Arte

Dentro Caravaggio per un'ora

di GIna Di Meo

Quando si va a teatro con un pizzico di scetticismo e si esce, invece, con un'opinione completamente ribaltata. È stato il mio approccio a Caravaggio Chiaroscuro, presentato a La Mama Theater e in scena fino al 14 ottobre. Preciso che non sono per niente sorda alle sperimentazioni, tutt'altro, ma il mio scetticismo nasceva dal soggetto dell'opera, Caravaggio, per me l'artista degli artisti, un uomo dalla personalità complessa, tormentata, insomma l'incarnazione del genio. Ho pensato che sperimentazioni con soggetti del genere richiedono estrema intelligenza, bravura e forse non solo e allora si può, quindi, in poco più di un'ora, riuscire a comunicare l'essenza di Caravaggio? La risposta è un pieno sì. Caravaggio Chiaroscuro, una one-act opera concepita da Gian Marco Lo Forte, composta da Duane Boutte e diretta da George Drance, è riuscita a pieno nell'intento.

In scena il periodo romano dell'artista e la sua lotta per affermarsi come giovane artista. Caravaggio ha solo vent'anni quando arriva a Roma, la capitale delle arti, non ha nulla con sé, solo il sogno di diventare un pittore acclamato. Durante i primi anni il giovane lotta per sopravvivere, non ha un rifugio, né cibo per sfamarsi. Vagabondando per Piazza Navona e Campo de Fiori, incontra altri artisti che come lui lottano per affermarsi, come Mario, che diviene il suo amante e Longhi che diventa suo fedele amico. Farà anche la conoscenza del Cardinal Del Monte che sarà il suo protettore romano e giocherà un ruolo fondamentale nella carriera dell'artista. Il racconto si chiede con la fuga dell'artista da Roma dopo l'omicidio di Ranuccio, figlio di un capitano delle Guardie Vaticane a Castel Sant'Angelo, e la sua morte dopo pochi anni, completamente abbandonato da tutti.

La "sperimentazione" dell'opera comincia già dal suo soggetto principale. È un Caravaggio di colore quello che ci viene presentato, come a significare lo scuro, mentre il suo amico di sempre, il pittore Mario Minniti, viene sempre rappresentato in chiaro attraverso un giovane quasi femmineo, sempre vestito di bianco. La relazione ambigua tra i due viene subito messa in evidenza, il bel Mario è anche musa ispiratrice del pittore nonché modello per le sue opere, così come saranno sue modella Annuccia e Fillide, due prostitute che Caravaggio incontra nei bordelli romani.

I dialoghi sono in inglese ma con numerose battute in italiano e la musica combina linguaggi moderni e forme classiche. L'intera costruzione, quindi, gioca sugli opposti, così come il titolo Chiaroscuro, è l'unione di due opposti.

Di straordinaria bravura anche gli attori che con eccezionale resa drammatica hanno inscenato alla perfezione Caravaggio e gli altri personaggi. Nel ruolo del protagonista Duane Boutte, Matt Nasser in Mario, Jeffrey Glasser in Longhi, Dana Cote nel ruolo del Cardinal del Monte, Ralph Martin nei panni di Baglione, Graham Skipper in Ranuccio, Kat Yew in Annuccia, Sara Galasini nel ruolo di Fillide, Silvia Giampaolo, nelle vesti di una fioraia, Elizabeth Mutton, una salumiera, Erika Iverson, una fruttarola.

Il drammaturgo Marco Lo Forte è membro della Great Jones Repertory Company e resident artist a La Mama dal 2001. Ha studiato a Perugia e Roma. Attualmente frequenta un master in Design for Stage and Film alla New York University.

Orario spettacoli fino al 14 ottobre, dal giovedì al sabato alle 8pm, la domenica alle 2 30pm e 8pm. La Mama Theater 74A east 4th street. Info www.lamama.org.