A modo mio

Razzismo: ultimi fuochi

di Luigi Troiani

A settembre di cinquant’anni fa, Little Rock, Arkansas. Il preside vieta l’ingresso nel suo liceo a nove studenti neri (sei ragazze e tre ragazze). La vicenda si trascina per mesi, richiamando prima l’attenzione...

... locale, poi quella dell’intera nazione americana. I giovani subiscono violenze e minacce dal Ku Klux Klan; alla discriminazione partecipano anche studenti bianchi e le loro famiglie. Il governatore è tutto dalla parte dei segregazionisti: di fronte alla fermezza con cui i giovani cittadini americani di pelle nera difendono il diritto all’istruzione, chiede l’intervento della Guardia nazionale a “protezione” del liceo.
Quell’anno Dorothy Counts è stata la prima nera ammessa alla Harding School in North Carolina. E due anni prima a Montgomery, Alabama, la sarta di colore Rosa Parks ha rifiutato di alzarsi da un posto riservato ai bianchi nel bus pubblico: il suo arresto aveva portato un’ondata di protesta nera. Benché manchino sei anni al discorso I have a Dream di Martin Luther King a Washington, il presidente Eisenhower fa ciò che la Costituzione e la coscienza gli dettano: ingaggia un braccio di ferro con il governatore, inviando mille parà. La magistratura sostiene il presidente in osservanza delle leggi federali e del XII emendamento. La scorta dei parà aiuta i ragazzi a valicare, tra sputi e insulti, il portone del liceo. Il governatore Faubus non demorde: l’anno dopo ordina di chiudere tutte le scuole dello stato. Dovrà intervenire la Corte suprema, per intimarne la riapertura nel 1959, e il diktat di Eisenhower che sottrae a Faubus il controllo della Guardia nazionale.
Ci si può chiedere cosa sia cambiato, in questo mezzo secolo, nel rapporto tra comunità nera e società. La risposta, ovvia, sta nella larga presenza nera nel governo, nella magistratura, nell’informazione, nel big business. Sta nei segnali che incessantemente le istituzioni inviano alla comunità di colore, per denunciare il passato di ingiustizia verso i colorati. Per stare agli episodi richiamati, nel 1997, quarantennale dei fatti di Little Rock, il presidente Clinton, originario della città, ha reso colà onore ai nove ex studenti. Rosa Parks è stata insignita di medaglia d’oro del Congresso e di decine di altre onorificenze: le sue spoglie riposano ora in Campidoglio, a Washington, prima donna a ricevere quest’onore e i funerali di stato. Il KKK, tuttavia, colpisce ancora, anche se la sua consistenza risulta diluita (dai cinque milioni di militanti degli anni Venti dello scorso secolo ai seimila d’inizio XXI). Negli Usa sono nati più di seicento gruppi razzisti, neonazisti e skinhead, con duecentomila militanti e un milione di simpatizzanti. Jena, Louisiana, è tuttora lacerata su base razziale per il processo ai sei ragazzi neri del White Tree.
Il mito della supremazia bianca è duro a morire, confortato anche dalle situazioni di abbandono che, nonostante le politiche pubbliche di supporto, mortificano troppi neri. Il tasso di abbandono scolastico fra gli afroamericani è del 12,2%, fra i bianchi dell’8,6% (attenzione, fra gli ispanici è del 46,2%!). Washington Post ricorda che mentre è nero il 12% della popolazione, è nero il 28% dei minori arrestati e il 58% dei minori processati come adulti per accusa molto grave (è quanto accaduto anche con i Jena Six). Tornando da New Orleans dopo l’uragano Katrina, Sophia Nelson, repubblicana e avvocato, ha scritto che la ricostruzione della società voluta da Lincoln con l’abolizione della schiavitù, con più scuole, lavoro, opportunità per gli schiavi liberati, non è stata realizzata.