Il rimpatriato

Furbastri di ieri e di oggi

Clemente Mastella a Linate
di Franco Pantarelli

Un ministro che se ne va a vedere il Gran Premio di Formula Uno servendosi dei costosi mezzi che i contribuenti italiani gli mettono a disposizione per svolgere la sua funzione pubblica. Un bel po' di studenti si presentano al concorso per l'ammissione alle facoltà di medicina

.... armati di telefoni cellulari, affinché gente pagata dai loro genitori possa comunicargli le risposte alla domande che li lasciano a bocca aperta. Eccola la cara, vecchia Italia dell'arroganza e della furbizia. Al momento di tornarci dopo vent'anni di Stati Uniti, preso com'ero dalla commozione, mi era quasi sfuggita, o forse avevo semplicemente cercato di non vederla nella speranza che qualcosa fosse cambiato. Ma queste vicende me l'hanno - come si dice - sbattuta in faccia, anche perché mi hanno ricordato due episodi che hanno a che fare proprio con l'esperienza americana.

L'ineffabile Clemente Mastella, il ministro della Giustizia che ha usato un Airbus e un elicottero pagato anche da me per portare suo figlio a vedere i bolidi che girano sulla pista di Monza perché "glielo aveva promesso", per esempio, mi ha riportato alla mente John Sununu, che negli anni Ottanta era il "re" dei repubblicani del New Hampshire e in quella veste aveva aveva fatto compiere alle primarie di George Bush padre il "salto" di cui aveva assoluto bisogno per conquistare la nomination del suo partito alla corsa alla presidenza che poi vinse. Come ringraziamento, John Sununu fu chiamato a Washington a fare il capo dello staff della Casa Bianca. Si sentiva molto potente, in quella carica, e gli sembrò normale usare un aereo militare per andare nel New Hampshire a farsi controllare le carie dal suo dentista. La sua festa fu guastata dal "Washington Post", così come quella di Mastella è stata guastata dal'"Espresso".

Gli studenti col cellulare invece mi hanno rammentato un episodio raccontatomi a suo tempo da un generale. In base alla collaborazione Nato, vari giovani ufficiali europei venivano inviati negli Stati Uniti per seguire dei corsi di aggiornamento sulle armi comuni. Ogni settimana dovevano fare un test senza il superamento del quale non potevano proseguire il corso. Ebbene, durante quei test i giovani ufficiali italiani non sbagliavano una risposta, per lo scorno dei loro colleghi di altri Paesi. Come potevano essere così bravi? Semplice. A quel tempo i computer ancora non c'erano e si usava la meccanografia, cioè il sistema delle schede perforate. La risposta che ognuno dava alle domande del test diventava un foro in una scheda che poi passava dentro una macchina per essere "letta". Se la scheda risultava bucata nel punto giusto la risposta era esatta, se invece nel punto giusto non c'era nessun foro, quello che aveva sbagliato rischiava di tornare a casa. I giovani ufficiali italiano avevano capito che bastava bucare l'intera scheda. La macchina, infatti, era capace di rilevare il buco nel punto giusto, ma non era in grado di dire se la scheda fosse stata bucata anche in altri punti.  

Le performance degli arroganti e i furbastri di tanti anni fa e quelle di questi giorni sono praticamente le stesse. Ma la differenza sta nel "dopo", cioè nelle conseguenze. John Sununu, per dire, fu costretto a dimettersi per "stare di più con la sua famiglia" (cosa che per lui, padre di dieci figli, non poi tanto peregrina), mentre Mastella, sicuro dell'impunità,  l'ha già buttata sul politico dicendo che "stanno attaccando me per colpire il governo Prodi". E quanto alla storia delle schede perforate, lo scandalo fu tenuto segreto perché l'Italia non aveva (e non ha) il "Washington Post"; ma i giovani ufficiali - stando al racconto del generale - furono immediatamente richiamati in Italia e puniti. Invece gli studenti con i cellulari si sentono fieri. "Quante storie, lo fanno tutti", ha detto uno di quelli che è stato beccato, e come prova che lui in fondo è buono ha portato il fatto che a pagare è stato suo padre. Lui non conosce nemmeno la somma.