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Settimana pugliese a NY. Carlo Maialetti. Parliamo il tango?

di Silvia Forni

Possono due diverse culture vivere insieme senza scontrarsi? Forse. Questa è l'idea principale del divertente e interessante spettacolo diretto dal regista Carlo Magaletti e interpretato dall'artista e da un cast con molto talento sia dal punto di vista teatrale, che da quello musicale.

Valeria Solomonoff, cresciuta in Argentina con la passione per il tango ha danzato anche al Lincoln Center e al Metropolitan Opera House. Katja Lechthaler, che è la protagonista Elisabeth, attrice che lavora in teatro, film, tv e attualmente lavora tra l'Italia e la Germania. Fausto Lombardi, che interpreta il Professore Mechanic, che sembra saperla lunga sulle tecniche dell'amore, attore romano che recita sia in Italia, che negli Stati Uniti. Altri ballerini-attori sono Diego Blanco, con una passione per il tango iniziata all'età di nove anni, Herman Brizuela, Heather Gehring, Miwa Kaneko, Walter Perez e Ana Padron.

New York il 20 aprile ha aperto le porte a "Let's Speak Tango" una commedia danzata e recitata. La storia di una coppia che si incontra danzando il tango, lei tedesca, lui italiano, nessuno dei due parla la lingua dell'altro, unica comunicazione i gesti e un minimo di inglese da parte di lui nonostante lo sforzo della ragazza nell'insegnamento della lingua. Inizialmente i due giovani si capiscono senza troppi problemi, forza dell'amore, ma quando l'innamoramento a poco a poco diventa abitudine e più che Giorgio, il protagonista tenta di imparare l'inglese, meno i due si capiscono. La lingua diventa ossessione, fraintendimento e rabbia.

In questa commedia il tango è usato in modo unico come un elemento narrativo. Forme classiche e moderne di tango, come la Milonga, tipica dell'Argentina. Queste forme si intersecano con il dialogo e il movimento per esplorare un modo diverso per comunicare e ascoltare gli altri. Non si comunica solo parlando, ma anche danzando, con lo sguardo, con il cuore. Di solito si pensa che il miglior mezzo di comunicazione sia la parola, ma questo spettacolo mostra che a volte può essere il contrario, si comunica meglio con i gesti, con il silenzio.

Rappresentato per la prima volta negli Stati Uniti all'Ata Theatre, American theatre of Actors, (314 west 54 st, 2128684444), e presente ancora fino al 6 maggio a New York, "Let's speak Tango" è il perfetto spettacolo per capire veramente cosa c'é dietro il muro dell'incomunicazione che talvoltaci troviamo di fronte gli uni con gli altri. Spesso usiamo le parole nascondendo la nostra vera esperienza equeste sono solamente una indicazione, un segno, una strada; mentre la vera comunicazione con un altro essere umano è l'ascoltare attentamente il significato dei gesti, degli sguardi, che a volte spariscono dietro discorsi inutili. Lo spettacolo di Magaletti è "un viaggiare dove due persone ascoltano insieme, e questo passo può creare una magica danza tra i due, dove i corpi e le anime sono in perfetta armonia".

Questo tipo di ascolto è la parte del tango dove non c'è una struttura fissa, ma solo una cornice di movimenti di base sui quali i ballerini improvvisano insieme. Così possiamo trovare tanghi vari come la "Milonga sentimental", o il "Corazon de Oro" o "Paris desde Aqui". Il pugliese Carlo Magaletti, nato a Bari, vive e lavora tra l'Italia e la Germania. Ha studiato anche in America e ha diretto cortometraggi e seminari con l'idea della recitazione che parte da un gesto sentitodel corpo. Come lui stesso conclude "Nel momento in cui i ballerini viaggiano da un posto di ascolto ad un nuovo posto di ascolto insieme, il tango diventa un atto poetico tra due esseri umani. Questa poesia viene fuori da un mondo pieno di ombre, luci e sudore e quando il sudore sparisce il volto rimane invisibilmente marcato per sempre".