Che si dice in Italia

Ma che buona notizia

di Gabriella Patti

Ditemi che è vero. Che quel titolo sparato in prima pagina da molti giornali - "I calciatori violenti banditi dagli stadi" - non è la classica montatura giornalistica di fine estate, scritta tanto per riempire un po' di spazio tra una pubblicità e l'altra (perché a contenitori di pubblicità e di gadget vari si è ridotta la nostra stampa).

Certo, a darci la buona notizia è addirittura la Corte di Cassazione. E allora bisogna nutrire un po' di fiducia. Il supremo organo della giustizia italiana ha stabilito con una sentenza storica - il cui numero, per chi magari volesse giocare al lotto, è: 33864 - che un dirigente e un calciatore, con forti precedenti per rissa in campo, non devono più accedere agli stadi. Calma con gli entusiasmi, però: i due signori non fanno parte di grandi squadre di serie A, ma di una formazione campana decisamente minore, la Calvi Risorta. Si dirà: intanto l'importante è cominciare. Vero. Ma, sarò pure troppo pessimista, ho qualche dubbio. Sarà possibile  vietare di giocare a qualche cosiddetto campione, sia pure violento (e, tra testate, cazzotti, calci assassini, sputi, ce ne sono tanti)? In ballo ci sono troppi interessi economici. Faccio una previsione: tra polemiche e ricorsi finirà tutto nella ennesima bolla di sapone.

    RICORDATE GLI ORTI DI GUERRA? Erano quei pezzetti di terreno, strappati per lo più lungo le ferrovie, coltivati in maniera autarchica per portare a casa qualche pomodoro, un paio di zucchine e poco più. Anche se la guerra è ormai lontana, loro - gli orti - hanno continuato con discrezione la loro esistenza, coltivati con amore da anziani pensionati trasformatisi in "contadini urbanizzati". Ma gli spazi in città sono sempre più preziosi, presi di mira da lottizzatori e costruttori. E così a Milano è intervenuto il Demanio. Prima ha fatto solertemente il censimento dei minuscoli appezzamenti, pare che siano anche un migliaio. Poi è arrivata la sentenza. Siccome ufficialmente sono abusivi, allora occorre che lo Stato venga indennizzato. Mica roba da poco: gli anziani e simpatici vecchiettini dovrebbero pagare 1.500 euro mensili di affitto. E poi, comunque: sloggiare. Che è quello a cui le autorità puntano veramente, in modo da recuperare lotti preziosi da ricoprire di cemento. Gli anziani protestano. Fanno osservare che le pianticelle che coltivano con tanto amore non sono soltanto un passatempo ma, di fatto, sono un baluardo contro le discariche e il degrado. Hanno ragione. Ma chi li difenderà?

   NOTIZIE IN BREVE DALLA POLITICA. Il Corriere della Sera, sempre più cassa di risonanza a difesa del nascituro Partito democratico, dà molto risalto all'ultima provocazione di due seri economisti, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. I quali hanno appena scritto un libro il cui titolo da solo farà inarcare molte sopracciglia di puristi: "Il liberismo è di sinistra". In sintesi la tesi è che la sinistra, più della destra, "può fare quelle riforme liberali, basate su concorrenza  e merito, di cui l'Italia ha urgente bisogno". Secondo me, ciò che serve veramente, è modernizzare il Paese cercando di fargli recuperare il divario crescente e che rischia di diventare incolmabile con le altre nazioni avanzate. Quindi, sì, pensando anche a concorrenza e merito. E dal momento che la destra ha avuto cinque anni per pensarci e non ha fatto nulla allora, d'accordo, che ci provi la sinistra. Anche forzando la propria natura e la propria storia. L'importante è che lo faccia qualcuno. In fretta.

   CATCH 22 TRA I CARABINIERI. Mi hanno rubato la borsa a Milano. Dentro c'erano carte di credito, chiavi, documenti, tra cui la patente di guida e altro. Le carte di credito le ho bloccate immediatamente con una telefonata. La denuncia l'ho presentata ai carabinieri. Fin qui tutto bene. Poi, per poter guidare, ho chiesto ai militi il certificato sostitutivo. Ho portato le tre foto tessera che sapevo necessarie. Ma qui è nato il busillis. Il certificato sostitutivo, valido tre mesi in attesa del duplicato della patente, possono darmelo solo i carabinieri della città dove ho la residenza, cioè Roma. Altrimenti, per averlo in una città dove nonho la residenza, devo presentare un documento di riconoscimento valido. Ma se i documenti me li hanno rubati tutti, ho chiesto stupita? Risposta: "Non si preoccupi, guidi lo stesso. Se poi la fermano ... pagherà una multa di 19 euro". Ho preferito non discutere.