Personaggi

Piazza- Where Angels Come to Earth", il nuovo libro del fotografo italo-canadese

di Silvia Forni

Questa è una storia che ha bisogno di un po' di tempo e di piccole conversazioni per essere raccontata. Una storia che è capace di aspettare senza fretta l'opportunità di vedere un amico o un vicino di casa e di bere un bicchiere di vino lentamente.

Questa è una storia vera, di persone, e come tutte le storie racconta qualcosa, ma non sappiamo ancora cosa fino a che giriamo l'angolo e troviamo la bellezza di uno scorcio in pietra o un anziano in bicicletta che gira in circolo nella meraviglia della piazza".

Vincenzo Pietropaolo, fotografo italo-canadese, crea il suo nuovo libro "Piazza-Where Angels Come to Earth" dopo un lungo viaggio nelle città italiane. Il suo capolavoro, di circa novanta fotografie sia in bianco e nero che a colori, rispecchia il valore del concetto "piazza" come luogo del "ritrovarsi" e cuore della città italiana, il centro culturale, sociale ed economico dove ogni italiano si incontra, discute con gli amici, gioca, parla, ride, si rilassa. "Le città in Italia sono formate intorno alla piazza. Tutte le strade arrivano lì. Tutte le cose partono o finiscono lì. Il testo del libro è stato scritto da Mark Frutkin un canadese come me. Quindi ci sono due filoni all'interno del libro, uno è più visivo e l'altro più descrittivo. Così, mentre leggi, guardi le immagini e hai una sensazione diversa e positiva del concetto di piazza."

Essendo il centro della città dove tutto converge, è anche scenario di diverse situazioni. I ragazzi al bar a prendere un caffé, il gruppo di anziani a parlare seduti su una panchina, o semplicemente i bambini che si divertono a giocare con la palla. Mark Frutkin afferma che "la piazza offre diversi spazi che si ricreano continuamente e rivitalizzano il centro urbano. Questi spazi sono bellissimi e sono palcoscenico di eccezionali sfondi: antiche cattedrali, palazzi, battisteri, fontane, ma anche bar, negozi e piccoli ritrovi".

Per Vincenzo Pietropaolo la piazza fa parte della "vita quotidiana" degli italiani, è un luogo dove tutte le memorie si uniscono, dove tutti i dolori, le gioie e le curiosità fanno parte dello stesso centro. "Le piazze che abbiamo scelto non sono molto famose perché volevamo fare qualcosa di diverso. Uno dei luoghi scelti è Cremona. La bellezza e la straordinaria armonia architettonica della città ci ha lasciato senza fiato".

Come Pietropaolo fa notare, la piazza in tempi antichi era luogo di riunione sociale per tutti i cittadini, dove venivano celebrati i matrimoni, i giochi e i funerali. Per i Greci era un luogo di scambio di idee, per i Romani un punto fisso dove le questioni più importanti venivano prese in considerazione. Lo spazio aperto, centro della città, è luogo non solo per mercati popolari, ma anche per giochi pubblici, risse, esecuzioni, processioni e spettacoli. Anche oggi nella cultura italo canadese o italo americana la piazza viene usata come luogo religioso per processioni della Madonna e dei Santi. Durante il Rinascimento la piazza diventa un luogo per dimostrare il proprio potere e ricchezza ed è circondata da cattedrali e torri. In seguito un senso di "unione e comunità" trasforma questo luogo in qualcosa di una importanza incredibile per tutti i cittadini italiani. Nel 1400, con l'avvento della Commedia dell'Arte, basata sulla improvvisazione, la piazza diventa teatro "aperto", dove gli attori recitano davanti ad una platea formata da gente di ogni tipo, proprio perché lo spazio usato è pubblico.

"Una delle città che abbiamo visitato è stata Ascoli Piceno, meravigliosa, dove mi sono reso conto che uno dei luoghi principali era l'ufficio postale che si trovava esattamente in piazza, luogo del quale tutti possono fare parte. Nelle grandi città americane uno dei punti di ritrovo è la ‘mall', che è fatta principalmente per lo ‘shopping', per gente con soldi che può comprare le cose che vede. Quindi se non hai soldi di solito non ci vai; mentre la piazza è un luogo aperto dove tutti possono andare e non devono pagare niente".

Le fotografie di Pietropaolo sono state scattate con macchine fotografiche digitali e manuali di diversi formati proprio per dare sensazioni che cambiano man mano che il luogo cambia. La scelta del bianco e nero e del colore insieme non è casuale e, come afferma il fotografo "ci sono cose che devi fotografare in bianco e nero e cose che hanno bisogno di essere viste a colori. Spesso la piazza è un luogo così intimo che ti fa sentire come nel salotto di casa tua. Milenko Matanovic, Presidente della fondazione ‘Pomegranate' ed esperto di ‘urban planning' ha sottolineato che in uno spazio pubblico ci sono tutte queste persone diverse che non sono la tua famiglia, ma in un certo senso tu sai che sei legato a loro perché in quel preciso momento ti trovi nello stesso luogo. E' il processo di comunità e unione che è importante. In fondo gli angeli vengono sulla terra ogni giorno e dove vanno, dove si incontrano? Si incontrano in piazza, ma non perché vedono la cattedrale, ma perché amano gli spazi aperti e prendono le forme umane di tutte le persone che si trovano in quel luogo: anziani, bambini e qualche volta, ma raramente, diventano carabinieri".