Cinema

L'eclettico musical di Turturro

Il poster del musicale e Turturro che rilascia autografi
Samira Leglib

E' finalmente tornato a casa, alla città che gli ha fatto da set, il film di John Turturro proiettato in questi giorni al New York Film Forum. "Romance & Cigarettes"...

... l'eclettico quanto insolito musical dell'attore-regista italo-americano, fu presentato infatti per la prima volta a Venezia, nel 2005, in occasione della allora 62esima Mostra del Cinema.

La storia, se vogliamo, è però vecchia quanto il mondo: lui, lei e l'altra. Un matrimonio datato ormai scaduto in una routine che ha come massima aspettativa della giornata un piatto caldo e pronto sul tavolo versus una giovane amante, carne fresca -è proprio il caso di dirlo- che ti trascina nel fuoco di una passione ancora ardente. E se è banale anche solo chiedersi come andrà a finire -l'epilogo è scontato quanto il complesso di Edipo nell'adolescenza- a rendere questa storia inaspettata e accattivante ci pensano il formidabile cast e la geniale regia.

Nick (James Gandolfini direttamente dal successo de "I Sopranos"), è un operaio che vive insieme alla moglie Kitty (Susan Sarandon) e alle tre figlie nella periferia di New York. Nelle sue giornate c'è il lavoro, la famiglia e..Tula (una più che mai procace Kate Winslet) che risveglia in Nick fantasie e istinti primordiali. Il dramma per lui ed il divertimento per lo spettatore, inizia quando, immancabilmente neanche a dirlo, la moglie scopre la relazione fedifraga. Nel cast anche Steve Buscemi, amico di lunga data di Turturro, e Christopher Walken.

A queste firme si aggiunge quella di Turturro che iniziò a pensare a questo film nel 1991 e da allora è riuscito a prendere una trama semplice -ma quanto mai sempre attuale- ed a trasformarla in un musical che resiste alle catalogazioni suonando talvolta una nota leggera, altre una greve. Un musical del ventunesimo secolo che però a tratti, anche non intenzionalmente, rende omaggio a precursori quali Grease, Sister Act e l'indimenticabile Fred Astaire in Singin' in the Rain.

«Due cose dovrebbe saper fare un uomo: essere romantico e fumarsi l'anima. Entrambe creano dipendenza». Attorno a questa battuta che funge da piedistallo morale dell'intero plot, ruota questo musical che Turturro preme a definire: «Una commedia umana che narra quello che le persone abitualmente fanno nella loro vita privata, all'interno delle proprie case». Rimarcabile la scelta di ambientare il film in una New York meno inflazionata, costituita da quartieri periferici ma forse più veri. Una realtà in cui lo stesso regista è cresciuto (Brooklyn, ndr) e che ricorda, nel Q&A al termine della proiezione, come «eclettico e multiforme, dove tutti ascoltavano un loro soundtrack personale in quanto il passaggio assordante degli aerei rendeva difficile ascoltare la stessa canzone. Ma a volte accade che meno soldi tu hai, più intensa è la musica che suoni nella tua casa».

John Turturro, nato da un immigrato siciliano e una cantante jazz americana, ha suonato il suo soundtrack in questo musical a cominciare dalla prima canzone "A man without love" di Engelbert Humperdinck che probabilmente molti tra noi conosceranno meglio nella versione orginale "Quando m'innamoro" di Anna Identici. «Volevo delle canzoni che tornassero dall'inconscio delle persone, che emozionassero perché nell'ascoltarle si sentiva anche il proprio passato. Ma l'unica canzone che ero certo di dover avere è appunto la prima, la canzone con cui sono cresciuto e che mio padre era solito cantare in italiano mentre mia mamma continuava a sbagliare le parole. E' infatti una canzone italiana», precisa il regista che ha voluto utilizzarla in entrambe le versioni, in Inglese all'inizio del film ed in Italiano durante i titoli di coda. «Una canzone su di una ragazza che ama il suo fidanzato e gli dichiara tutta la sua sincerità. Nella versione inglese ne hanno completamente stravolto il senso». Seguono, non da meno, brani altrettanto memorabili quali:"Piece of my heart" di Janis Joplin, "Delilah" di Tom Jones e "It's a man's world" di James Brown. E non possiamo dimenticare "Scapricciatello" (Do you love me like you kiss me) di Connie Francis. Una colonna sonora che ci riporta indietro di qualche decade e ci immerge in un tempo in cui il proibizionismo era ormai dimenticato e le battaglie salutiste ancora lontane; un tempo in cui i grandi divi del cinema fumavano sullo schermo e la sigaretta era un tutt'uno con quell'atmosfera romantica. Turturro ricorda una lunga conversazione con il padre, a cui in parte si è ispirato, che benché vecchio e malato continuava imperterrito ad accendere una sigaretta dopo l'altra mentre gli raccontava i rimpianti di una vita. Da allora, per lui, il binomio romance & cigarettes è divenuto un punto rosa nella mente. Oggi quel punto rosa sa anche cantare.

Una curiosità, nella versione italiana i dialoghi sono costruiti attorno all'assemblaggio di titoli canzoni come: "Ti senti sola stasera", "Tu sei bella come sei", "Bella senz'anima".