Cinema

TRIBECA/ I contrometraggi ambientalisti del Festival

di Monica Mascia London

Quest'anno la sesta edizione del festival di film di Tribeca ha allargato la propria missione sociale proponendo una serie di cortometraggi che riflettono sul tema ambientale. Ad inaugurare l'apertura del festival il 25 aprile è stato Al Gore...

... l'ex vicepresidente americano, che dopo il successo internazionale di "Un Inconvenient Truth" ritorna ad utilizzare il cinema per diffondere consapevolezza e sensibilizzare il pubblico attorno al problema della crisi climatica del pianeta. Ha presentato in anteprima mondiale una serie di cortometraggi prodotti nell'ambito della campagna SOS (Save Our Selves), la stessa impegnata nell'organizzazione dei Live Earth, una serie di concerti in programma il prossimo 7 luglio.

SOS ha commissionato a 60 registi cortometraggi di 10 minuti che raccontano l'emergenza clima usando modi, linguaggi e stili diversi. Come ha sostenuto Al Gore: "l'emergenza clima è una sfida generazionale che richiede un immediato responso globale". Il programma dei cortometraggi SOS si propone di educare, informare e ispirare la popolazione del paese a risolvere la crisi climatica.

Ad aprire la serie degli undici corti presenti al festival è "Electroland", che senza la necessità di utilizzare parole racconta attraverso la grandezza delle immagini i vari sistemi di produzione di energia usati in America, focalizzando l'attenzione dello spettatore (con una punta di ironica presa di coscienza della realtà) sul contrasto tra l'energia rinnovabile e i vecchi sistemi. Un confronto che secondo il regista Gabriel London "si propone di informare sull'utilizzo delle diverse fonti di energia che causano la crisi ambiente, affinchè la popolazione ne prenda consapevolezza". Non senza un certo coinvolgimento se ne rende nota in questo articolo, in quanto chi scrive è la moglie del regista.

Con una nota più apertamente ironica Sophie Muller, regista di video musicali, mostra lo stridente contrasto tra l'immagine assordante di una lavatrice in moto e quella idilliaca di panni perfettamente lindi stesi al sole sotto un cielo limpido. Un regista inglese, Inigo Gilmore, porta invece l'esempio concreto di un paese in provincia di Londra dove il "green living" ha mobilizzato la vita di un'intera comunità diventando un vero e proprio stile di vita. Attraverso l'uso sorvegliato dell'energia elettrica e delle automobili (c'è chi preferisce di gran lunga camminare!) la salvaguardia dell'ambiente occupa un ruolo di vitale importanza nella vita della comunità. Ad incoraggiare l'utilizzo dei mezzi di trasporto "alternativi" si impegna un altro dei corti presenti al festival: "One less car", delle registe Heidi Ewing and Rachel Grady, che mostra con una visione un po' naive i benefici di guidare una bici a New York.

I film faranno parte del programma dei concerti Live Earth del 7 luglio, evento che secondo gli organizzatori raggiungerà 2 miliardi di spettatori, tra eventi live e trasmissioni TV.

             *Progetto EUSIC