Personaggi

Francesca Alderisi: "Perché mi hanno censurata"

DI STEFANO VACCARA

Sportello in faccia! Forse si potrebbe riassumere così il modo come è stata chiusa la trasmissione Sportello Italia di Rai International molto seguita dagli italiani all'Estero. Al Madison Jolly Hotel di Manhattan abbiamo appuntamento con Francesca Alderisi, autrice-conduttrice del programma andato in onda per sette anni ininterrotti.  E' a New York per il Columbus Day, "perché voglio salutare il mio pubblico dato che non sono riuscita a farlo prima" ci dice mantenendo un sorriso che non riesce a nascondere la rabbia. Francesca, che ci chiede di dargli del tu, è sparita dallo schermo, molti spettatori si chiedono il perché. L'abbiamo intervistata.

Spiegaci, cosa è successo?

"Quando il direttore Badaloni è arrivato a metà dicembre, io l'ho incontrato chiedendo un aggiornamento sulla situazione e mi è stato detto che il programma si doveva ridurre da sei puntate a tre settimanali. Da qui la mia proposta di chiuderlo eventualmente prima ma di lasciarci le sei puntate settimanali. La proposta mi è stata accordata e la chiusura era prevista per il 31 marzo. Pochi giorni prima, con tutte le puntate dei saluti registrate, ci è stato detto no, continuate. Queste puntate dei saluti non vanno in onda. Erano sei puntate registrate, non sono andate in onda e abbiamo continuato. Senza più la mia cura, facevo l'autore e conduttore ma non più il curatore. Prima coordinavo venti persone, due registi, sei autori, due inviati... Intanto il programma passa da trenta minuti a quindici. Poi Badaloni dice che Sportello Italia sarebbe risorto dalle nostre ceneri, una frase molto dura che mi ha molto ferito. Siamo andati avanti per inerzia. Una eutanasia lenta. In una puntata ho chiesto se potevo salutare il mio pubblico, tanto ormai avevo intuito che Sportello Italia era morto. Mi è stato detto che avrei dovuto dire che ci interrompevamo per una pausa estiva, quindi un saluto assolutamente neutrale. E' stata mandata pure una persona a controllare quello che io dicessi, proprio una censura in atto: qui parliamo di regime televisivo. In sette anni non era mai venuto nessuno a controllare quello che dicevamo."

Stai accusando Badaloni di fare il censore?

"Io penso che è stata la censura di un saluto. Perché se una conduttrice che è molto popolare, di colpo gli viene fatto capire che deve essere un po' meno simpatica, sorridere un po' meno... ecco secondo me questo diventa la manipolazione di un carattere di una persona. Perché se Francesca piace è perché finora è stata spontanea genuina."

E perché un personaggio popolare con una trasmissione di successo non andrebbe più bene?

"Adesso lo posso dire: io sono stata scelta dal direttore Massimo Magliaro, questa è la verità. Un uomo di destra vicino al centro destra che però ha fatto sempre, con molta umanità, lavorare tutti. La mia amicizia professionale con Magliaro ha fatto, secondo me, arrivare una sindrome da licenziamento. Bisogna arrivare e togliere tutto quello che c'era prima. Non a caso uno spettacolo di Beppe Grillo si chiama "Reset", non a caso il programma di Santoro si chiama "Anno zero". Questa sinistra ha un po' la sindrome dell'azzeramento. Come si fa a costruire una professionalità se poi uno arriva e azzera tutto. Io ero disponibile, sono andata dal nuovo direttore e gli ho detto che gli mettevo in mano la mia arte. Magliaro sicuramente era un bravo direttore, ma non era il migliore. Quindi io ero andata con una grande disponibilità che mi è stata subito smorzata."

Sportello Italia lo hai inventato tu?

"Con Magliaro, ma io ho ideato il 90%. Lo stesso Magliaro aveva detto che Sportello Italia era come un vestito che Francesca si era cucito addosso."

Era forse il programa più seguito su Rai International?

"In sette anni io non ho mai viaggiato. Magliaro mi voleva portare in Canada, a New York per il Columbus Day. Io, forse anche perché sono un po' paurosa, non ho voluto mai mettere fuori il naso perché ho pensato se incontro queste persone che mi vedono come una super star forse mi fa cambiare nella mia naturalezza. Ecco quindi il primo incontro diretto con la comunità degli italiani all'estero io l'ho avuto solo adesso, lo scorso agosto, a Toronto e Chicago. Sono rimasta stordita. Mi hanno paragonato, lo giuro su mio padre, a Oprah Winfrey... E giù foto, autografi, ma soprattutto le frasi di stima che mi hanno detto, di non cambiare mai, di continuare col parlare quell'italiano chiaro, tu fai le domande che noi da casa vorremmo fare. Mi sono detta: ma allora in sette anni ho lavorato bene. Tutti vedono Rai International come un posto dove stare temporaneamente per poi passare alle reti ‘più importanti', ma io non ho mai mandato un curriculum alle altre reti....."

Che questa popolarità fosse diventata pericolosa?

"Io penso che per Badaloni Sportello Italia fosse troppo Francesca dipendente. Quindi l'unico modo per azzerare la popolarità di Francesca era togliere il programma. E poi, con una vena di malizia, direi anche che nei nostri incontri io mi sono ritrovata difronte più a un conduttore che a un direttore. Cioè: Magliaro era un direttore, Badaloni è un politico, giornalista ma non dimentichiamo anche un conduttore che ha vinto i telegatti. Quindi non vorrei che questa mia grande popolarità, a livello di subconscio, abbia dato fastidio... perché durante i suoi viaggi lui stesso me lo ha detto che tutti gli andavano a chiedere di me..."

L'invidia? Sarebbe questa la ragione per  silurarti...

"Ci può stare tutto".

La sinistra che azzera tutto non c'entra più?

"Io la penso così, che ognuno di noi ha degli ideali politici, ma chi fa il nostro lavoro ha la responsabilità di entrare nelle case. Quindi non ho mai fatto capire se le mie idee fossero di destra o di sinistra. Sfido qualcuno a dire Francesca propende per la destra o per la sinistra."

Quando ci sono state le elezioni, non hai fatto nulla che potesse dare fastidio?

"No, ho spiegato bene le modalità del voto, ho avuto ospite Tremaglia e ci tenevo ad avere ospite Danieli. Ci abbiamo messo tre mesi per avere un appuntamento accordato, tre giorni prima che arrivasse da noi, ci è stato sottratto, Badaloni ha detto che i personaggi politici li intervistava lui, ed infatti è andato lui alla Farnesina. Quindi Francesca non può più intervistare le persone importanti, Francesca non può più intervistare gli ambasciatori e Francesca non può avere nemmeno un dialogo diretto con il pubblico, e quindi via le telefonate."

Eliminado te, che ne fanno della trasmissione?

"Io so già tutto. Il mio gruppo di lavoro è stato confermato. Se si vuole cambiare un programma si cambia anche il gruppo. Si cambiano gli autori che sono nati con questo programma. Un altra persona, in questo caso la signora Gigliola Cinquetti, condurrà un contenitore di tre ore in cui sarà ingloblato un clone di Sportello Italia, con i miei autori. Ma domando, e se gli italiani avessero un altro canale che rispettasse di più i loro gusti? Il nostro abbonato tipo all'estero, dobbiamo mettercelo in testa, non è soltanto il cosidetto ‘cervello in fuga', il manager, i nostri abbonati che pagano otto dollari al mese sono anche persone di una certa età, le signore alle quali piace sentire tutto il giorno l'italiano, insomma la tv italiana qui ha un ruolo di focolare... Perché dobbiamo farli diventare spettatori di programmi che, sinceramente, io che ho una cultura media, non capisco."

Ma perché sei a New York?

"Per il Columbus Day, che doveva coincidere con la ripresa di sportello Italia. Ora ti spiego come Francesca è fatta. In questo momento io potevo, darmi le capocciate al muro, piangere, iniziare a fare un sacco di telefonate. Iniziare a mandare curriculum. Non ho fatto niente di tutto questo. Ho pensato: quale è il momento più importante che avrebbe coinciso con l'inizio di sportello Italia? Il Columbus Day. Allora andiamoci, comunque con un sorriso, con un atteggiamento positivo. Facciamoci aiutare dal pubblico che magari può mettermi in contatto con la comunità. Questo è stato un viaggio fai da te, organizzato con la solidarietà dei telespettatori."

Chi paga?

"Mi pago tutto io, anche il biglietto. Francesca per fortuna due soldi da parte se li è messi. Qui faccio una parentesi. A settembre il direttore Badaloni mi ha fatto un'offerta ridicola.      Una Una proposta di fare un'altra cosa in sostituzione di Sportello Italia. Un collaborazione dove io avrei dovuto dallo studio lanciare servizi sulle bellezze del Paese italiano. Musei, città e cose del genere. Lo avrei potuto accettare a vent'anni. Ma perché azzerare le mie competenze che sono cittadinanza, pensione, borse di studio. Io so tutto, ci ho messo sette anni e so tutto. Perché mi sono appassionata a queste cose, perché veramente mi sento una piccola ambasciatrice degli italiani nel mondo. Allora ho chiesto: mi dia un pezzettino nel programma della Cinquetti, oppure se la Cinquetti fa dal lunedì al venerdì, mi dia il sabato e la domenica. La riposta è stata, non ci sono più soldi..."

Ma quando hai capito che non avresti più fatto il programma?

"Siamo alla fine di giugno. Dopo l'ultima puntata, io ho chiesto a Badaloni cosa dovevo fare, cercarmi un altro lavoro? Lui mi ha detto che voleva rimescolare le carte, mi ha detto che mi sarebbe stato offerto un programma di eguale importanza e prestigio. Sportello Italia erano 228 puntate pagate un tot. Posso solo dire che quello che Badaloni mi ha offerto erano 55 puntate pagate un quinto. Una offerta offensiva."

Ma quale è il vero obiettivo del tuo viaggio?

"Salutare il mio pubblico, per rispetto nei loro confronti..."

Salutare, ok, però anche... che cosa?

"Beh ci saranno almeno sei sette incontri importanti in questo mio viaggio. Venerdì (due giorni fa, ndr) avrò una cena organizzata con il senatore Leonardo Saporito che è il presidente dell'Anfe, che compie 60 anni, l'associazione nazionale famiglie emigrati. Poi sarò nel New Jersey ospite dell'Associazione Ieri oggi e domani. Poi lunedì per il Columbus Day farò di tutto per entrare nella famosa Cattedrale di San Patrick. E sfilerò con Leonardo Saporito e l'Anfe."

Ma dal tuo pubblico cosa ti aspetti?

"Che sappia la verità prima che si deformi".

Sì, ma c'é qualcosa dalla reazione del tuo pubblico, che possa far cambiare le cose?
"Io purtroppo penso che se il pubblico non è stato ascoltato fino ad oggi, e da quello che io so sono arrivate migliaia di lettere di protesta all'intero palinsesto ma in particolare per Sportello Italia, per questo è stata adottata la strategia dell'eutanasia lenta, insomma farlo morire piano piano... così poi c'é l'estate di mezzo, si scompare. Francesca è andata via? Forse se ne è andata lei... Questo lo voglio far capire: se ci sarà un'altra proposta Rai International resta la mia famiglia".

Che può anche non chiamarsi più Sportello Italia...

"Ma che sfrutti le mie competenze, la mia creatività, la mia empatia con il pubblico".

Ti aspetti questo ripensamento da Rai International?

"No. Lo vorrei però non me lo aspetto."

E la ragione, è sempre la politica?

"Io di politica non me ne sono mai occupata. Una volta girava voce di una mia eventuale candidatura.  Certo, adesso mi sta venendo proprio voglia."

Una candidatura all'estero?

"Sì. Se i giornalisti fanno i direttori, i cantanti fanno le conduttrici, una conduttrice, dato che a San Remo non ci voglio andare perché sono stonata, perché no allora fare il politico, che c'è di tanto strano".

La candidatura all'estero come rivincita?

"E' ancora lontana. Però se un giorno mi candiderò all'estero dovrò ringraziare il Badaloni che avendomi tolto la possibilità di fare il mio lavoro, almeno quello di autore e conduttore, mi ha spinto a trovare qualcos'altro".

Quando Badaloni ha chiuso Zoom, ha detto che ne avrebbe fatto uno migliore. Potrebbe adesso dire la stessa cosa per Sportello Italia...

"Ma migliore forse per lui, ma non per il pubblico. Cioè l'idea che il pubblico si adatti a tutto, questa è un'idea che mi da molto fastidio. Io faccio questo lavoro da quasi vent'anni, nasco nelle piccole televisioni regionali. Dove ho fatto la gavetta....

Pecato, a me sarebbe piaciuto tanto venire qui per il Columbus Day ancora come Rai International, con un carro nazional popolare con tutto lo staff. Dopo 1200 puntate di successo."

Insomma cosa succederà?

"Farà un programma di servizio, ma non sarà come il nostro. I più bravi del mio gruppo sono andati via, perché non ci hanno creduto più. Sono stati feriti in quello che era la forza di questo gurpppo. Era forte perché hanno avuto un condottiero che li ha guidati. Nella creatività non esiste la democrazia, c'è la dittatura , secondo me. Quindi io sono stata un po' il dittatore creativo che ha creato una linea editoriale, sopra di me c'era solo il direttore Magliaro. Io non è che vado lì al trucco, capelli, e vado in studio. Io sono una persona che ha delle competenze sulla totalità del programma."

E allora che tipo di programma avrebbe dovuto proporti?

"A me sarebbe piaciuto un programma in cui potevo parlare con le persone, linee aperte con Francesca, si poteva inventare un quiz. Non esiste un quiz per gli italiani nel mondo dove magari si vincono dei viaggi in Italia. E' stato tolto al mio programma il ‘com'era com'è', che è stata la cosa più  bella che ho inventato, far vedere alle persone che non possono tornare in Italia il proprio paese com'era e come è diventato. Era una mia invenzione, da questa costola poteva nascere un programma a tema. Le idee sono tante, io nella mia vita so fare questo, creare programmi. Ma chi ascolta?"

Ma per valorizzare certe figure, cos'è che dovrebbe cambiare veramente alla Rai?

"Nel caso di Rai International l'audience. Vedi sulla Rai c'é, e infatti Bruno Vespa che fa audience sopravvive a qualunque passaggio di direttori... ma su International non si misura l'audience e io invece la metterei, loro hanno la libertà assoluta proprio perché non c'é questo strumento. Perché alla fine bisogna occupare lo strumento televisivo non per fare qualcosa che piaccia al pubblico ma per fare qualcosa che serve ad altri fini.? Si fa la televisone per il pubblico o si fa per altri fini? Se un programma piace così tanto e un conduttore associato a questo programma altrettanto, perché viene tolto?"

Un messaggio ai lettori-spettatori?

"Di stare sereni, non è un viaggio in cui voglio far scatenare una rivolta, non è nel mio stile. Io sono per la meritocrazia, come mi insegnate qui in America.  Bisognerebbe andare avanti per i propri meriti. Io penso nel mio piccolo di averli, vorrei quindi rassicurare il mio pubblico perché adesso non so come, non so dove, non so quando, ma io continuerò ad occuparmi di italiani all'estero. Perché a me stanno troppo a cuore. Badaloni probabilmente rimarrà nel suo incarico due, tre anni ancora. Poi di italiani all'estero non ne vorrà sapere più nulla. Io vorrei continuare invece ad occuparmi di loro."

Ma la forza di Sportello Italia quale è stata?

"Sportello è stato un programma di forza perché ha saputo mescolare tra, voto, pensioni, pratiche sportelli che non funzionano, cittadinanza che è un macello.. anche dei momenti di umanità ed emotività. Perché il filone conduttore delle lettere è la nostalgia. Il tema del ricordo. Questi sono i due sentimenti che io ho notato in tutte le lettere."

Il momento che ricordì di più?

"Tra le puntate che ricordo con maggiore emozione quella andata in onda il primo giorno del 2006, nella quale Padre Luciano Segafreddo, direttore del Messaggero di S. Antonio, ha benedetto il pubblico di Rai International, con parole molto toccanti".

Ma quando smetterai di fare tv, che farai?

"Un giorno andrò a vivere a Ponza. Lì c'è San Silverio, di cui sono devota. Ecco lo tengo in questa catenina sempre con me. Non me lo sono mai tolto per tutte le puntate, anche se il fonico si arrabbiava perché urtava sul microfono. Ma io credo che le persone che non abbiano mai fatto del male e che alla fine credono in qualcosa verranno premiate."