Cinema

"Billo, il Grand Dakhaar" di Laura Muscardin

di Laura Caparrotti

Due anni fa, in occasione della sua partecipazione al Tribeca Film Festival, Laura Muscardin ci aveva parlato di un progetto da realizzarsi in Africa co-prodotto da Youssou N'Dour, famoso musicista senegalese. Il progetto si è trasformato in un delizioso film che vi invitiamo a non mancare durante i giorni di Open Roads.

La storia parla di immigrazione, non bisogna pensare a "Billo" come ad un ennesimo racconto di ombre, abusi, criminalità, solitudine, ma come una storia di viaggi, di cambiamenti e crescite. Questo film ha il sorriso del protagonista - Thierno Thiam, stesso nome del personaggio -  e ha la sua forza nella semplicità e dolcezza, a tratti dal gusto un po' amaro, della storia e dei personaggi.

Billo, il cui vero nome è appunto Thierno Thiam, ha un sogno: fare lo stilista, perchè gli piace e perchè vuole diventare ricco per sposare la cugina che appartiene ad una famiglia di casta superiore. Thierno allora va a Roma ("in Italia c'è la moda" dice) e qui incontra sia la comunità senegalese che quella italiana. Dopo alcune disavventure, Thierno fa amicizia con una ragazza bianca e suo fratello, inizia a disegnare tute sportive, prende il nome di Billo. Un giorno deve tornare al suo paese e qui la storia si complica, ma non per molto. Ambientato a Roma e in Senegal, "Billo" è la prima co-produzione mai realizzata fra il nostro paese e la nazione africana. Inoltre, il film è stato prodotto da i Coproducers, un progetto nuovo, interessante e che forse andrebbe seguito da molti. The Coproducers è un sistema produttivo rivoluzionario in cui tutto il cast tecnico ed artistico sono gli unici proprietari della pellicola e ognuno di loro possiede una quota dei diritti di sfruttamento economico della pellicola.

Ne parleremo anche con Marco Bonini, a New York per rappresentare il film.

 

"Billo, il Grand Dakhaar", Diretto da Laura Muscardin: lunedì 11 giugno 2:00 pm & 6:15 pm