Eventi

i-Italy La comunità su Internet

di Gina Di Meo

Dopo un lungo periodo di gestazione, quello che può essere considerato il figlio comune di italiani d'Italia e italiani americani ha emesso il suo primo vagito. Il sito  www.i-Italy.org , corredato da uno spazio dedicato alla community www.italy.us , è stato presentato il 2 ottobre nella sede della Graduate School of Journalism della Cuny. Si è trattato di  battesimo tenuto in un luogo non casuale e di  buon auspicio per la sua crescita.

Sì perché i-Italy può essere considerato a tutti gli effetti una testata giornalistica oltre che luogo di scambi comuni per tutti.  Gli editor di questa nuova impresa giornalistica sono Ottorino Cappelli, Fred Gardaphe, Stefano Giannuzzi, Letizia Airos Soria, Anthoy J. Tamburri, Stefano Vaccara, Robert Viscusi   Ma si può dire che sono tanti i padrini di questo figlio comune, tutti da sempre impegnati nel tentativo di bridge the gap che esiste tra tutti coloro che hanno a che fare con l'italianità.

A fare gli onori di casa è stato Anthony Arena, University Director of Communications and Marketing, che ha  auspicato un grande successo.

Anthony Julian Tamburri, Dean del Calandra Institute/Queens College, ha condotto la  serata dicendo all'inizio di aver sposato il progetto con anima e cuore. Così ha introdotto i diversi speakers e verso il termine della serata, ha posto il microfono a diverse persone che sono intervenute dal pubblico. La sala è rimasta gremita per più di due ore.

Nella sua presentazione di i-Italy, uscita il 2 ottobre in un supplemento diAmerica Oggi. Tamburri aveva scritto: «Dobbiamo essere sicuri che la nostra progenie abbia la consapevolezza della nostra cultura. Questo può avvenire attraverso docenti adeguatamente formati per trasmettere questo tipo di consapevolezza. Con la creazione di i-Italy, un network virtuale che connette l'Italia e l'Italian America, la diffusione di queste informazioni diventa più facile, basta un click».

Ecco il punto e la grandezza della rete, basta un click e ad ogni click i-Italy vuole offrire agli italiani in America e negli altri 4 continenti,  agli americani che amano il nostro paese un po' di Italia. Cosi come com'è oggi per recuperare loro quella voragine che si aperta negli anni 40 con il Fascismo.

Dall'Italia è arrivato Patrizio di Nicola, docente dell'Università di Roma La Sapienza e project director di Eusic (Empowerment of Us-Italy Community)  che con i suoi studenti  ha contribuito alla nascita del portale. «In tutti i progetti - ha commentato - vi è una piccola magia, ma se questa è la regola, bisogna dire che per tutti noi, mentre pensavamo Eusic, e ancor di più dopo, durante la sua realizzazione, avevamo una forte sensazione di avere tra le mani qualcosa di speciale. Eusic non è nato come un semplice corso di formazione nel chiuso di una facoltà universitaria. Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Fondo Sociale Europeo nell'ambito del programma ‘Interventi per la formazione degli italiani residenti in Paesi non appartenenti all'Unione Europea', il progetto è stato presentato dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma La Sapienza in collaborazione con partner italiani e americani con l'idea di rafforzare le collettività italiane e le loro relazioni con i sistemi produttivi locali, esteri e italiani».

La presentazione del portale vero e proprio è stata condotta da Ottorino Cappelli, docente universitario e project coordinator di  i-Italy-Eusic. Cappelli ha fatto osservare che: «La presenza Italiana Americana in rete può apparire desolante. Ci sono pochi giornali online che offrono accesso a forum di discussione e sono soprattutto in italiano. Questa situazione riflette un dato: 15 milioni di italiani americani non hanno un'identità propria, una comunità, una sorta di capitale sociale da spendere per raccontare le loro storie in rete, un luogo di incontro dove scambiarsi idee e opinioni. Con i-Italy noi vogliamo far sì che gli italiani americani fuori dal web si possano incontrare in una comunità sulla base di sentimenti condivisi».

i-Italy è strutturato in diverse partii che prevedono un magazine, una sezione dedicata a "speciali", un'area bloggers, un luogo per opinionisti. L'ultima parte quella dedicata alla comunità è probabilmente quella più nuova e in un certo senso rivoluzionaria.  Per un giornalismo nuovo che abbraccia anche  contributi degli  utenti della rete. "Citizen journalism" viene chiamato.

Chiunque si può aprire uno spazio, inserire testi scritti, immagini, video, audio. E chiunque può proporre alla redazione idee, contributi diretti o anche solo commentare (e per qualche settimana anche partecipare ad un concorso a premi, con la possibilità di vincere anche due biglietti per l'Italia offerti dall'Alitalia).

«Sin dal 1991, Tim Berners-Lee, padrino del world wide web, continua a dire - ha spiegato Letizia Airos Soria (Editor Oggi7 e Managing editor www.americaoggi..info)  -   che la sua creatura è molto più un'invenzione sociale, piuttosto che tecnologica. Dall'inizio è stata concepita come uno strumento per consentire alle persone di collaborare nella creazione e nello scambio di informazioni. Quindici anni dopo non deve sorprendere il fatto che uno dei campi più coinvolti da questo cambiamento sia il giornalismo. Il fenomeno si chiama "citizen journalism" e sta di volta in volta spiazzando i mezzi di comunicazione old style grazie ad una rete infinita di blogs e audio-video condivisi. Ciò che ci prefiggiamo di fare con i-Italy è di convertire il potenziale sociale del web in uno strumento di comunicazione e collaborazione per gli Italiani Americani».

Per questo parte un concorso, il cui premio  sponsorizzato dall'Alitalia, invita a proporre alla redazione contributi che verranno poi scelti da una commissione (i dettagli li trovate sul  www.i-italy.org, o su i-italy.us )

Il neo console Francesco Maria Talò, dopo aver assistito alla presentazione, ha salutato con entusiasmo la nascita di i-Italy , spazio importante di incontro per la comunità.  Il direttore di America Oggi Andrea Mantineo , Fred Gardaphé, Director Italian American Studies Program. Suny at Stony Brook e Robert Viscusi, executive director Ethyl R. Wolfe Institute Brooklyn College, Cuny hanno raccontanto le loro esperienze pesonali, insistendo sul valore di trasmissione culturale di questo nuovo portale. Stefano Vaccara, Executive editor di Oggi7,  ha sottolineato che se gli aiuti istituzionali dall'Italia possono essere necessari allo start up di un progetto simile, "da ora in poi toccherà soprattutto alla comunità italoamericana intervenire finanziariamente per aiutare il progetto". Un concetto che è stato calorosamente ribadito da Joseph Sciame Vice-President for Community Relations at St. John's, and an honorary chair of NYC-Italian Heritage and Culture Month (IHCM).

Il pubblico era eterogeneo, presenti diversi intellettuali.. Tra i partecipanti alla serata  Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana Zerilli-Marimò, il Professor Rocco Caporale (S.John's University), Silvana Mangione (rappresentante CGIE),  Dominic Massaro, Giudice della Corte Suprema dello Stato di New York.,  New Jersey Commission on Italian and Americans of Italian Heritage , Giampaolo Pioli (Presidente dell'Associazione dei corrispondenti italiani in America),  Prof. Peter Carravetta, SUNY/Stony Brooke, Berardo Paradiso presidente dello IACE, Renato Fontana docente facoltà di Sociologia della "Sapienza" di Roma.