A modo mio

Italia al verde

I ripetuti allarmi sul clima globale stanno impegnando Unione europea e i paesi membri alla produzione energetica di basso impatto ambientale.

L'Italia propone fonti e tecnologie innovative interessanti anche per altri paesi con l'obiettivo di migliorare l'Eroei, l'indice che calcola il rapporto tra energia ottenuta ed energia impiegata nella produzione. Si progettano spazi e ambienti a basso impatto energetico per imprese comunità e famiglie; si ricercano carburanti con bassa o minima capacità inquinante. 
   Nel campus dell'università Tsinghua di Pechino, grazie all'architetto Mario Cucinella e ad Impregilo, sta funzionando il Sino Italian Ecological Efficient Building, Sieeb, nove piani con quattromila metri quadri di invenzioni e ritrovati eco-compatibili. D'estate i vetri esterni facilitano il passaggio della luce e respingono il calore, viceversa in inverno: così si consuma meno energia rispettivamente per raffreddamento e riscaldamento. Il progetto "Casa 2 litri" garantisce ad una casa media il soddisfacimento dei bisogni energetici con due litri di gasolio annui a mq.: in termini di spesa e impatto ambientale è un risparmio del 90 per cento sull'energia tradizionale.
   In quanto ai carburanti, soluzioni arrivano dall'uso di biomasse, intendendo per biomassa ogni sostanza organica derivata direttamente o indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana. Si è calcolato che nella vegetazione mondiale si situi un contenuto energetico equivalente a quello di 70 miliardi di tonnellate di petrolio, circa 10 volte il fabbisogno energetico del pianeta. La fermentazione di vegetali ricchi di zucchero (canna, barbabietole, mais, etc.) può generare etanolo o alcol etilico, in grado di sostituire la benzina nei motori a scoppio. Dalla spremitura di oleaginose come girasole, colza, soia può aversi biodiesel. I rifiuti da allevamento, a cominciare dai reflui zootecnici, possono essere trasformati in biogas.
   La questione chiave delle fonti rinnovabili, per un paese come l'Italia, riguarda la produzione di elettricità. Nell'anno appena concluso, i consumi elettrici da fonti rinnovabili sono cresciuti del 4,5%, per una cifra di 52 miliardi di chilowattora, portando l'incremento dell'utilizzo di energia verde a quasi il 17% del consumo energetico nazionale: le biomasse hanno fatto la loro parte, con 6,7 miliardi di chilowattora (+9,2%). Occorre insistere, ad esempio riconvertendo alla filiera agroenergetica aree bieticole e fattorie dismesse, e bisognerà che la politica fiscale di governo e regioni sia, nell'interesse di tutti, generosa con gli innovatori. Non può ripetersi quanto sta accadendo in Germania, paese più avanzato dell'Italia in fatto di  bioenergia, dove l'ingordigia fiscale di Berlino sta strozzando l'espansione del biodiesel.
    Energia pulita vuol dire in Italia anche quella derivata da cattura e valorizzazione di luce e calore solare, del vento, delle onde. Nel 2006, l'eolico è cresciuto del 37%, per un totale di 3,2 miliardi di chilowattora. I programmi eolici nazionali chiedono un aumento di potenza per 3.000 megawat entro il 2010, attraverso migliaia di aerogeneratori di taglia media, e impianti offshore o fattorie del vento da posizionare in mare. Le stime prevedono che gli impianti eolici nei mari europei generino presto sino al 20% del fabbisogno energetico dei paesi costieri. L'Italia, che è geograficamente proiettata in mare, deve stare dentro il processo, anche battendo strambi paladini del bello contrari ai "mulini a vento" produttori d'energia, che argomentano come le loro pale (e il rumore del fruscio nell'aria?) deturperebbero il panorama, rovinando le gite dei bagnanti della domenica.