Scienza

ONU/L'Italia e la Piramide "climatica"

di L. A.

L'esperienza del laboratorio italiano Piramide sul monte Everest per lo studio del cambiamento climatico è arrivata alla Nazione Unite, come testimonianza tangibile del lavoro svolto dall'Italia in tema di sviluppo sostenibile.

Piramide è stato presentato infatti in un appuntamento organizzato ai margini della riunione della 15ma riunione della Commissione Sviluppo Sostenibile.

Il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, a New York per i lavori della Commissione,  è intervenuto alla presentazione per sottolineare l'importanza della ricerca e la cooperazione internazionale per risolvere l'emergenza clima.  Per il Ministro: "Il cambiamento climatico è ormai la prima emergenza del pianeta. E' fondamentale l'attenzione alle aree montane, che hanno bisogno di iniziative come quelle del Comitato Ev‑K2‑Cnr".

L'importanza della ricerca istituzionale e il ruolo chiave del settore privato, la storia di iniziative d'eccellenza in regioni remote e le più urgenti necessità di Karakorum, Himalaya, Alpi, Carpazi e altre zone montuose del mondo sono stati alcuni dei i temi affrontati durante la tavola rotonda, presieduta dal ministro plenipotenziario del Ministero degli Affari Esteri, Giorgio Sfara.  Hanno partecipato tra gli altri, autorità internazionali dell'Unep, all'Eurac (Accademia Europea di Bolzano), al Parlamento italiano, al Cnr, all'unità di ricerca Ev-K2-Cnr, alla Nepal Academy of Science and Technology. L'evento è stato organizzato dalla Direzione generale cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri italiano e dal Comitato Ev-K²-Cnr, con la collaborazione con l'Unep Iscc (Interim Secretariat of the Carpathian Convention), l'Eurac (Accademia Europea di Bolzano), il Gruppo Amici della montagna del Parlamento italiano, e con il supporto del Ministero degli affari esteri e del Ministero dell'Ambiente italiani.

Il sofisticato laboratorio Piramid  si trova in una base logistica a 5.050 metri sul monte Everest e studia il cambiamento climatico e gli effetti che esso produce sul sistema agricolo e le abitudini alimentari. Nei prossimi anni la variazione delle temperature del pianeta potrà favorire alcune colture e ostacolare la crescita di altre, influenzando, inoltre frequenza e intensità delle precipitazioni. Le risorse idriche disponibili modificheranno la qualità dei terreni e imporranno nuovi modi produzione e consumo agroalimentare.

Le aree remote e d'alta quota rappresentano il 27 per cento dell'intera superficie terrestre e ospitano il 22 per cento della popolazione umana. Da loro dipendono quindi prima di tutto le risorse come l' acqua e  l'energia.