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Columbus Day / La passione di Tallarini

di Luigi Boccia

 

l conto alla rovescia è ormai iniziato. La Columbus Day Parade, quest'anno più che mai ricca di eventi, nomi e novità, è ormai alle porte. Sulla mitica 5th Avenue, all'altezza della 67ma strada, sul lato orientale di Central Park, si vedranno concretizzati in una sfilata ricca di presenze e sorprese, gli sforzi organizzativi e strategici di un intero anno di lavoro. Alla simpaticissima Lidia Bastianich l'onore di "Grande Marescialla" della Parata, al Ministro Clemente Mastella il compito di rappresentare il governo Italiano e a Marcello Giordani e Zucchero Fornaciari, tenore uno, pop-star l'altro, l'onere artistico di onorare la gloriosa tradizione musicale del Belpaese.

Con l'appropinquarsi dell'ora zero, abbiamo incontrato Luigi Tallarini che, nella sua veste di Presidente della Columbus Foundation, ha accettato di discutere con noi delle linee guida del proprio operato e di rivelarci in anteprima sfide, idee e progetti futuri. Prima ancora, però, ha tenuto a presentarsi ai lettori di Oggi 7, raccontandoci per sommi capi i momenti più significativi della sua storia familiare e personale.

Scopriamo subito che uno degli imprenditori di maggior successo nel settore immobiliare newyorkese, proprietario della Value Investors, compagnia con sede a Manhattan, nacque 60 anni fa a New Rochelle (NY) da genitori italo/americani. Sposato, padre di due figli "di cui" è "davvero fiero", vive nella Contea di Westchester, in cui si è svolta - e lo vedremo subito - tutta la sezione americana della sua storia familiare.

"La mia famiglia approdò negli Usa intorno al 1890. Mio nonno materno, Luigi Panico, veniva da Macedonia (Avellino). Tutti i fratelli emigrarono per gli USA eccetto uno, i cui discendenti ho avuto modo di incontrare lo scorso settembre. Della provincia di Avellino, e precisamente di Calitri, era anche mia nonna materna, la quale arrivò negli Stati Uniti alcuni anni dopo, incontrò mio padre, lo sposò e lo amò per il resto della vita.

Mia madre, sebbene Irpina purosangue, fu partorita a New Rochelle nel 1914. Oggi, alla veneranda età di 93 anni, scoppia ancora di salute. Non è mai voluta salire su un aereo. Le ho offerto di tornare in Italia innumerevoli volte, ma l'offerta è stata puntualmente declinata. Per quanto mi riguarda, torno spesso in Italia, specie in Irpinia, dove lo scorso anno mi sono recato per ricevere la cittadinanza onoraria dal Comune di Lacedonia e il ‘Premio Mazzei' dal Comune di Bonito.

Per parte paterna, la famiglia era originaria del Piemonte e della Lombardia e sappiamo per certo che l'avventura americana di mio nonno cominciò nel 1886."

Ermenegildo Tallarini, nonno di Luigi, era già anziano quando mise piede negli USA, ma ciò non gli impedì certo di sposarsi con Concetta Eremita della provincia di Campobasso con tanto di matrimonio nella Chiesa di St. Joseph, New rochelle, consacrata pochi giorni prima. Correva l'anno 1906.

"Sebbene purosangue Italiani, i miei genitori nacquero entrambi negli USA. Anch'io sono nato a New Rochelle, una di quelle cittadine dove la concentrazione di Italiani è da sempre molto alta, anche se credo che non sarebbe azzardato dire che l'intera contea di  Westchester è un area dall' indiscutibile sapore Italiano.

Della mia infanzia, davvero felice, mi preme sottolineare che siamo cresciuti in un'era in cui i figli degli emigranti si americanizzavano o venivano americanizzati e credo che parte di ciò fosse dovuto ad un naturale processo di assimilazione, in parte dovuto allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, che vedeva l'Italia nel novero delle potenze nemiche, un po' dal fatto che spesso i nostri genitori non avevano a loro volta una dimestichezza tale con la lingua Italiana da incoraggiarci a parlarlo in casa o a studiarlo a scuola. Sono estremamente convinto, però, che avere radici Italiane, anche al tempo dell'assimilazione, ha influenzato in maniera determinante mio stile di vita.

In famiglia e nella comunità italo-americana di New Rochelle, si sono sempre tenute nel massimo rispetto tutte le tradizioni Italiane. Ogni domenica, sin da quando ero bambino - e il ricordo si perde nella notte dei tempi - si andava a rotazione a casa delle rispettive nonne. Questa prassi ha continuato molto a lungo, fino agli anni in cui mi arruolai volontario nell'esercito degli Stati Uniti.

L'intera famiglia si riuniva. Dal lato materno, la nonna aveva 11 figli e 36 nipoti, così non era infrequente che in una domenica pomeriggio qualsiasi si arrivasse ad avere una quarantina di bocche da sfamare alcune in impaziente attesa nel giardino di questa casa, altre, specie le donne, indaffarate in cucina e gli uomini sotto la vigna a giocare a carte e a discutere del più e del meno."

E che il culto per la famiglia sia da sempre un tratto distintivo non solo della società Italiana non c'è dubbio. Il senso del gruppo, della mini-comunità, con le proprie regole, le proprie gerarchie, i propri usi e costumi è da sempre, anche da un punto di vista strettamente antropologico, uno dei valori più alti della cultura italiana esportati all'estero. "Poche culture hanno la stessa venerazione per la famiglia e per le persone anziane. Pensa per un attimo a come gli Italiani si prendono cura in genere dei propri genitori e dei propri zii."

Oggi Luigi Tallrini è senz'altro parte di un movimento di Italiani di seconda o terza generazione, osservanti del patrimonio di tradizioni e valori della madrepatria, ma anche desiderosi di colmare le lacune accumulate nei confronti di molti aspetti della cultura Italiana, quali lingua, storia, arte, politica ecc., "tutte quella aree che molti di noi stanno scoprendo in modi e forme diverse per la prima volta" - confessa il Presidente.

"C'è una reazione al processo di assimilazione che induce tutti noi Italo/Americani a guardare indietro e a scovare ciò che non sappiamo sulla nostra cultura, ciò che ignoriamo di noi stessi, della nostra identità."

Fino a qualche decennio fa, d'altronde, le comunità di Italiani negli Usa erano l'unico termine di paragone, l'unico metro, l'unica interazione possibile per coloro che erano nati e cresciuti da quest'altra parte dell'oceano e che intendevano farsi un'idea dell'Italia e di cosa volesse dire avere origini Italiane.

"Personalmente sono diventato membro della Columbus Foundation nel 1979, circa 20 anni fa. Mi fu chiesto se avevo interesse a farne parte e a quel tempo davvero non avevo idea di cosa fosse la fondazione. Sapevo che si trattava di un'organizzazione di Italo/Americani che si erano particolarmente distinti in svariati settori, ma le mie conoscenze si fermavano pressappoco lì."

La Fondazione nacque in seguito all'organizzazione della prima Columbus Parade, organizzata nel 1929 da Generoso Pope, potente leader nella comunità Italiana, e non solo, originario di Benevento e fondatore de Il progresso, vera e propria pietra miliare nella storia del giornalismo Italiano transoceanico.

"Io non ero informato sulla storia della fondazione di cui mi era stato chiesto di diventare membro. È pur vero che non puoi crescere nel nord-est degli Usa senza sapere chi era Generoso Pope e quello che il suo giornale rappresentava per migliaia di emigranti. Pope era responsabile, per esempio, dell'assegnazione di migliaia di borse di studio, erogate non solo a favore di studenti Italiani e/o Italo/Americani, ma a favore di tutti quelli che frequentassero scuole cattoliche in NY. Quando mi fu chiaro che i membri della Columbus Foundation avevano non solo ereditato i principi a cui Pope si era ispirato nel '29, ma che erano riusciti a perpetuarli per più di mezzo secolo, mi resi conto che la Fondazione era il posto dove avrei potuto cominciare finalmente a far qualcosa per la mia gente."

Al 2007, la CCF conta 848 borsisti per un totale erogato 2.4 milioni di dollari in borse di studio. "Questi fondi vanno a ragazzi che hanno un alto rendimento scolastico e un reddito molto basso. Incentivi importanti sono anche quelli conferiti tramite la Fondazione Zeffirelli, consistenti in borse di studio e viaggi all'estero per incoraggiare l'inclinazione alle arti: scultura, cinema, musica, letteratura ecc.

"Ricoprire il ruolo che ricopro comporta l'assunzione di un'enorme responsabilità e talora di un enorme carico di lavoro. Sono presidente di un'importante compagnia d'investimenti, ma trascorro più tempo come Presidente della Columbus Foundation. È un lavoro a tempo pieno sotto ogni aspetto."

Tra le mansioni di Tallarini vi è quella di supervisionare la più grande celebrazione di cultura Italiana nel mondo, la Columbus Parade, che avrà luogo domani in mattinata come ogni anni ormai da 78 anni. "Tutto ciò mi è possibile perché abbiamo molti membri volontari. Uno dei compiti più delicati dal punto di vista amministrativo che sono tenuto ad assolvere, è senz'altro quello di controllare i chairmen e i numerosi comitati che organizzano i molteplici momenti di questa parata, quali l'esibizione a Grand Central, la diretta televisiva  su NBC negli Usa e  su RAI in Italia, la parata su 5th Avenue, il gala e i molti altri eventi concentrati in quel giorno. Fin qui nulla di nuovo. Questo, infatti,  è a tutti noto. Ciò di cui la gente non è informata è l'enorme mole di lavoro necessaria per espletare il processo di assegnazione delle borse di studio per aiutare centinaia di studenti dall'alto merito e basso reddito."

A tal fine, la CCF ha istituito 4 programmi differenti: Zeffirelli, Elementare, High School e College. "Abbiamo 4 membri che presiedono i comitati e membri che prendono parte al processo di revisione delle domande e ai colloqui. Infatti, ci teniamo incontriamo uno ad uno i singoli candidati prima della decisione finale."

Il processo comincia subito dopo la Columbus Parade, ai primi di Novembre le domande dovrebbero essere già disponibili in rete e gli studenti possono cominciare a compilarle. Il processo finisce a giugno, quando si tiene la cerimonia annuale della consegna delle borse.

"Va da sé che questi studenti mantengono un legame davvero forte con la fondazione per il resto delle loro vite. Alcuni di loro ne diventano poi membri, alcuni semplicemente tornano come volontari. Il chairman del programma High School, Vincent Toscano, per esempio, è un ex borsista. Venti anni fa ha ricevuto una borsa di studio per completare i suoi studi e, dopo essersi laureato ed essere entrato con un notevole successo nel mondo della finanza, è diventato membro della fondazione. Questo rende tutti noi davvero orgogliosi degli sforzi che facciamo per aiutare studenti in difficoltà. Soprattutto poi se i risultati sono eccellenti come nel caso di Toscano.

Inoltre, è da alcuni anni ormai che cerchiamo di fare del nostro meglio per coinvolgere anche le famiglie nelle nostre attività. Le invitiamo ai nostri eventi, alla parata, cerchiamo in altre parole di creare un senso di appartenenza alla comunità degli Italiani in America forte e duraturo."

Ridotta al nocciolo, la missione più importante di Luigi Tallarini nei panni di Presidente della CCF sembra potersi articolare in due punti.

"Uno è quello di continuare a supportare ed assistere gli studenti Italiani non sufficientemente abbienti. L'altra è una sfida di tipo culturale: continuare ad educare Italiani e Americani alla cultura Italiana. Quando arrivi negli Usa prima di tutto pensi a come procurarti da vivere per mantenere te e la tua famiglia. A volte, però, si resta prigionieri di tale assillo e, a dispetto del meraviglioso successo personale da molti raggiunto negli USA, spesso si finisce per dimenticare le fondamenta della nostra cultura e non parlo solo della cultura Italiana.

Gran parte della cultura americana è basata sull'Italia. L'Italia è stata la prima America se si pensa all'Impero Romano. È stata il primo vero melting pot. La culla della civilizzazione per 2000 anni.

Per certi aspetti, quello che sta succedendo ora negli Usa è quello che accadeva, mutatis mutandis, due millenni fa in Italia.

Di certo non bisogna andare indietro di duemila anni per imbattersi in personalità che hanno giocato un ruolo fondamentale nel processo di formazione di questo paese e che hanno contribuito senza ombra di dubbio a renderlo la più grande democrazia dell'orbe terrarum. Mi viene in mente Filangieri, uno dei più intimi corrispondenti di Benjamin Franklin e poi Mazzei, alle cui idee fu dato ampio spazio nella costituzione. Sembra che proprio a Mazzei, tra l'altro, debba essere attribuita la frase: All men are created equally. Per non parlare del Quinto emendamento della Costituzione (Presunzione di innocenza fino a prova contraria), la cui paternità è inconfutabilmente rivendicata dagli storici al nonno di Alessandro Manzoni, Cesare Beccaria," autore del famoso libello "Dei delitti e delle pene, in cui, già nel 1764, l'intellettuale milanese si batteva contro la pena di morte,

a favore del principio della pena carceraria come momento rieducativo e riabilitante dell'individuo.

Se il suo predecessore, Lawrence Auriana, si è battuto apertamente contro il problema degli stereotipi negativi, aissando il vessillo di guerra contro Hollywood e Robert De Niro e negando al sindaco Bloomberg il permesso di marciare alla Columbus Parade attorniato da un paio di attori della serie televisiva dei Sopranos, Tallarini non vuole essere da meno e crede che sia più giusto proseguire sulla strada già intrapresa.

"Continueremo ad essere in prima linea. Nessun'altra cultura è stata vittima di così tanti stereotipi negativi come quella Italiana. È un affronto che non ha colpito solo i nostri nonni o padri, ma colpisce noi, i nostri figli e colpirà i nostri nipoti, se non diciamo basta. Gli Americani  sono bombardati da una certa immagine cinematografica e televisiva degli Italo-americani che non coincide con la realtà. Gran parte dell'opinione pubblica statunitense pensa che gli Italiani siano qualcosa che non siamo.

Per questo crediamo opportuno alzare la voce quando qualcuno o qualche mezzo di informazione usa stereotipi negativi che offendono la sensibilità della nostra comunità. Abbiamo il diritto di renderli consapevoli che ci stanno offendendo. Fa parte di un processo educativo.

Per quanto riguarda l'episodio specifico di Bloomberg, posso dire che in quell'occasione il sindaco è stato solo mal consigliato. Gli attori dei Sopranos sono bravi attori, è brava gente che lavora e si guadagna da vivere onestamente, ma in quella serie TV hanno rappresentato personaggi che mostrano l'intera comunità Italiana sotto una luce assolutamente negativa.

Ogni cultura, per le stesse ragioni o per ragioni diverse, ha i propri panni sporchi, le proprie vergogne. A volte le ragioni possono di carattere culturale; si pensi alla prima ondata di emigranti: è la gente dei ceti sociali più bassi, gente perlopiù povera e analfabeta, di cui è facile approfittare o farsi beffa.

Nel nostro caso specifico, tuttavia, è come fosse diventata una moda, un passatempo, prendere in giro gli Italiani o far a loro riferimento con stereotipi negativi, molti dei quali non poggiano neanche su un fondamento storico o di verità.

Ritornando a Bloomberg, ci tengo a sottolineare che oggi è uno dei nostri migliori amici. Fu alquanto imbarazzante essere in quella situazione, non lo nego. D'altronde se avesse preteso di marciare ad ogni costo, avremmo dovuto denunciarlo per violazione della libertà d'associazione. All'epoca non si era capito, e i consiglieri di Bloomberg non facevano eccezione, quanto offensiva fosse la presenza di quegli attori su 5th Avenue il giorno della celebrazione dell'Italianità. Proprio loro che sono il simbolo dell'anit-Italinità."

Da molti punti di vista, quell'episodio fu provvindeziale, perché fu la scaturigine di un vero e proprio caso mediatico. Sebbene quello dei Sopranos non sia l'unico Tv Show né l'unico film dove gli Italiani sono oggetto di ridicole caricature, è pur vero che si tratta dello serie televisiva di maggior successo di ogni tempo. Le ragioni? "Probabilmente perché è sul famoso canale HBO, perché ritrae le vicissitudini pubbliche e private di una famiglia mafiosa come metafora della famiglia moderna, perché gioca su una visione volutamente distorta della realtà fa diventare credibile quello che  è invece un puro paradosso. Che altro dire? Si tratta una serie tv senza alcun valore sociale o culturale. È pura fiction spacciata per verità, un'invenzione immaginaria di come possa essere una famiglia mafiosa moderna. Ma quante persone sono consapevoli che ciò che vedono è assolutamente immaginario?

Ci sono così tanti Italiani a cui si potrebbe guardare e a cui ci si potrebbe ispirare per cominciare a scacciare dall'immaginario collettivo stupidi pregiudizi. Uno di questi, senza neanche andare troppo indietro, è Rudolph Giuliani. Si pensi per un attimo a cosa sia riuscito a fare come sindaco della città per antonomasia. Rudy è stato un sindaco esemplare. Ha sempre avuto molti amici qui alla Columbus Foundation e ovviamente tanti nemici altrove, perché ha guidato la città come se fosse un'azienda, eliminando sprechi e tagliando tutti i rami secchi della pubblica amministrazione e ripulendo le strade della città da droga e delinquenza. Nel caso dei Sopranos,  si è attestato su una posizione diversa, preferendo non shierarsi, ma questo ha poco a che vedere col fatto che avere un personaggio di un tale calibro politico in seno alla comunità Italo-Americana non può non renderci estremamente orgogliosi. Che sia eletto o meno, è ancora troppo presto per dirlo. Sono sicuro che in entrambi i casi continueremo ad essere fieri di lui."

Alla domanda conclusiva di rito: Come o per cosa le piacerebbe essere ricordato dai posteri, Tallarini risponde netto: "Per quanto mi riguarda, spero solo di riuscire a dare un contributo significativo e duraturo al movimento per la rinascita di un forte sentimento di Italianità in tutti gli Italiani d'America e del mondo."