Storie

L'innocenza e la fede perduta

 

Può il senso di colpa e di peccato costringere a tenersi dentro un segreto per 30 anni? Può la Chiesa Cattolica far apparire tutto ciò che non è "cattolico" come un'eterna dannazione?

Evidentemente sì, ed in fondo quanti di noi sono cresciuti sentendosi dire: Non fare questo perché è peccato? Anche Paul, il protagonista della nostra storia, è stato educato secondo principi cattolici, a 14 anni è diventato chirichetto e meditava persino di farsi prete. Gli capita, invece, ciò che non dovrebbe accadere a nessun ragazzino, il peggiore dei drammi ed ancora di più se a causarlo è un ministro di Dio.

Paul, dicevamo, è il protagonista della nostra storia e di un film documentario: "Hand of God", diretto da Joseph Cultrera, fratello minore di Paul. Non è il solito racconto sui preti pedofili, è un film su un'esperienza vissuta da una famiglia in una cittadina del Massachusetts, Salem.

«È la storia - ci ha detto Joe raggiunto telefonicamente - di come cose cattive possono accadere a brava gente, e di come queste persone reagiscono e sopravvivono stringendosi in cerchio. Questo film non ha nessun programma se non quello di parlare nei dettagli dell'esperienza vissuta dalla mia famiglia. Ho voluto informare attraverso l'esperienza e non tramite un'analisi da esperto. Ho voluto che le persone non cresciute cattoliche vedessero cos'era e come la nostra formazione basata su una cieca fede consentisse che crimini del genere potessero accadere senza dire niente».

Paul confessa a Joe il suo segreto a metà degli anni '90, dopo trent'anni, e riesce a trovare la forza di affrontare la Chiesa ed avviare un'indagine personale per scoprire se l'Arcidiocesi di Boston avesse coperto accuse contro Father Birmingham (il prete che aveva abusato di lui), trasferendolo di parrocchia in parrocchia e mettendo così ulteriormente in pericolo altri bambini. Ha iniziato a mettere inserzioni sui giornali delle diverse città dove era stato Father Birmingham. L'annuncio recitava: "Do You Remember Father Birmingham?". Le risposte arrivarono a dozzine, era la prova che Paul non era l'unica vittima del sacerdote.

Il calvario di Paul inizia paradossalmente con una confessione, quando racconta a padre Birmingham di essersi masturbato. Si fidava di lui ciecamente, lui era quello che aveva in mano il corpo ed il sangue di Cristo, aveva il potere di fare ciò che nessun altro essere umano riusciva a fare, era quello che aveva un legame diretto con Dio.

«Se vuoi il perdono - racconta Paul di padre Birmingham- devi venire a trovarmi nella canonica. Io gli ho creduto e ci sono andato. Non mi sentivo molto a mio agio ma pensavo di essere al sicuro ed ad un certo punto lui ha cominciato a toccarmi. Lì è iniziato il mio trauma».

Non racconteremo altro del film perché sarà proiettato lunedì 1 ottobre alle 6pm al Cuny Tv Studios, Cuny Graduate Center (365 Fifth Avenue tra 34th e 35th Streets, Suite 1400), nell'ambito del ciclo "Documented Italians" presentato dal John D. Calandra Italian American Institute del Queens College. abbiamo invece parlato con i fratelli Cultrera e abbiamo chiesto a Joe qual è stata la reazione della gente a Salem quando hanno visto il documentario?

«Innanzitutto devo dire che i biglietti sono andati esauriti. Alcuni di loro si sono allontanati dalla chiesa. Nel quartiere dove sono cresciuto, la presenza di una chiesa è una cosa importante per la comunità, è un punto di riferimento, un luogo dove tutti si ritrovano. I miei genitori, invece, continuano ad andare a messa, anche se in un altro posto».

E a proposito della sua famiglia, come ha reagito quando ha saputo di Paul?

«La prima reazione è stata di vergogna, che d'altronde è ciò che ci insegna la chiesa cattolica, ma poi è passata e ora sono molto fieri di lui».

C'è qualche analogia con l'altro documentario sugli abusi da parte dei preti Sex and the Vatican della Bbc?

«Il tema è lo stesso ma la mia storia non è raccontata dall'esterno».

Riesce a dare una spiegazione ai numerosi casi di pedofilia tra i preti?

«È la repressione sessuale. Come si può vedere nel film, era come se Birmingham volesse impedire a Paul di avere una normale vita sessuale perché lui non poteva averla».

Hand of God è stato proiettato anche in Italia la scorsa estate, sia alla Camera dei Deputati, sia durante una manifestazione radicale a Piazza San Pietro, cosa è successo?

«È successo che c'era diversa stampa presente ma il giorno dopo sui giornali non è stata scritta una riga».

Nonostante ciò che gli è successo, Paul non ha mai chiesto risarcimenti milionari, ha voluto solo che la chiesa gli ripagasse le spese per la terapia.

Paul, qual è stata la sua reazione quando ha visto il film?

«Quando ho visto il film per la prima volta sono rimasto meravigliato del lavoro fatto da mio fratello, di come fosse riuscito a mettere così bene insieme la storia, del modo in cui avesse descritto l'ambiente in cui siamo cresciuti e nel quale è avvenuto l'abuso. Il film sembra più la storia della mia famiglia che la mia ed è ovviamente anche la storia delle tante persone che sono state abusate da preti e di come le alte gerarchie cattoliche hanno coperto tutto».

Quanto ha cambiato la sua vita ciò che le è accaduto?

« È difficile riassumere in poche righe quanto ciò che mi è accaduto ha cambiato la mia vita. Sicuramente sono stato spinto a tenermi molte cose dentro, era difficile per me fidarmi delle persone, così come ho dovuto reprimere un sacco di rabbia per non parlare del gap che si è creato tra me e i miei genitori. Quegli episodi mi hanno fatto anche allontanare della chiesa cattolica e questo non è proprio un male considerato ciò che so dell'organizzazione».