Libri

La Toscana tra guerra e speranza

Paul Sausini (al centro) con la cugina Fosca e suo marito Renato nella loro casa di San Martino in Freddana
di Patrizia Barroero

"We are looking for an army deserter. We know he's in Sant'Antonio and we are searching every house.": ‘Stiamo cercando un disertore. Sappiamo che è qui a Sant'Antonio e stiamo ispezionando ogni casa'...

...questa una delle scene di apertura dell'ultimo libro di Paul Salsini, ‘The Cielo: A Novel of Wartime in Tuscany'. E' un romanzo sulla Toscana della seconda guerra mondiale, selezionato per il National Book Club 2007 dall'organizzazione Sons of Italy e premiato dal Council of Wisconsin Writers.  Lo scrittore, di origine Italiana e nativo del Michigan, ha trovato l'ispirazione per questo romanzo durante uno dei suoi viaggi in Toscana, quando ebbe occasione di pernottare in un antico casolare recentemente restaurato dove il nonno aveva lavorato, "The Cielo".

«Ero stato in Italia diverse volte prima»,  confida l'autore ad Oggi7, «Ma la cascina era in rovine». Infatti "The Cielo" rimase abbandonato per anni prima che venisse utilizzato durante la guerra come rifugio per alcuni cittadini di Sant'Antonio, il paesino che si trova ai piedi della collina. Quando si mise in contatto con un famigliare ormai ottantenne sopravvissuta alla guerra, fu ispirato dai suoi racconti, e basò il personaggio di Rosa proprio su di lei, come l'autore ha spiegato nella stessa intervista. La scena citata all'inizio fa riferimento ad un'esperienza della signora, che descrive l'incursione dei nazisti nella sua abitazione mentre lei stava cucinando, momento casalingo di cui le donne sono quasi gelose. Stava infatti  preparando i ravioli con la sua ricetta segreta, ed i soldati hanno interrotto non solo la sua routine di ogni giorno, ma anche lo sforzo di portare uno sprazzo di normalità in una situazione di fragile equilibrio. Estremo esempio, poi, di violazione subita quotidianamente e della guerra che letteralmente entra nelle case delle persone, è simbolicamente rappresentato dal gesto di uno dei soldati, che addirittura appoggia la sua pistola sul tavolo, vicino all'impasto.

Dunque, "The Cielo" non è solo un romanzo di guerra, ma un'analisi sociale approfondita sull'esperienza straziante dei civili che si sono trovati davanti gli orrori della guerra, senza avere il tempo o la possibilità di reagire come soldati, per il semplice motivo che non lo erano. E' il conflitto mondiale vissuto dalle donne rimaste nei loro villaggi con i figli e le abitudini quasi inalterate, fatta eccezione per l'ormai costante paura ed insicurezza, aspettando un marito, un fidanzato, un figlio, che forse non avrebbero mai più riabbracciato. E' una guerra vista con gli occhi di uomini non ritenuti idonei dall'esercito come soldati, ma che si trovano costretti a combattere ugualmente per la patria o per la protezione dei propri cari, con armi improvvisate ed una organizzazione militare molto spesso inadeguata. Tutte queste persone che "rimangono a casa" aspettando che cessino le ostilità, all'improvviso si trovano nel bel mezzo del campo di battaglia e costretti ad evacuare, ad abbandonare le proprie abitazioni e doversi adattare alla vita in comune con individui relativamente estranei. Tuttavia, attraverso la forzata convivenza in "The Cielo", un gruppo di "villagers" impara a conoscersi, a rispettarsi, ad amarsi ed odiarsi.

Il casolare in un primo tempo sembrò un "paradiso", un accesso ad un luogo sicuro dal quale osservare inalterati l'inferno che si svolgeva sotto i loro occhi, sulle loro adorate colline infuocate dalla ferocia dell'invasione straniera e da un sole toscano particolarmente caldo. Presto, però l'illusoria alcova di salvezza e difesa contro i nazisti si trasforma in terrore lacerante di essere
"ispezionati" ed uccisi, traditi e denunciati per aver aiutato un soldato inglese. A quel punto, le rime di Dante Alighieri lette ad alta voce dall'omonimo abitante del casolare, le note del violino di Francesco, o le braccia rassicuranti di un amore adolescenziale non bastano più ad assicurare uno scudo protettivo contro l'euforia bellicosa del mondo circostante.

Il momento più drammatico del libro rimane la strage di Sant'Anna di Stazzema dove 560 persone, per la maggior parte donne e bambini, persero la vita per mano dei soldati tedeschi il 12 Agosto 1944. L'intero paesino, situato sul cucuzzolo di una collina non lontana da Sant'Antonio, venne interamente sterminato dalla ferocia nazista in seguito al rifiuto dei suoi abitanti di evacuare. Nel romanzo, l'evento è riportato come risultato di uno studio storico ma anche attraverso un'elaborazione letteraria e fantastica, descritto in dettaglio, con un linguaggio semplice e conciso che permane in tutta la narrazione, permettendo di sfilare tra gli intricati avvenimenti storici con facilità e leggerezza.

In seguito alla particolare crudeltà di questo evento,  da Paradiso, "The Cielo" diventa così Purgatorio, un passaggio di sofferenza verso la liberazione, la luce, la speranza che è sempre stata protagonista nel cuore degli abitanti del casolare. Ognuno porta dentro di sé l'immagine della propria "Beatrice", di un angelo che li guida e protegge la loro anima e i loro segreti più cari verso una liberazione più profonda di quella nazista, verso una ricerca interiore che li illumina e li rende più umani che mai. Ed è così che Angelica, l'angelo di Ezio, lo incoraggia e lo spinge con la forza del suo amore a stringere i denti e combattere per la liberazione d'Italia. Allo stesso modo la
"Beatrice" di Dante, personaggio leader della cascina, infonde nel suo animo il vigore e la volontà di agire con coraggio e determinazione. Infine Lucia, il cui nome in sé è sinonimo di luce, non solo ha illuminato e riscaldato il cuore di Dino, audace soldato disertore, poi Partigiano ed eroe, ma è anche un raggio di speranza per una nuova vita agli albori di un'altra epoca alla fine della guerra.

Ma se i personaggi femminili vengono descritti come angeliche entità idealizzate e da proteggere da un lato, dall'altro diventano valorose ed intrepide combattenti che affrontano le calamità di perdere la propria vita quotidiana, la famiglia, la casa, e la privacy, con determinazione e fermezza. Inoltre, il loro sforzo di infondere amore e conforto anche nei momenti più dolorosi, di perdonare ed andare avanti, diventa il pilastro della filosofia di "The Cielo", in cui nasce un concetto di famiglia nuovo, tenuta insieme da un legame tutto speciale paradossalmente reso possibile da un susseguirsi di vicende orripilanti e disastrose.

In questo modo il tema del romanzo diventa la speranza dopo la distruzione, l'amore che in qualche modo trionfa, e l'importanza di non dimenticare la nostra storia e le vicende terribili del nostro Paese affinché non si possano più ripetere. Questo forse è il contributo più rilevante di un autore che la seconda guerra mondiale l'ha vissuta nel "Nuovo Mondo", quando era ancora bambino.

Ecco la sua testimonianza rilasciata durante la nostra intervista: «Avevo dieci anni quando la guerra terminò nel 1945. I miei due fratelli, che erano dieci e dodici anni più grandi di me vi parteciparono nel corpo della marina. Quindi, la mia esperienza della guerra è stata soprattutto vissuta attraverso la preoccupazione della mia famiglia per i miei due fratelli. Come potrete immaginare, gli italiani qui in America, o almeno coloro che io conobbi in quel periodo, non parlavano della guerra, soprattutto all'inizio. Ma penso che in generale molti non amassero parlare del ‘Vecchio Continente', non perché se ne vergognassero, ma perché erano più preoccupati di riorganizzare le proprie vite e farsi valere in questo Paese».