Libri

Le scelte di Camilla

di Franco Borrelli

Ogni lettore può, nel nuovo romanzo di Nivessa Rovedo Hatskley, suggerire alla protagonista (in iUniverse) la strada da intraprendere

 

V icenda aperta ad ogni conclusione, letteralmente, quella della Camilla Delibris protagonista dell'ultimo romanzo di Nivessa Rovedo Hatsley. Non solo, e non tanto, perché, in fondo, ogni esistenza naturalmente è un mistero, poi perché, volutamente, l'autrice davvero lascia "aperta" la conclusione di questa sua storia. In un mondo "di piazza" come quello di internet, ognuno - considera la Rovedo Hatsley - può entrare, influire e quindi aver diritto anche a modificare le... vite altrui. Non è forse l'internet, in chiave super tecnologica, quello che una volta era il vicolo dove ogni comare riusciva a ficcare il naso nelle faccende degli altri? «The Lively Life of Camilla Delibris, the Librarian» (pp. 81, iUniverse, New York, 2007, $ 9.95) diventa così una sorta d'esercizio letterario non solo per la scrittrice ma per chiunque lo legga  (www.iuniverse.com), e che, per l'appunto, può poi "votare" per la soluzione che più dovesse sembrare appropriata per la protagonista.

Procediamo, per miglior chiarezza, con ordine, proprio seguendo la linearità delle considerazioni e della narrazione della Rovedo Hatsley. Camilla ha un suo innegabile background culturale di matrice mediterranea, è una dei nostri si potrebbe dire, e come tale ha molti dei nostri dubbi, delle nostre esitazioni, delle nostre attese. Il cognome suo è già tutto un programma, e aiuta a chiarirne meglio e subito l'anima: è una creatura letteraria, fatta di libri, educata da libri, innamorata di libri e il suo impiego quale bibliotecaria in un piccolo centro "upstate" Manhattan sembra la classica ciliegina sulla sua torta esistenziale, di donna e di professionista.

Il suo è tutto un confrontarsi poi, paziente e cosciente, con altre realtà culturali autoctone o arrivate lì prima nel tempo (soprattutto irlandesi), nella cittadina in cui ella ora si trova a vivere. I soliti incontri-scontri, asserizioni-innuendo che danno sale ai suoi giorni e l'animano ad affrontar le difficoltà quotidiane con ottimismo e con una sana dose d'umorismo.

Giovane, Camilla, lo è, intelligente pure e, s'intuisce, anche abbastanza avvenente per quanto riguarda il suo aspetto fisico. Upstate New York - dopo una parentesi della protagonista a Brooklyn e un flirt con Chris (erede di un famoso ristorante continuamente riempito di canzoni italiane oltre che di cibo peninsulare) - arriva anche il... destino, mediatore l'attraente Massimo, che la invita a seguirlo a Roma.

Il solito bivio: che fare?  Restare alla New Pastures Public Library con... William? Tornarsene a Brooklyn e mettere su casa con la vecchia ma ancora... ardente fiamma Chris? Seguire Massimo a Roma? Tre soluzioni, tre uomini, tre diversi modi di poter vivere poi il resto della vita. Ciascuno per sé definitivo, ciascuno escludente gli altri.

E' a questo punto che ogni lettore, a suo modo, può intervenire scrivendo il resto della vita di Camilla.

Storia tuttavia d'emigrazione, per concezione e resa, un narrare tranquillo e scevro di retorica questo della Nivedo Hatsley (friulana d'origine), in bilico tra realtà ora autobiografiche ora fantastiche, che intrattiene, diverte e si lascia leggere con buona partecipazione. Non resta però che un dovere, alla fine, per il lettore: suggerire a Camilla il da farsi; ma ciò comporta, d'altro canto, che ciascuno, per le conseguenze a venire, s'assuma ovviamente le sue buone... responsabilità.