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Pecoraro Scanio all'ONU rilancia l'Uneo

L'Italia potrebbe tenere a battesimo l'Uneo, una nuova agenzia dell'Onu incaricata di occuparsi dell'emergenza clima: il ministro dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha chiesto al presidente del Consiglio Romano Prodi di lavorare fin da ora perché la presidenza italiana del G8 ne segni l'atto di nascita nel 2009

.In un incontro con i giornalisti a New York, dove all'Onu è intervenuto mercoledì e giovedì scorso alla sessione ministeriale della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, il ministro ha illustrato il passo su Prodi e il cammino dell'iniziativa a cui hanno aderito finora 50 paesi e la Commissione europea: dal segmento da alto livello dell'Assemblea generale dell'Onu voluto dal segretario generale Ban Ki-mon per la fine di settembre, alla riunione annuale dei ministri dell'ambiente in dicembre a Bali che potrebbe lanciare un negoziato in vista di un Kyoto 2.
Parlando ai colleghi della ministeriale al Palazzo di Vetro Pecoraro Scanio ha ricordato anche che il 12 e 13 settembre si terrà in Italia una conferenza nazionale sul cambiamento climatico con la partecipazione di esperti internazionali per prendere atto dei passi fatti finora in Italia per lanciare una "Alleanza per il clima" tesa a catalizzare l'azione nei settori indicati nei rapporti dell'Iccp sul fronte dell'energia, dei trasporti e dell'abitazione.

Tutto questo si sta muovendo, ha osservato il ministro, perché il 2007 è stato in fatto di clima "l'anno della svolta": il cambiamento climatico è emerso con chiarezza come "la prima emergenza politica del pianeta", riconosciuta dallo stesso Ban ma anche dal nuovo presidente francese Nicolas Sarkozy che - ha osservato Pecoraro - non è certo "un verde di Greenpeace".

A fronte della velocità "da leper" con cui si muove il cambiamento climatico, tuttavia, le trattative procedono con una lentezza "da tartaruga" esasperante: ed è per questo che le Nazioni Unite devono avere "un ruolo forte'". Pecoraro Scanio ha salutato con soddisfazione la nomina dei tre inviati speciali di Ban sul clima - l'ex premier di Norvegia Gro Harlem Bruntland, l'ex presidente del Cile Ricardo Lagos Escobar e l'ex presidente dell'Assemblea Generale Hang Seung-soo - come "una nuova incoraggiante iniziativa che farà progredire gli sforzi per far fronte alla sfida".

La Commissione Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite è stata istituita nel dicembre 1992 a conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, tenutasi a Rio de Janeiro in quello stesso anno. Sul tavolo della ministeriale di questi giorni, oltre al clima, anche di energia per lo sviluppo sostenibile, sviluppo industriale, inquinamento dell'aria e dell'atmosfera.

I lavori della Commissione sono stati aperti dal segretario generale Ban Ki-mon che ha ribadito di aver posto il cambiamento climatico "in cima" alla sua agenda" con la speranza di arrivare "a una svolta importante" a Bali in dicembre.

Intanto, il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, a nome del governo italiano, ha firmato un accordo all'Onu con i governi degli stati delle piccole isole del Pacifico per un programma di cooperazione sul fronte dell'adattamento al cambiamento climatico che rischia di avere nei loro confronti conseguenze devastanti nei prossimi decenni.

Hanno siglato l'intesa di un valore complessivo di 10 milioni di dollari per un minimo di tre anni i governi delle Fiji, Kiribati, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Palau, Papua New Guinea, Samoa, Isole Salomone, Tonga, Tuvalu, Vanuatu.

Il programma, annunciato ai margini della riunione ministeriale della Commissione per lo sviluppo Sostenibile dell'Onu, include lo sviluppo in questi stati di misure di adattamento e lo sviluppo e la diffusione dell'uso di fonti rinnovabili e biocarburanti per ridurre le emissioni di gas serra.