. Il bacino potenziale di elettori si aggira intorno ai ventimila.

L'assemblea costituente avrà nove candidati per il nord America, scelti dalle quattro liste: Democratici nel mondo per Veltroni; L'altra Italia con Veltroni; I Democratici per Enrico Letta; Con Rosy Bindi democratici, davvero.

Abbiamo avuto modo si sentire alcuni candidati delle diverse liste che ci hanno manifestato le loro aspettative, il perché hanno scelto un candidato piuttosto che un altro, ma anche dubbi sul funzionamento del voto all'estero.

Prima di dare voce a loro, è giusto spezzare una lancia a favore della tipologia dei candidati all'estero. Almeno per quando riguarda il nord America, la cui componente è costituita da professori, ricercatori, studenti universitari, professionisti in diversi campi. Probabilmente, per la prima volta, viene rappresentata sia la vecchia che la nuova immigrazione.

Mario Marra, lista "Con Rosy Bindi democratici, davvero" ci ha detto che ha scelto la Bindy perché in lei ha trovato la trasparenza che manca in altri. «Basta guardare la nostra lista - continua - non ci è stata imposta da nessuno, l'abbiamo messa insieme all'ultimo minuto fra Stati Uniti e Canada e abbiamo preferito non includere Messico e America Centrale. Un altro motivo per cui ho scelto questa lista è la libertà, come dice Rosy Bindi, "il nuovo ma non solo a parole. Il PD dovrà essere aperto a tutti quelli che si riconoscono  nell'unire le culture politiche della liberaldemocrazia"».  Marra, poi, esprime qualche dubbio sulle modalità di voto. «La novità di queste elezioni - dice- è il voto online e non è certamente dei più efficienti, per me non rispecchia libertà, democrazia o quant'altro. Fortunatamente si è deciso di avere dei seggi sul posto».

Per Emilia Vitale "Democratici nel mondo per Veltroni", il 14 ottobre è una giornata decisiva perché «potrà fare del Partito Democratico la forza capace di ridare autorevolezza alla politica italiana. Sarà una giornata straordinaria per la democrazia del nostro Paese. Per la prima volta nella storia, la fondazione di un nuovo partito sarà affidata in prima persona ai cittadini. Le nostre liste, sono due per dare spazio alle numerose richieste di candidatura per l'Assemblea Costituente, sono state stilate includendo rappresentanti della comunità ed eletti come Marina Piazzi, attualmente Consigliere per il Messico, l'America Centrale ed i Caraibi nel Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (Cgie), Renato Turano e Gino Bucchino rispettivamente al Senato e alla Camera eletti nelle liste dell'Unione per Prodi nella Circoscrizione America Settentrionale e Centrale nel Nord America. Professionalità, quindi, che ben conoscono la realtà degli italiani all'estero. Ma ci sono anche nuove professionalità, come scienziati, filosofi, che credono nella grande forza del Pd e nella scommessa che si ripropone di creare opportunità, valorizzare i talenti, e consentire a ciascuno di scommettere sulle proprie capacità. Walter Veltroni rappresenta il candidato migliore perché ha una esperienza acquisita in tanti anni di militanza ma allo stesso tempo ha una visione aperta e moderna di un partito che unisce e non separa le diverse culture che esistono nel nostro Paese». Per la Vitale un altro valore aggiunto è rappresentato dalla possibilità di votare a 16 anni e dalla grande percentuale di donne presenti.

Anche per Daniela Pistillo, della stessa lista Veltroni «rappresenta il trait d'union ideale tra l'esperienza di partito così come l'abbiamo conosciuta ed il nuovo soggetto politico che stiamo realizzando tutti insieme. È stato, inoltre, il primo a concepire e proporre la fondazione di un nuovo partito capace di fondere l'eredità della sinistra con l'esperienza del cattolicesimo democratico».

Graziella Bivona, della lista "L'altra Italia con Veltroni", ci ha dichiarato: "Sostengo Veltroni perché è il politico che risponde alla logica degli interessi aperti e trasversali all'interno del Partito Democratico. Ha  già dimostrato di esserne capace come sindaco di Roma. Personalmente ho grande stima per Walter Veltroni, uomo onesto e coraggioso. Sono convinta che può mettere insieme le diverse anime politiche della coalizione di centro-sinistra".

Bivona ha poi aggiunto: "Ho sempre seguito la politica in modo appassionato, talvolta con qualche delusione, ma penso che il Partito democratico rappresenti una possibilità di cambiamento. La partecipazione di noi italiani all'estero è una grande opportunità sopratutto perché oltre a scegliere il segretario del PD, abbiamo la possibilità di scegliere l'assemblea costituente del nuovo partito. Fatto unico nella storia italiana.  Ognuno dovrebbe trovarsi bene all'interno del nuovo PD perché sono convinta che sarà un partito aperto all'impegno di tanti cittadini dove ognuno potrà esprimere liberamente la propria personalità, la propria storia e sentirsi veramente se stesso in un luogo libero".

 Per quanto riguarda l'organizzazione dei seggi, Bivona appare preoccupata:  "Scarsi i tempi tecnici di organizzazione Qui la gente si sta dando da fare con benemerita passione politica ,ma in circostanze di forte disagio. speriamo bene".

Chiudiamo la nostra carrellata con Gianluca Galletto, candidato nella lista "I democratici per Enrico Letta", al quale abbiamo chiesto, tra le altre cose, perché si è optato per il meccanismo delle liste bloccate, ossia l'elettore non può cambiare l'ordine dei candidati, che vengono eletti secondo la graduatoria stabilita dal partito. «Si è deciso di bloccare le liste - spiega - per evitare di dare più preferenze a candidati che sono già forti sul territorio e ridurre, quindi, lo svantaggio che eventualmente avrebbero candidati poco conosciuti».

Ed in merito alla scelta di Enrico Letta: «Ho deciso di sostenere la candidatura di Enrico Letta perché è un candidato giovane, di alto profilo, che più di tutti garantisce rinnovamento e apertura verso l'esterno del PD. Questo partito può avere successo solo se coinvolgerà quelle tante persone esterne al sistema dei partiti tradizionali che ogni giorno s'indignano per la corruzione, partecipano ad associazioni di volontariato, ambientaliste, raccolgono la cartaccia, credono nel senso civico. Deve dar voce e spazio agli italiani, in Italia e all'estero, desiderosi di sbloccare un paese in mezzo al guado, determinati a rilanciarlo con energia e idee adeguate ai tempi. La nostra lista, come la gran parte delle liste di Letta, è fatta di candidati con questo profilo: giovani, qualificati, motivati. Letta mi ha convinto quando ha parlato di "guerra santa alla cooptazione", l'altra faccia dell'assenza di meritocrazia, la madre di tutti i mali italiani. Meritocrazia in economia vuol dire più mercato e lui è l'unico candidato con una chiara cultura riformista di mercato. Ma il mercato ha bisogno di regole certe, valide per tutti, senza le quali ci sono i conflitti di interesse e le rendite corporative di un paese dove chi è dentro un enclave protetto gode di benefici vari e chi è fuori sta male». Anche Galletto ha espresso perplessità per il voto online. «Sta funzionando malissimo - ha commentato - e questo va soprattutto a svantaggio della nostra lista, composta per lo più da giovani che usano internet».

A scanso di equivoci, non si sta già votando, quando si dice che sta funzionando malissimo, il riferimento è al meccanismo di registrazione che dovrebbe fornire all'elettore un pin per poi accedere al voto (chi scrive ad esempio ancora non ha ricevuto il codice per votare, ndr). E ovviamente le perplessità ci sono anche sulla sicurezza. Dall'Italia, l'organizzazione ha garantito che sono stati usati parametri di sicurezza simili all'home banking, eliminando al massimo i rischi, ma